Il Building Information Modeling e i progettisti italiani

Un recente studio sul BIM in Italia ha fornito un interessante spunto di riflessione su come il BIM stia impattando sui progettisti e su quali aspettative stia creando. Si tratta di un sondaggio al quale hanno partecipato a fine 2017 oltre 700 operatori del settore, che permette di avere una visione aggiornata sui cambiamenti in atto in Italia in un periodo dove abbiamo avuto la pubblicazione del Codice Appalti (2016), delle UNI 11337:2017 e, buon ultimo, del DM 560/2017.

Due anni particolarmente intensi, che hanno definito per il settore pubblico le basi di quella che sarà la tabella di marcia del BIM nel nostro paese.

Il cambiamento è cominciato

Nel sondaggio appare evidente come ci sia la consapevolezza da parte degli operatori che l’introduzione del BIM comporterà forti cambiamenti nelle procedure, nelle pratiche e nei flussi di lavoro attualmente applicati. 

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Gli interpellati esprimono fiducia rispetto ai controlli possibili attraverso gli strumenti offerti nella progettazione BIM. Sono passati i tempi nei quali si aveva ancora il dubbio della validità di sviluppare modelli BIM. I modelli sono visti come uno strumento importante di informazione e comunicazione, anche se al momento solo un quarto dei progettisti che hanno adottato il BIM in questi anni, dichiara di farne ormai un uso esteso. Le prospettive future ci parlano di una fiducia del settore (che sappiamo essere particolarmente lento a metabolizzare i cambiamenti) nel BIM. Vengono apprezzati i vantaggi economici che ne risultano, così come il rispetto delle tempistiche di realizzazione e consegna delle opere.

In una delle domande specifiche sul tema, risulta chiaro come i progettisti si aspettino dal BIM una possibilità di controllo praticamente automatica rispetto agli standard BIM.

È una consapevolezza importante, da un lato perché fa intuire le aspettative che il mondo della progettazione dimostra rispetto ai nuovi strumenti, dall’altro perché esprime una necessità di incontrare finalmente degli strumenti in grado di evitare i principali elementi di criticità che sono presenti nella progettazione tradizionale.

Lo strumento che sicuramente andrà incontro a questa necessità non può che essere una efficiente piattaforma di model & code checking. Come già abbiamo avuto modo di evidenziare in altre occasioni, le piattaforme di model & code checking nascono con l’intento di poter essere supporto all’attività di chi è preposto al controllo dei modelli BIM.

Il controllo può essere essenzialmente di tipo geometrico o di contenuto informativo.

Nel primo caso si tratta di analizzare le eventuali incongruenze geometriche presenti nei modelli BIM caricati. Comunemente chiamata “controllo interferenze”, permette di avere un rapido riscontro tra quanto realizzato dai progettisti cercando quelle che possono essere le eventuali problematiche che impediscono di dare il nulla osta alla verifica. 

Ben più complessa ed articolata risulta essere la parte delle verifiche di tipo informativo.

In questa sezione troviamo infatti verifiche volte ad analizzare il modello tramite opportune regole per determinarne la coerenza interna, così come verifiche della conformità del modello, a livello progettuale, e quindi relativa alle normative di riferimento.

Le verifiche devono poter essere svolte nel modo più affidabile possibile, possibilmente potendo dare un range di tolleranza geometrica, o una scalabilità della distanza dal valore richiesto.

Spesso sono frutto di regole geometriche che traducono le normative più importanti (quali ad esempio: VV.FF., ASL, Regolamento Edilizio), oppure si tratta di controllare l’accessibilità ai disabili, così come la corretta installazione in cantiere dei sistemi protettivi anti caduta.

Con i software di model & code checking più evoluti (tra questi citiamo sicuramente Solibri Model Checker™  ) le verifiche descritte risultano essere rapide e precise anche in presenza di modelli BIM particolarmente complessi.

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Figura 1- Verifica distanze vie di fuga con Solibri MC

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