Impermeabilizzazione carrabile in sinergia con pavimento galleggiante

Impermeabilizzazione e pavimento galleggiante: cenni storici 

La preoccupazione maggiore di chiunque abbia un terrazzo o un balcone è quella che l'acqua non si infiltri nei locali sottostanti. Da tempo immemore l'uomo si è imbarcato nell'impresa di provvedere a questo utilizzando i sistemi più diversi e studiando i materiali che la natura gli aveva messo a disposizione, modificandoli e adattandoli alle proprie esigenze.
Troviamo così i magistrali lavori dei magnifici Giardini Pensili di Babilonia, dove strati di bitume e canne si intervallavano per impermeabilizzare le strutture portanti dei terrazzi o le tettoie coperte di tegole in laterizio delle domus di Pompei.

Nei successivi duemila anni non si sono evidenziate clamorose novità relativamente ai sistemi per impermeabilizzare, forse perchè gli antichi architetti avevano già trovato un sistema ottimale per eseguire il lavoro.

Così fino a circa metà del secolo scorso dove ci fu un improvviso balzo evoluzionistico dei sistemi impermeabili con l'invenzione dell'ing. Breitner: il rotolo di bitume prefabbricato. Da quel momento, con l'utilizzo dei polimeri e la loro proliferazione, si è passati da un sistema classico a sistemi altamente tecnologici che spaziano dalle guaine bituminose a quelle sintetiche, dalle malte cementizie additivate alle resine di vario genere.

Un punto rimane in comune con le antiche famiglie di UR e Babilonia: non far passare l'acqua al piano di sotto.

Le stratigrafie impermeabili sono sostanzialmente due: una sotto la pavimentazione ed una che costituisce anche la pavimentazione. La prima prevede che il sistema impermeabile venga protetto dagli agenti atmosferici e dal calpestio dalle mattonelle che andremo ad incollare ad esso o al massetto, la seconda, invece, è a diretto contatto con l'usura e le sollecitazioni meccaniche quali punzonamento e dilatazione termico lineare dovuta all'irraggiamento solare.

Ci si chiede: ma si può avere un'impermeabilizzazione che sia ispezionabile e allo stesso tempo protetta da tutti gli agenti che le possono deteriorare permettendo di avere un sistema impermeabile più duraturo nel tempo? 
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 Immagine presa dal sito www.museotorino.it

Per la risposta dobbiamo tornare a Pompei dove gli architetti romani avevano messo a punto un sistema ingegnosissimo, mutuato da popolazioni da loro conquistate, per far passare l'aria calda e creare così le terme: l'IPOCAUSTO. Si tratta di un vero e proprio riscaldamento a pavimento creato grazie a supporti fatti di mattoni in laterizio su cui veniva creata la stratigrafia del pavimento.

La tecnologia si è persa nel tempo fino ad essere stata “riscoperta” di recente, soprattutto per esigenze tecnologiche: negli uffici moderni c'era l'esigenza di far passare moltissimi impianti, soprattutto elettrici, e dare la possibilità di poter spostare le postazioni di lavoro da una zona all'altra degli uffici. Il pavimento galleggiante ottiene nuova vita grazie alle macchine da scrivere elettriche e, soprattutto, ai computer.

Il nostro terrazzo, però, non è né una thermae romana né un ufficio della Olivetti ma è il nostro posto dove stendere, prendere il sole, fare un piccolo giardino... non possiamo usare una cosa così “instabile” come un pavimento galleggiante. Eppure vi posso garantire che non è così, un pavimento galleggiante è stabile e solido perchè i supporti sono creati appositamente per questo scopo e hanno dei cuscinetti di ammortizzazione che tengono ferme le piastre che useremo come pavimento.

I vantaggi della sinergia impermeabilizzazione - pavimento galleggiante

I vantaggi di questo genere di pavimentazioni sono evidenti: il sistema impermeabile è sempre e semplicemente ispezionabile portando il concetto di manutenzione costante ad alti livelli di qualità e semplicità. Si tratta di avere alcuni accorgimenti che, poi, sono gli stessi da adottare in qualsiasi sistema impermeabile che venga applicato su un terrazzo: i risvolti verticali dovranno essere superiori di almeno 15 cm dal piano di calpestio (quindi le mattonelle e non la base del supporto) e le soglie dovranno avere una quota verticale superiore al piano di calpestio il più alta possibile.

