Progettisti: la mappa dei fondi europei 2014-2020. Cifre, modalità, richieste, territori

Matteo Peppucci - INGENIO 08/06/2018 2492

Il CNAPPC, in uno speciale Rapporto, segnala tutte le opportunità dei Fondi europei 2014-2020 per i progettisti tecnici

Si chiama Rapporto "La Programmazione Europea 2014/2020, opportunità per Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori", è stato realizzato dal CNAPPC e, di fatto, contiene una vera e propria mappa sul come possono fare i progettisti a sfruttare le risorse messe a disposizione dall'Unione Europea.

Il documento, che è stato presentato il 7 giugno 2018 a Roma, è suddiviso in apposite sezioni: "i Fondi strutturali europei a gestione indiretta e a gestione diretta", "la Strategia Urbana di Sviluppo Sostenibile per le città", "la Strategia Nazionale per le Aree Interne", "la Cooperazione Territoriale Europea", "Buone prassi ed Esperienze Italiane del sistema Ordinistico".

Non è solo un documento di approfondimento, ma anche un agile strumento operativo per facilitare l’accesso a informazioni sulle Autorità di Gestione, sui Programmi, sui Bandi in uscita, sui Progetti e sulle buone pratiche già in essere. Fornisce, inoltre, lo stato di attuazione e di avanzamento della spesa dei POR, FESR e FSE di tutte le Regioni Italiane e, da questo punto di vista, è utile non solo ai professionisti, ma può fungere da "stimolo" verso le Amministrazioni Regionali affinché le risorse vengano effettivamente impegnate.

La situazione nelle diverse regioni

Il Rapporto evidenzia che, a livello regionale, la Regione Toscana rappresenta il "non plus ultra" della nuova collocazione dei liberi professionisti come destinatari dei Fondi Comunitari. Si tratta infatti della sola Regione in Italia che ha emesso nel 2017 un’apposita delibera di recepimento che definisce dettagliatamente i requisiti di accesso, ha previsto nel Comitato di sorveglianza una rappresentanza specifica delle professioni sia ordinistiche sia non ordinistiche e ha inoltre emesso bandi FSE specificatamente rivolti ai liberi professionisti (ad esempio contributi per tirocini).

Nelle altre regioni, circa la metà prevede la presenza nei Comitati di Sorveglianza di rappresentanti dei liberi professionisti, soprattutto attraverso Confprofessioni, almeno a titolo consultivo. Soprattutto nel Centro Nord, le Regioni hanno cominciato ad emettere bandi FESR esplicitamente rivolti a imprese individuali e liberi professionisti.
 
Concludendo, in linea di massima i bandi FESR destinati alle piccole e medie imprese sono aperti anche ai liberi professionisti. In presenza di codici ATECO coerenti con quanto previsto dai bandi, i professionisti possono quindi partecipare anche se non espressamente indicati tra i beneficiari.

TUTTI I DETTAGLI SONO DISPONIBILI NEL RAPPORTO INTEGRALE SCARICABILE IN FORMATO PDF!