Regione Marche: Un errore grave la legge regionale che delega la materia sismica ai Comuni

Alberto Romagnoli - Presidente Ordine di Ancona 17/06/2018 4210

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona Alberto Romagnoli esprime netta contrarietà al provvedimento: “Si oberano le amministrazioni di ulteriori e gravosi impegni e si svuota di competenze una struttura sempre efficiente come il Genio Civile”. Condivide la posizione espressa dalla categoria anche L’Anci Marche. 

Legge sismica regionali: ai comuni le deleghe

Non ha convinto affatto ed anzi continua a preoccupare l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona l’approvazione della Legge sismica regionale da parte dal Consiglio Regionale delle Marche avvenuta nei mesi scorsi con la quale, di fatto, si decreta il passaggio delle competenze in materia alle amministrazioni comunali.

alberto-romagnoli-ancona.jpgDue fattori, spiega il Presidente Alberto Romagnoli, giocano decisamente a sfavore del contestato provvedimento: il concreto svuotamento di funzioni in tema di sismica del Genio Civile e l’eccessivo carico di attività che finirà per gravare sulle spalle dei Comuni, “determinando– dice Romagnoli – pesanti ripercussioni sulla loro attività così come su quella edilizia. Ostacoli che finirebbe per pagare innanzitutto la collettività”.

La battaglia contro la legge regionale sismica ha visto in prima linea l’Ordine dorico da subito, già durante la fase della sua elaborazione alla fine del 2017, ma la Regione Marche è rimasta sorda ai richiami, nonostante il parterre degli insoddisfatti sia cresciuto progressivamente a seguito della posizione espressa con largo anticipo dagli stessi ingegneri del capoluogo regionale.

E’ infatti arrivata anche la presa di posizione  dell’Anci Marche (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), che, come spiega ancora Romagnoli, “ha fatto proprio un documento sottoscritto dai Rup – Responsabile Unico del Procedimento –  e dirigenti dei Comuni della provincia di Ancona che ha accolto pienamente quanto indicato dal nostro Ordine ribadendo la problematicità di affidare alle amministrazioni, già gravate e oberate da numerosi e complessi impegni, le questioni in materia sismica. Registriamo inoltre la posizione del sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli che ha espresso contrarietà al provvedimento in questione, andando ad aumentare le file di chi prova ad evitare gli effetti gravosi di questa decisione sul nostro territorio”.

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Romagnoli nega deciso anche la possibilità che si possa procedere ad una proroga dell’entrata a regime della norma. “Nessuna proroga, non è una questione di tempo – chiarisce Romagnoli  - La delega sismica semplicemente non può essere consegnata ai Comuni, che oggi non riescono nemmeno a svolgere, a causa dei molteplici compiti cui devono rispondere, attività ordinarie. Dare seguito a questo provvedimento significa smettere di controllare una materia così delicata come la sismica mettendo a repentaglio i nostri territori e cittadini. Il numero di autorizzazioni sarà infatti molto elevato ed una materia tanto importante che incide sulla incolumità pubblica, sulla sicurezza del costruito, porta con sé un notevole carico di responsabilità anche da un punto di vista giuridico e penale, nonché la necessità di mettere a punto una struttura organizzativa a tempo pieno con tecnici di formazione e preparazione specifica di tipo sismico e strutturale”. 

Un ruolo ben svolto dal Genio Civile

Mansioni che il Genio Civile svolgeva con risultati importanti. “Questa struttura vigila adeguatamente da oltre sessanta anni sulla correttezza delle costruzioni pubbliche e private e rappresenta un patrimonio invidiabile che la Regione Marche ha utilizzato efficientemente. Per questo riteniamo costituisca un grave errore strategico privarla di questa funzione”.

L’Ordine degli Ingegneri conferma quindi massima disponibilità verso il territorio supportando le amministrazioni, conclude il presidente Romagnoli.

Ecco il LINK alla legge Regionale delle Marche