Il pavimento galleggiante può permettere, anche, di avere una sorta di pavimento a “sfioramento”, un po' come la piscina che ha l'acqua a pelo del bordo. Per poter eseguire questo tipo di pavimento, ossia con le soglie che sono alla stessa quota delle mattonelle, ricordiamo che l'acqua deve poter scolare verso gli scarichi e che le piogge sono decisamente più abbondanti che tempo fa... oggi abbiamo le cosiddette bombe d'acqua.
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   Elementi del sistema "pavimento galleggiante"

La soglia, quindi, dovrà avere la pendenza verso l'esterno e le mattonelle limitrofe la soglia dovranno avere una feritoia, di qualche millimetro più grande delle altre fughe, che permetterà all'acqua di cadere nell'intercapedine esistente tra il pavimento e l'impermeabilizzazione.

Allo stesso tempo, dal momento che il pavimento risulterà perfettamente piano, il sistema impermeabile dovrà essere posato con una perfetta pendenza, anzi, con il pavimento galleggiante si può prevedere anche una pendenza maggiore per favorire il deflusso delle acque, visto che i supporti sono regolabili e non ne risentono.

Fin qui nulla di strano, esistono numerosi esempi di terrazzi galleggianti. 

Possiamo fare la stessa cosa nel caso il terrazzo sia anche un parcheggio?

In questo caso dobbiamo valutare alcuni elementi critici che possono rendere vano il nostro lavoro. 

Innanzitutto il sistema impermeabile dovrà essere in grado di reggere il peso proprio dei veicoli che vengono posti sulla pavimentazione, questo lo può fare con l'uso di armature importanti e molto stabili, dovrà essere in grado di resistere al punzonamento causato dall'attrito delle manovre e del transito dei veicoli.

Risolto il nodo del materiale da applicare si può pensare al tipo di pavimentazione: deve essere carrabile e prefabbricata visto che dovrà essere posta su supporti. Un'azienda olandese ha risolto il nodo creando specifici supporti di plastica e manufatti in CCA adatti alla carrabilità.
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 Immagine tratta dal catalogo Pardak 110 - Zoontjens

La caratteristica di questo sistema è il perfetto posizionamento delle lastre sui supporti che non avranno possibilità di movimento. Per realizzare questa unione tra pavimentazione e supporto il produttore ha diviso lo stesso supporto in due parti: una viene posta sul sistema impermeabile e l'altra è ancorata saldamente alla pavimentazione in cca; le due parti, grazie ad incastri multipli, si uniscono tenacemente anche grazie al peso proprio della pavimentazione.

Le piastre, piuttosto grandi e pesanti, vengono quindi poste con l'uso di mezzi meccanici. Certo a guardarle non sembrano eccessivamente pratiche. Pesanti, ingombranti, costose.

Siamo sicuri? Veramente sono così svantaggiose?

Guardiamo alcuni dati: le lastre in calcestruzzo sono spesse quasi 10 cm il che le pone tra le pavimentazioni carrabili; i supporti sono alti circa 3cm e coprono un'area di circa 40 cm di diametro. L'incastro che è stato studiato permette alla pavimentazione di divenire collaborante, pertanto i pesi vengono distribuiti esattamente come se si trattasse di un supporto classico con caldana in calcestruzzo armato; il sistema è collaudato per veicoli che pesano fino a 35 KN (3,5 tonnellate), considerando che i SUV arrivano a pesare circa 2,7 t possiamo dire che il sistema si adatta a tutti i veicoli fino ai piccoli furgoni da trasporto.

Insomma, il sistema del pavimento galleggiante per un parcheggio può essere una realtà. Ma cerchiamo di valutarne anche il costo:

Un sistema impermeabile degno di questo nome (ad esempio un manto in membrana bituminosa posato a colla, piuttosto che un telo in EPDM fissato con sistema ad induzione) hanno un costo medio che varia dai 25 ai 30 €/mq (valore che dipende molto dall'estensione e dalla complessità della forma geometrica). Il costo del pavimento galleggiante carrabile si aggira in circa 70,00 €/mq. Il totale varia in un valore medio di 100,00 €/mq.

