Regolamento edilizio unico: nel "club" anche la Toscana. Siamo a 11 regioni su 20

La Toscana recepisce il Regolamento edilizio tipo: ampie deroghe in caso di "conflitto" con il dimensionamento dei piani e nei comuni del cratere

Anche la Regione Toscana ha recepito le 42 definizioni uniformi e ne ha aggiunte altre, uniformandosi al cd. Regolamento Edilizio Tipo. I Comuni toscani avranno ora 180 giorni di tempo dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento per recepire le novità nei propri strumenti. Chi non lo farà, in base all'Intesa-Stato Regioni del 20 ottobre 2016, vedrà prevalere la norma regionale su quella comunale.
 
Nello specifico, il Regolamento Edilizio Tipo definisce in modo uniforme parametri come la superficie utile, l’altezza dei fabbricati, ecc. che d’ora in avanti saranno uguali per tutti.

Toscana, parametri urbanistici ed edilizi uniformi

In Toscana, contestualmente, è stato anche avviato l'iter per l'approvazione del nuovo Regolamento regionale in materia di unificazione dei parametri urbanistici ed edilizi - uno dei sette regolamenti attuativi della legge regionale 65/2014- e la contestuale abrogazione di quello vigente. Il testo passerà ora al vaglio della commissione consiliare competente.
 
La legge 65/2014 prevede, inoltre, che tutti i Comuni debbano dotarsi di nuovi Piani strutturali (o almeno avviare il percorso per la loro definizione) entro il 2019. "Per questo - ha spiegato l'assessore all'urbanistica Ceccarelli - non abbiamo stabilito termini tassativi per il recepimento del Regolamento; le amministrazioni comunali stanno già lavorando a percorsi di revisione dei propri strumenti e dunque il regolamento entrerà in questi procedimenti".

Regolamento edilizio tipo: la situazione aggiornata

Siamo, in totale, a 11 regioni entrate nel 'club', tra l'aprile 2017 e il maggio 2018. Oltre alla Toscana, hanno recepito infatti la normativa l'Abruzzo (dicembre 2017), la Campania (maggio 2017), la Calabria (dicembre 2017), l'Emilia-Romagna (giugno 2017), il Lazio (maggio 2017), la Liguria (aprile 2017), le Marche (maggio 2018), la Puglia (aprile 2017), il Piemonte (novembre 2017), il Veneto (novembre 2017).

Regolamento edilizio tipo: il punto

Ricordiamo in primis che le 42 definizioni uniformi (contenute nell'Allegato A al regolamento), trattano in pratica tutte quelle comuni, dalla “superficie netta alla “superficie utile”, dal “soppalco” alla “sagoma”, oppure anche solo “l’altezza dell'edificio”.

L'Allegato B elenca invece 118 norme statali che hanno un impatto sull'edilizia: nel nuovo regolamento comunale, in ogni caso, qualsiasi norma statale viene richiamata esclusivamente attraverso il rinvio all'Allegato B. Il regolamento edilizio tipo si articola pertanto in due parti:

  • Principi generali e disciplina generale dell'attività edilizia;
  • Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia.

Tra i principi generali, sono compresi la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.

Le disposizioni regolamentari comunali contengono invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In ogni caso, gli da perseguire riguardano semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.

Tempistiche e recepimento (tempistiche originarie)

Le Regioni avevano 180 giorni (termine massimo, scadenza 18 aprile 2017) per adeguarsi al regolamento: in caso di recepimento, il comune è a sua volta obbligato ad adottarlo entro i successivi 180 giorni. In assenza di recepimento ufficiale, scaduti i 180 giorni, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) “trovano diretta applicazione”.

Se invece le regioni non si adeguano entro la scadenza - ma non sono previste sanzioni - il comune può recepire il regolamento ma non è obbligato a farlo. E, in ogni caso, Il recepimento delle definizioni uniformi non comporta la modifica degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano comunale vigente.

I documenti utili

 

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