Toninelli: Stabilizzazione dei Bonus, ricostruzione delle periferie, BIM e semplificazione normativa

Andrea Dari 08/07/2018 1538

Il Ministro Danilo Toninelli comincia a far conoscere al pubblico le sue posizioni sui programmi in materia di casa e di qualificazione urbana. Su “Il Mattino” di Napoli è uscita infatti un’intervista di cui riprendiamo alcuni passaggi ed esprimiamo alcune posizioni

Consulta: stop all’abusivismo, anche se di necessità 

danilo-toninelli-ministro-mit.jpg«Bisogna riqualificare il tessuto urbanistico gradualmente, ma senza cedimenti e incertezze».

A meno di ventiquattr’ore dalla bocciatura da parte della Consulta del principio di abusivismo di necessità alla base della legge 17 della regione Campania il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli è intervenuto sul dibattito dell’Urbanistica sociale. 

Il Ministro propone un modello per sconfiggere il fenomeno suddetto ma al tempo stesso per cercare una soluzione per le famiglie più deboli a partire dalla ricerca di un migliore uso del suolo e dell’uso delle nuove tecnologie.

«La Consulta ribadisce un principio ineccepibile: gli immobili abusivi, nella generalità dei casi, vanno abbattuti. E il fatto che entrino nel patrimonio dei Comuni non può diventare un escamotage per mantenere lo status quo a scapito dell’ordinato assetto del territorio o della difesa del paesaggio o, peggio ancora, del contrasto al dissesto idrogeologico»

Come farlo ? innanzitutto occorre partire dalla conoscenza del territorio e del patrimonio immobiliare pubblico: ecco perchè il Ministro lancia la proposta della creazione di una banca dati nazionale per censire il patrimonio di edilizia pubblica.

In questo modo si potranno capire necessità, valori in gioco, e quindi intervenire sulla parte più debole: non dimentichiamoci che spesso chi commette gli abusi non può permettersi una casa.

«Per questo possiamo sostenere il reddito di chi non può trovare casa a prezzi di mercato e riattivare le politiche abitative, che troppo a lungo sono finite in un cassetto» e quindi «Abbiamo appena lanciato il progetto di una banca dati nazionale per censire finalmente il patrimonio riconducibile all’Edilizia residenziale pubblica. Non è accettabile che lo Stato non sappia nemmeno quanti e quali immobili ha a disposizione. Si tratta del punto di partenza imprescindibile per poterli utilizzare e manutenere al meglio, evitando abusi e garantendo maggiore giustizia sociale».

Abusivismo: un problema sopratutto meridionale

Soltanto in Campania sono interessate 200mila famiglie dal fenomeno dell’abusivismo.

“Il principio di legalità va tenuto fermo». ma poi aggiunge il Ministro «Siamo aperti alla massima collaborazione istituzionale su questo. Ma tenendo fermo, ripeto, il principio di legalità, nonché la difesa del suolo e del paesaggio. Quello stesso paesaggio che deve fare la fortuna, dal punto di vista turistico, delle nostre splendide regioni meridionali».

Come fare quindi ?

«Bisogna riqualificare il tessuto urbanistico gradualmente, ma senza cedimenti e incertezze». Occorre «Ripensare completamente il modello urbanistico e il rapporto tra abitato e ambiente, anche rispetto agli spazi del sociale. Riuso, riqualificazione, rigenerazione contro il nuovo consumo di suolo. Programmazione, regole semplici che favoriscono trasparenza e legalità, controlli efficaci e sanzioni che facciano davvero da deterrente».

Incentivare le ristrutturazioni, favorire le demolizioni

«Oltre a regole chiare e cogenti, da parte dello Stato esistono leve, per esempio fiscali o comunque incentivanti, che servono a incoraggiare un’edilizia di qualità. Per esempio, il M5S è da sempre a favore della stabilizzazione dei bonus ristrutturazione. E il mio ministero sta lavorando a correzioni importanti anche sul sisma-bonus. Inoltre, un grande aiuto ci arriverà dall’innovazione e dal digitale: basta soltanto citare il Bim (Building Information Modeling) e la possibilità di condividere su piattaforme informatiche le informazioni e i dati sui progetti. È una frontiera che riuscirà a ottimizzare costi e tempi della progettazione».

Tornando alle demolizioni, i Comuni lamentano di non avere fondi e i magistrati segnalano che i tempi per arrivare a sentenza sono troppo lunghi.