Può sembrare eccessivo, paragoniamolo ad un sistema classico:

Il sistema impermeabile è lo stesso (dai 25 ai 30 €/mq); la caldana da 12 cm (prezzi assunti dal Prezziario regionale E.R. 2018) costerebbe circa 21,62 €/mq (caldana in cls C25 compreso di posa), l'armatura (calcolata in 100kg/mc) costerebbe 16,08 €/mq.
Il totale è di € 37,70 al metro quadrato, che salgono tra i 62 e i 67 €/mq aggiungendo il sistema impermeabile.

Se confrontiamo questi due valori sono sicuro che ognuno sceglierebbe la buona vecchia caldana in calcestruzzo.

Se però valutiamo i tempi necessari per terminare le lavorazioni eseguite a regola d'arte, vediamo come i tempi necessari all'utilizzo della caldana carrabile sono infiniti rispetto al pavimento galleggiante.

La maturazione, non l'asciugatura, è necessaria al calcestruzzo perchè completi le reazioni chimiche che lo renderanno capace di resistere alle forze di compressione; la durata convenzionale è di 28 giorni dal momento del getto. Durata convenzionale... effettivamente esistono calcestruzzi che maturano in pochissimi giorni ma posso garantirvi che il costo del materiale si alza notevolmente. Comunque, diciamo che siamo convenzionali per comodità di calcolo e la nostra caldana di 12 cm matura in 28 giorni (senza farci influenzare dal sole, dal vento, dalla pioggia, dal gelo, etc.); questo vuol dire che prima di un mese il nostro parcheggio non è agibile a nessuno.

Il pavimento galleggiante, invece, è agibile immediatamente dopo la posa. Si tratta di posare le piastre ed il gioco è fatto; con pochissimi giorni il parcheggio è finito e praticabile

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C'è anche un altro fattore: le piastre prefabbricate galleggianti hanno un vantaggio non da poco: l'acqua piovana non ristagna mai su di esse perchè scolerà sempre verso il supporto impermeabilizzato immediatamente evitando di danneggiare il calcestruzzo con cui sono costruite; le caldane carrabili, invece, sono delle grandi lastre quasi monolitiche (ci sono i giunti ma sono sigillati) dove spesso a causa di tempi non sufficienti di maturazione o di cattiva qualità del calcestruzzo creano delle zone di ristagno d'acqua che, nel tempo, comincia a danneggiare il calcestruzzo con cui sono fatte.

Tirando le somme delle valutazioni possiamo dire che se ci limitiamo a vedere il costo solo nel momento in cui lo subiamo, la versione classica è decisamente la migliore da perseguire ma se introduciamo il parametro tempo alla nostra valutazione allora il pavimento galleggiante non solo risulta economicamente vantaggioso ma addirittura meno costoso e con una vita presunta decisamente maggiore.

La scelta, ovviamente, deve essere personale ma è giusto che il processo valutativo venga fatto inserendo tutti i parametri necessari e si consideri che la manutenzione ordinaria diviene fondamentale per ridurre fortemente i costi di gestione della copertura nel tempo.

Per ultimo non dimentichiamoci di quello che la normativa vigente ci racconta: le ultime NTC 2018 ci presentano i sistemi impermeabili non come semplice mezzo per “vivere all'asciutto” ma come strumento fondamentale per proteggere le strutture portanti in CCA necessario a garantirne la vita presunta e la funzionalità nel tempo; perchè si possa svolgere questo delicato lavoro, le stesse NTC 2018 parlano chiaramente di manutenzione e per avere la manutenzione del sistema impermeabile questo deve essere sempre facilmente raggiungibile; per questo anche in una terrazza parcheggio si devono usare le migliori tecniche costruttive non solo per la struttura ma anche nel sistema impermeabile e nella pavimentazione in modo che possa essere sempre d'aiuto e non di ostacolo alla manutenzione.