Terrazzo che perde? Ecco le operazioni preliminari, e fondamentali, per una corretta impermeabilizzazione

VOLTECO 13/06/2018 2620

terrazzo-volteco-300-0.JPGCon la bella stagione il terrazzo da mero deposito torna a diventare uno spazio privilegiato da vivere a pieno. Un’occasione da non perdere, dunque, e nel caso in cui necessiti di qualche lavoro di manutenzione è bene non tergiversare. Le temperature miti, infatti, rappresentano il periodo migliore per intervenire su un terrazzo che presenta problemi di infiltrazioni d’acqua e di tenuta.  

Problematiche non da poco, queste, che provocano spesso danni estetici e strutturali alle nostre abitazioni. Le infiltrazioni d’acqua, infatti, non sono solo fastidiose, ma sono soprattutto dannose perchè scendono dal terrazzo alle stanze sottostanti creando ristagni di acqua e umidità e, conseguentemente, muffe nocive per la salute che contribuiscono al degrado della struttura.
 
E’ necessario quindi intervenire in maniera definitiva abbattendo costi e disagi.

In via preliminare, è bene evidenziare i problemi ricorrenti in questo ambito specifico:

  • BASSA QUALITÀ E CONSISTENZA DEI MASSETTI: massetti dalle scarse caratteristiche meccaniche o che semplicemente “spolverano” non costituiscono un’idonea superficie di aggrappo per i sistemi impermeabilizzanti. Tale fenomeno non garantisce una corretta e completa adesione, requisito essenziale per il buon funzionamento dell’impermeabilizzazione;
  • NON CORRETTA PENDENZA DEL MASSETTO: la corretta realizzazione delle pendenze dei massetti è essenziale per convogliare le acque verso i punti di raccolta e successivamente negli scarichi, evitando il ristagno di pozze d’acqua nelle coperture piane; 
  • ASSENZA DI GIUNTI DI DILATAZIONE: l’assenza di giunti di dilatazione realizzati sui massetti provoca tensioni dovute a fenomeni di dilatazione/contrazione indotti dalle variazioni di temperatura cui sono soggette le coperture piane. L’insieme di tutte le sollecitazioni creano fessurazioni spontanee delle piastrelle e del massetto con relative infiltrazioni e, nelle situazioni più critiche, anche l’inarcamento della pavimentazione;
  • DILATAZIONI TERMICHE E MOVIMENTI STRUTTURALI: la possibilità di sigillare facilmente tutti i giunti, compresi quelli realizzati per gestire le dilatazioni/contrazioni termiche e quelli appositamente progettati per motivi strutturali, costituisce il fondamento di un corretto sistema per l’impermeabilizzazione delle coperture piane in genere.

Prima di procedere all'impermeabilizzazione di un terrazzo, se vogliamo realizzare un intervento a regola d’arte, è necessario procedere per step:

  1. effettuare la pulizia del supporto;
  2. verificare le superfici da impermeabilizzare;
  3. preparare le superfici da impermeabilizzare;
  4. controllare, ripristinare e impermeabilizzare i giunti di dilatazione, angoli, raccordi e gocciolatoi.

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1) Pulizia del supporto 
Grazie alla pulizia del supporto è possibile eliminare tutte le parti inconsistenti e non dotate di sufficienti caratteristiche meccaniche.
Non solo, la corretta pulizia serve anche ad eliminare ogni residuo di sporco o altro materiale, che possa compromettere l’adesione della nostra impermeabilizzazione.

2) Verificare le superfici
Il secondo passo da eseguire è quello di verificare che le pendenze siano corrette e, in caso contrario, è necessario intervenire per correggerle, al fine di evitare ristagni d'acqua, con una malta impermeabile a basso modulo elastico che consenta in un'unica soluzione il ripristino volumetrico con un'ottima finitura superficiale.
Bisogna inoltre verificare che non ci siano elementi, impiantistici, scossaline, o di altro genere, che possano bloccare/ostacolare la continuità dell’impermeabilizzazione che deve essere in totale adesione al supporto. 

