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La simulazione dinamica nella progettazione: strumento di nicchia o reale passo verso l'efficienza energetica?

Intervista a Remo Giulio Vaudano, Consigliere CNI sul tema della simulazione dinamica.

Intervista a Remo Giulio Vaudano, Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Intervista a Remo Giulio Vaudano, Consigliere del Consiglio Nazionale degli IngegneriIn un contesto in cui vi è un continuo sviluppo di nuovi strumenti per la progettazione degli edifici, la simulazione dinamica può essere uno strumento utile per la progettazione impiantistica? E per quali motivi?

La simulazione dinamica è ovviamente uno strumento utile per la progettazione impiantistica, ma soprattutto è al passo coi tempi.

Fino ad ora i progettisti di impianti sono stati soliti svolgere calcoli molto approssimativi per dimensionare gli impianti, utilizzando la simulazione in regime stazionario (ovvero su base stagionale, invernale o estiva) o al più in regime semi-stazionario (ovvero su base mensile). È bene sottolineare che questa tipologia di calcolo ha condotto i professionisti a svolgere dei dimensionamenti effettuando delle approssimazioni importanti talvolta fuorvianti, le quali possono essere sensibilmente migliorate utilizzando la simulazione dinamica.

Infatti tale metodologia, che non può che essere effettuata con software specifici, permette di svolgere un calcolo in regime non più stazionario o semi-stazionario, ma giornaliero ed orario, in modo da ottenere una simulazione del comportamento dell’edificio il più corretta possibile e un conseguente più corretto dimensionamento degli impianti e degli apparecchi terminali. I vantaggi dovuti a questa tecnologia sono principalmente due, ovvero la riduzione dei consumi, grazie ad un più corretto dimensionamento delle apparecchiature di produzione centrale tale da permettere il raggiungimento di un rendimento maggiore, e un miglior comfort termico interno, legato alla riduzione delle pendolazioni della temperatura interna.

Vista la diffusione di software che effettuano valutazioni in regime stazionario o semi-stazionario, ritiene che la simulazione dinamica possa portare un valore aggiunto alla progettazione oppure resterà uno strumento di nicchia utile solo per alcuni progetti particolari?

Ritengo che ad oggi la simulazione dinamica risulti ancora uno strumento di nicchia sia per ragione di costi e sia perché il mondo progettuale presenta sempre una certa inerzia nell’introdurre nuove tecnologie e/o tecniche. Pertanto ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Bisogna tenere presente che tale strumento, per essere efficace, richiede uno studio molto più accurato ed approfondito dei dati di input e ciò, correlato alla modellazione conseguente, comporta la necessità di una certa disponibilità economica non facilmente disponibile per tutti in questo momento. Ad esempio, la simulazione dinamica risulta essere l’unico metodo che permette una valutazione degli apporti endogeni interni degli edifici in maniera più sofisticata e legata all’andamento reale (ora per ora o addirittura minuto per minuto); per effettuare questa valutazione però è necessario un insieme di dati progettuali che non è detto sia disponibile per tutti gli edifici.

Considerando le figure professionali attuali, ritiene che gli ingegneri siano formati e capaci ad utilizzare questo strumento oppure risulta troppo innovativo?

Io sono convinto che gli ingegneri siano teoricamente pronti per l’introduzione di questa tecnologia, oltre ad essere in grado di approfondire le proprie conoscenze tramite gli aggiornamenti costanti richiesti dagli obblighi normativi.

Il problema maggiore risulta essere quello economico, ovvero ogni professionista aggiorna continuamente le proprie competenze professionali e sviluppa nuove organizzazioni operative nel momento in cui vi è un ritorno economico, questo aspetto fondamentale è presente anche per altre innovazioni, quali il BIM; pertanto, affinché vi sia un maggiore utilizzo di queste tecnologie, è necessario che vi sia un respiro economico che consenta di poterlo fare.

Attualmente la progettazione pone sempre più attenzione alla realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica e la simulazione dinamica rappresenta un adeguato strumento per raggiungere questi obiettivi. In qualità di Componente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, quali azioni sono previste per il 2018 per incentivare l’utilizzo e la conoscenza di questo strumento?

Sicuramente stiamo pensando di organizzare su scala territoriale, ovvero stimolando gli Ordini provinciali sul territorio, qualche evento di tipo divulgativo che consenta una prima conoscenza di questo strumento, vista la poca diffusione. Inoltre stiamo progettando qualche corso formativo di base, come format CNI da esportare poi a livello territoriale, che consenta di approfondire questo tema, rientrando sempre nell’ambito della formazione permanente continua obbligatoria per norma per gli ingegneri.

Entrambe queste azioni hanno l’obiettivo di stimolare gli enti territoriali a promuovere autonomamente a livello provinciale questa tipologia di attività.

Più generalmente nell’ambito dell’efficienza energetica, come CNI quali azioni formative e di sensibilizzazione sono state previste nel 2018?

A breve vi saranno eventi in tema e di incontro tra CNI ed esperti, utili a un confronto reciproco e a stimolare le politiche territoriali ad approfondire determinati temi di attualità come questi. In particolare, in ambito energetico si stanno sviluppando eventi coerentemente a due tipologie di logica: una interna, ovvero nei confronti degli Ordini territoriali degli Ingegneri al fine di stimolare a loro volta la formazione e gli eventi sul territorio, e una a livello nazionale, in cui viene data l’occasione di approfondire i temi con esponenti politici ed esperti del settore.