Congresso Nazionale degli Ordini 2013: Brescia - Intervista a Marco Belardi, Presidente Ordine Brescia

10/10/2012 4220

Intervista a:
Marco Belardi
Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Brescia

 

 


 

Presidente, il 58° Congresso Nazionale degli Ingegneri si terrà a Brescia, tra un anno esatto, il prossimo settembre 2013. Un evento di grande portata, che per la realtà locale ha molteplici significati.
Innanzitutto il riconoscimento che l’Ordine degli Ingegneri di Brescia è apprezzato a livello nazionale ed è ritenuto affidabile; la decisione di affidare a Brescia l’organizzazione del 58° Congresso Nazionale, il primo organizzato sotto l’egida dell’attuale Consiglio Nazionale, ha visto quest’ultimo preferire questa sede ad altre con una delibera unanime.
Certo la ricaduta locale sarà decisamente importante; non solo per la comunità professionale credo, ma per tutto il tessuto economico e sociale che avrà modo di avvicinare e vivere da vicino il dibattito di una categoria da sempre centrale per lo sviluppo ed il benessere della società e per la salvaguardia dell’ambiente ma che, come altre categorie professionali, subisce in modo drammatico le conseguenze dell’attuale crisi economica, conseguenze che sono probabilmente aggravate da un modello professionale del tutto inadeguato, della cui riforma si dibatte a livello politico da oltre dieci anni senza risultato alcuno.

Quando è stata avanzata la candidatura di Brescia e perchè?
Siamo stati invitati, come tutti gli altri Ordini degli Ingegneri italiani (ricordo che ne esiste uno per ogni Provincia) a proporre la candidatura nel mese di giugno.
Io ed il Consiglio abbiamo ritenuto che la nostra Provincia avesse tutte le carte in regola per proporsi e quindi abbiamo elaborato, nel poco tempo concessoci, una proposta accompagnata da uno studio di fattibilità.
Il Consiglio Nazionale ha valutato il materiale presentato e al termine della selezione, la decisione unanime di affidare a Brescia l’evento del 2013.

Il Congresso nazionale, nella città Leonessa d'Italia, si presenta ex novo, rispetto ai precedenti? In un certo senso si riparte da qui. Come mai?
Come dicevo inizialmente, Brescia di fatto è la prima sede congressuale scelta dall’attuale Consiglio Nazionale, insediatosi a fine 2011.
Vorremmo innanzi tutto convincere il CNI e la categoria che quest’evento deve essere ripensato nella sua formula organizzativa; il Congresso è infatti un evento di durata limitata che dovrebbe costituire un momento di culmine del confronto e di sintesi delle idee.
La formazione delle idee non è mai un fatto istantaneo o improvvisato.
Per questo il dibattito deve essere avviato subito, utilizzando in modo efficiente tutte le forme della comunicazione virtuale oggi disponibili, in modo da offrire nel tempo precongressuale idee, contributi e proposte operative al confronto dialettico più aperto e ricco possibile.
Per questo vorremmo proporre la realizzazione di una piattaforma comunicativa basata su web completamente nuova che diventi un luogo sistematico di incontro e che consenta di patrimonializzare le esperienze congressuali che di anno in anno si susseguono, evitando che, come oggi accade, quanto realizzato dall’ente organizzatore del singolo evento finisca nell’oblio.
Vorrei fare un esempio: ogni anno l’Ordine che organizza il congresso realizza un sito ad esso dedicato. Questo comporta di dover partire da zero, avviando senza esperienza specifica la piattaforma, senza contenuti disponibili, dovendo riavviare ex novo l’indicizzazione sui motori di ricerca……tutte cose che certamente complicano la vita a chi organizza, non favoriscono l’utenza interessata alla consultazione, e, fatto non marginale, scoraggiano gli sponsor ad investire.
Ecco, vorrei che il congresso di Brescia costituisse l’occasione per realizzare veramente la “rete” professionale, per costruire la nuova frontiera di una categoria finalmente espressione di idee forti e condivise, di un nuovo linguaggio che armonizzi le differenze e ci faccia davvero diventare una forza sociale attiva e non solo un inefficacie seppur importante entità numerica.

Presidente Belardi, ritiene che il confronto previsto, proprio in uno dei territori a maggiore concentrazione industriale d'Italia, possa essere uno stimolo anche a livello di ripresa e ripartenza?
Certamente un’analisi accurata della situazione deve poter consentire delle valutazioni utili ai fini di un’indispensabile ripresa. Senza falso ottimismo ma con lucida oggettività ed approccio pragmatico, è indispensabile leggere il presente per guardare al futuro e fare le scelte giuste. E fare in modo che le facciano anche le future generazioni. Guardi: in questi giorni, come ogni anno in questo periodo, si discute e si leggono tante notizie sulle scelte universitarie dei nostri figli; un classico che si ripropone sistematicamente è la bontà della scelta di ingegneria come laurea anti-crisi, in grado di garantire lavoro e futuro. E’ senz’altro vero! Ma non per qualsiasi indirizzo…. Credo che, ad esempio, il confronto, non solo all’interno della categoria, ma con interlocutori come l’Università ed il mondo economico e produttivo, sia utile ed indispensabile per mettere in condivisione le diverse esperienze e consentire al “sistema” di generare i percorsi professionalizzanti migliori, quelli dei quali il mercato sente la necessità e per i quali è in grado di generare una domanda, immediata e prospettica. Il Congresso, e tutto ciò che lo stesso implica, può costituire un importantissimo momento di confronto, in grado di generare non solo stimoli ma idee e strumenti utili alla ripresa.