3) Preparare le superfici
Su quale tipologia di superficie si andrà a intervenire? Siamo in presenza di guaina bituminosa, di piastrelle oppure di una superficie in calcestruzzo? Per ciascun tipo sono previste diverse procedure.

Guaine bituminose
Nel caso di guaina bituminosa è necessaria l’asportazione totale della guaina in quanto potrebbe compromettere, in maniera definitiva, la nostra nuova impermeabilizzazione; il sistema impermeabilizzante infatti deve essere applicato su superfici omogenee.

Superfici piastrellate
In questo caso si procede, in via preliminare, alla verifica dell’adesione delle piastrelle al fondo, che deve essere buona; eventualmente bisogna ripristinare le superfici che risultano essere irregolari con idonea malta a basso modulo elastico.
Qualora le piastrelle fossero smaltate è necessario eseguire un’operazione di graffiatura per garantire la giusta presa del nostro sistema impermeabilizzante.

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Per la corretta sigillatura del punto di giunzione d’angolo tra piano di posa orizzontale e verticale il consiglio è quello di asportare eventuale intonaco esistente e regolarizzare con malta impermeabile per la futura posa della banda perimetrale.
Occorre, in ogni caso, effettuare un’attenta e scrupolosa pulizia del supporto (vedi punto 1)

Superfici in calcestruzzo
Nel caso di superfici in calcestruzzo bisogna assicurarsi, prima di tutto, che i supporti siano adeguatamente maturati e strutturalmente sani e, nel caso di supporti parzialmente imbibiti d’acqua, l’umidità relativa superficiale non deve essere superiore all’8%.

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Qualora la superficie presentasse il bisogno di un ripristino volumetrico è necessario intervenire con una malta impermeabile a basso modulo elastico che consenta anche un’ottima finitura superficiale.

 

 

 

 

 

E’ sempre fondamentale che il supporto non si presenti polveroso, in questo caso bisogna intervenire applicando lo specifico primer.

4) Controllo e ripristino di giunti di dilatazione, angoli, raccordi e gocciolatoio

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In evidenza nell'immagine lo stato fessurativo delle piastrelle a causa della mancata realizzazione del giunto

Se la nostra struttura presenta dei giunti “naturali”, causati ad esempio da un errato dimensionamento, è necessario creare dei giunti che presentino dei tagli realizzati con "flessibile" seguendo l'andamento degli stessi. 
Qualora invece le fessurazioni fossero diffuse e irregolari, la superficie deve essere ripristinata con apposita malta a basso modulo elastico prima di creare i nuovi giunti.
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Realizzazione giunto con flessibile

Se ci trovassimo davanti a superfici con piastrelle prive di giunti, ma delle dimensioni tali da necessitarne (il consiglio è quello di realizzare 1 giunto ogni 20-25mq) bisogna eseguirli ex novo creando con il “flessibile” un'incisione in corrispondenza delle fughe. In questo caso è importante studiare con attenzione le eventuali lesioni a carico del rivestimento.
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Particolare giunto terrazzo con banda rinforzata

I giunti così realizzati vengono poi ricoperti con apposita banda rinforzata che permette alla struttura di lavorare in maniera differenziata rispetto alla nostra impermeabilizzazione.
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Particolare raccordo parete/pavimento in corrispondenza della soglia 

Occorre inoltre predisporre i raccordi con gli scarichi utilizzando l’apposito collettore di scarico in tessuto gommato e raccordare tutti gli angoli parete/pavimento con banda coprifilo rinforzata.
 
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Infine, in corrispondenza con eventuali parapetti metallici lungo il perimetro, è necessario predisporre un profilo gocciolatoio drenante dotato di doppio gocciolatoio.

Particolare attenzione va prestata qualora siano presenti corpi passanti annegati nel massetto, (es. pluviali); in questo caso la lavorazione richiede di asportare la malta attorno agli stessi per una profondità di almeno 6 cm, creando tutto attorno un anello con un mastice idroespansivo e andando successivamente a riporzionare la malta asportata.