Demolire e ricostruire. Riprogettiamo le nostre città - L’OICE al MADE expo

22/10/2012 1685

Più sicurezza sismica, minori consumi energetici.

Il “patto contro il sisma” e l’opportunità dei finanziamenti UE alle smart cities
Un patto contro il sisma siglato all'indomani del terremoto dell'Emilia, per offrire alle istituzioni "un modello pilota per la gestione delle condizioni successive ad una calamità e per tutelare il territorio da possibili fenomeni speculativi come quello già riscontrato del lievitare spropositato del prezzo delle demolizioni".

All’indomani del terremoto in Emilia, OICE ha siglato con Legacoop e ANCPL un patto contro il sisma per offrire alle istituzioni un modello pilota per la gestione delle condizioni successive ad una calamità. L’iniziativa è stata presentata mercoledì nell’ambito del Made expo in un workshop, organizzato all’interno dello spazio Federcostruzioni dal titolo: “Demolire e ricostruire. Riprogettiamo le nostre città: più sicurezza sismica, minori consumi energetici”. L’opportunità della ricostruzione e del recupero dei centri storici deve essere l’occasione – secondo gli aderenti al Patto – per “introdurre pratiche di manutenzione e gestione del territorio orientate al contenimento del consumo delle risorse non rinnovabili, alla consapevolezza dei fattori di fragilità ambientale, alla prevenzione dei rischi, all’adattamento al cambiamento climatico, alla gestione conservativa del patrimonio agroforestale”. Gabriele Giacobazzi, past president OICE e neo assessore all’Urbanistica di Modena, ha presentato le linee strategiche del patto siglato tra le forze attive della società civile per mettere a disposizione della popolazione un’offerta operativa qualificata e competente studiata da esperti, associazioni di categoria, imprese.
Il tema della ricostruzione post terremoto si lega al progetto delle smart cities: antisismiche, pulite, efficienti energeticamente, avanzate tecnologicamente. Un progetto, quello delle città del futuro, che nell’ambito del workshop è stato affrontato dal direttore commerciale della società D’Appolonia, Mauro Lazzeri, project manager dell’“Associazione Genova Smart city” costituita dal Comune di Genova insieme a Enel Distribuzione e all’Università degli Studi di Genova, che propone un’esperienza basata su un percorso virtuoso che coinvolge il mondo della ricerca, imprese, istituzioni, finanza e cittadini, già avviata con successo nel capoluogo ligure, da replicare nelle altre città italiane. Nel corso del workshop il vice presidente vicario OICE, Luigi Iperti ha presentato i risultati della Rilevazione annuale sull’andamento delle società d’ingegneria, appena andata in stampa, che confermano il trend in discesa, ormai drammaticamente consolidato, per chi opera prevalentemente sul mercato italiano (-5,1% annuo e ben -22,4% solo nell’ultimo mese rapportato al corrispondente mese dell’anno precedente), a differenza di quanto succede a chi si è strutturato per essere competitivo anche oltre confine (+ 40,4%).
I soggetti di dimensioni contenute – si legge nella rilevazione – sono quelli che maggiormente necessitano di un supporto di sistema per poter internazionalizzarsi e andare all’estero, dove la qualità dell’ingegneria italiana è riconosciuta, apprezzata e premiata. “E’ nostro auspicio – commenta Iperti – che le azioni che la nuova ICE intenderà avviare per promuovere e sostenere l’internazionalizzazione delle aziende italiane di servizi, tengano in grande considerazione queste necessità e si adoperino con efficacia per l’ottenimento di risultati positivi. Analogo ruolo e responsabilità dovrà avere il Ministero per lo Sviluppo Economico per sostenere in maniera strutturata la presenza delle società italiane di ingegneria sui mercati esteri”.

Scarica la Rilevazione annuale sull’andamento delle società d’ingegneria

 

 

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