Può anticiparci alcuni dei temi portanti del Congresso 2013?
Raccoglieremo gli esiti del dibattito sviluppato nel corso del Congresso di Rimini e lo contestualizzeremo sulla base di quello che succederà nei prossimi mesi.
Certamente non potremo non dibattere ad esempio sugli effetti delle recenti novità normative introdotte in tema di formazione, tirocinio, assicurazione, disciplina, parametri giudiziali e più in generale sulla tanto agognata “riforma delle professioni”. Questo per riguarda le problematiche professionali e sull’evoluzione del sistema ordinistico.
Poi ci sono i grandi temi tecnici-tecnologici a grande ricaduta sul sociale e sull’ambiente: ambiente, energia, sicurezza; ma anche nel settore delle costruzioni edificazione, riuso e tutela. Non dimentichiamo che la maggior parte degli ingegneri iscritti (a Brescia sono oltre 4.300) opera nel campo delle costruzioni, particolarmente colpito dall’attuale crisi.

Quanti delegati si prevedono a Brescia, il prossimo anno?
Il congresso richiama circa un migliaio di delegati; che con gli accompagnatori genera un flusso complessivo di 1.500, 2.000 persone…

Si tratta di uno sforzo, anche organizzativo, notevole. La città e le molteplici realtà bresciane, come potranno essere coinvolte e che apporto potranno offrire ad un tale appuntamento?
Lo sforzo è sicuramente importante. Lo è in modo particolare per una città che non è particolarmente attrezzata, purtroppo, dal punto di vista turistico. Per questo, oltre all’opportuno supporto organizzativo di alcune organizzazioni professionali, contiamo sulla massima sensibilità e coinvolgimento delle istituzioni e realtà economiche e produttive locali. Mi auguro che ognuno faccia del suo meglio per garantire un risultato all’altezza delle aspettative.

Brescia diverrà capitale d'Italia dell'Ingegneria e delle idee, quali ritiene saranno i banchi di prova e le sfide del futuro che potremo affrontare e discutere all'ombra del Castello?
Ci stiamo ragionando. Vorremo approfittare di questa occasione, che rappresenta una grande opportunità ed una vetrina nazionale per Brescia, per organizzare un evento collaterale su un tema scientifico capace di implicare e dare risalto ai settori nei quali la nostra provincia presenta in campo produttivo delle eccellenze mondiali…..

Non si tratterà di trattare solo i problemi di categoria, o quelli professionali, ma di affrontare a tutto campo anche la “questione nazionale”, riportando il ruolo dell'ingegnere al centro dello sviluppo futuro, non trova?
È così. E non solo in quanto l’ingegnere è un tecnico eccezionalmente preparato, ma anche in quanto individuo e categoria dotati di elevata sensibilità sociale e culturale, protagonisti attivi della comunità in cui vivono ed operano professionalmente.

Quanti giorni durerà il Congresso? Avete previsto anche la partecipazione di rappresentanti delle categorie industriali e delle varie Associazioni, come Aib o Assoartigiani?
La formula, che attualmente prevede tre giorni di congresso, verrà rivista. Proprio sulla base di quanto dicevo inizialmente, con il CNI abbiamo avviato una riflessione al termine della quale sapremo come sfruttare al meglio i tempi disponibili. Certamente, qualsiasi sia la soluzione, dovrà consentire il confronto più ampio e trasparente con tutte le parti interessate al dibattito.

Sono previsti eventi anche a margine del Congresso? Iniziative collaterali, confronti, anche sportivi?
Il Congresso da sempre rappresenta un fortissimo momento aggregativo. Oltre al classico programma per gli accompagnatori, vi sono degli eventi sportivi che annualmente si ripetono.
Il più importante è certamente il torneo nazionale di calcio ad undici giocatori, giunto alla sua XXI edizione, nel quale proprio domenica ci siamo qualificati alle semifinali. Le oltre 40 squadre iscritte si affrontano in una fase di qualificazione in giugno, per disputare poi la fase finale a 16 squadre nei giorni precedenti al congresso, presso la sede dello stesso. Indubbiamente un ulteriore notevole impegno organizzativo.
Vorremmo poi portare avanti alcune nuove esperienza, come la regata velica, iniziativa nata quest’anno a Rimini, nella quale Brescia è riuscita a schierare il “suo” equipaggio contro altri dodici.
Ma ci piacerebbe, se sarà possibile, proporre a livello nazionale, quanto già fatto a livello locale: torneo di tennis, gara di tiro al piattello, golf, mezza maratona, e tante altre cose che potremo realizzare se riusciremo ad avere il supporto dei colleghi più motivati ed appassionati.

Infine, Presidente, se la ripresa possibile e le idee in chiave anticrisi, verranno, come dicevamo, discusse e approfondite a Brescia, che esortazione si sente di lanciare, anche a titolo di provocazione, sia alla “brescianità” sia al grande comparto industriale italiano?
Portiamo avanti la nostra cultura del fare, la nostra visione lucida e la convinzione che si possa lavorare per un mondo migliore. Non c’è crisi che tenga alla nostra bresciana voglia di fare. Forza!