«Sicuramente servono più fondi agli enti locali e non soltanto su questo fronte. Già nella prossima legge di Bilancio, ne sono certo, il nuovo governo darà il senso di un cambiamento. E poi serve sicuramente uno snellimento dei tempi della giustizia».

Il parere dell’Editore di INGENIO 

ANDREA-DARI---INGENIO-04.jpgFinalmente il Ministro Toninelli comincia a parlare dei programmi inerenti il suo Ministero.

A dire il vero il Ministro si allarga oltre i confini del MIT e parla non solo di edilizia pubblica, ma anche di casa in genere; questo ci fa piacere, lo abbiamo detto spesso con INGENIO: in Italia manca un Ministero dedicato al principale problema del cittadino: la casa.

Il MIT infatti, per dizione, si occupa di Infrastrutture e Trasporti, raccogliendo l’eredità tecnica anche dei LL.PP. Sarebbe ora che un governo assegnasse a questo Ministero anche l’Edilizia privata, e così mettesse mano a una normativa frazionata, imprecisa, caotica, burocratica che blocca il Paese. Speriamo sia la volta buona.

Leggendo l'intervista fatta al Ministro Toninelli trovo molti spunti interessanti e condivisioni personali.

Innanzitutto la necessità di arrivare a una mappatura completa, e non solo degli edifici pubblici. Mappatura ricordiamo che l’ISTAT qualche anno orsono ha lanciato attraverso una consultazione popolare di ampissimo spettro e che ci ha presentato i primi risultati di una edilizia vetusta, insicura, mal posizionata, mal manutenuta. Mappatura che la digitalizzazione del catasto potrebbe rendere peraltro ora più facile.

Vorremmo però una mappatura a 360 gradi, una mappatura alla Google, da grande fratello insomma, una mappatura che riguardi tutti i dati degli edifici: data di progetto (in modo da conoscere anche la vetustà in termini di sicurezza), data di costruzioni, varianti rispetto al progetto originale, interventi successivi, distribuzione delle proprietà, livello di efficienza energetica. Senza una mappatura ogni intervento diventa difficile da programmare e ci compiaciamo che il programma di Toninelli comprenda questo intervento. Speriamo però in una mappatura che veda protagonisti i professionisti, chiamati a dare un supporto tecnico “giustamente pagato”.

Ci piace anche il discorso di rendere strutturali i benefici fiscali sulle ristrutturazioni e, visto la dichiarazione del Ministro sul tema del Sisma bonus, ovvero di intervenire sul modello, ci piacerebbe che venissero tenuti in considerazione alcuni punti:

  • stop agli ecobonus sugli edifici ritenuti poco sicuri in chiave antisismica, ovvero quegli edifici che sono stati costruiti prima della pubblicazione delle norme sismiche. Non è possibile che lo stato investa soldi per cambiare tende e finestre di un edificio destinato all’autodistruzione in caso di terremoto. In questo caso la proprietà deve abbinare all'intervento energetico anche quello strutturale;
  • incentivazione più radicale della sostituzione immobiliare: gli ecobonus di questi anno hanno favorito interventi di rattoppo che ci condanno un patrimonio immobiliare vecchio, insicuro, con condomini dove vi sono appartamenti ipertecnologici fra altri colabrodo. Ma per arrivare alla demolizione occorre innanzitutto una normativa che aiuti, e non ostacoli, la demolizione. Bene quindi le parole di Toninelli: andiamo in questa direzione.

Il Ministro ha toccato anche il problema della Casa, soprattutto per i più deboli. Giusto, ci piace. Ma anche in questo caso vogliamo dare qualche riflessione. Innanzitutto sul tema del tipo di azione che deve svolgere l'edilizia popolare, o meglio, l'edilizia sociale. 

Ricordate la frase di Gordon Gekko “Siete la generazione dei 3 niente: niente lavoro, niente reddito, niente risorse.” A chi saranno vendute le case del futuro ? a una popolazione errante senza lavoro fisso ? allora dovremo pensare a una nuova offerta immobiliare, in cui al centro non vi sarà più l’oggetto fisico ma il servizio. Edifici molto intelligenti, in modo che la gestione sia realizzata da service centralizzati, e sia possibile effettuare piani di manutenzione efficienti ed economici. Edifici costrutuiti nell'ottica della razionalità e della durabilità, per consentire di ridurre i cistri di manutenzione strutturale e funzionale. Edifici costruiti nel senso del co-living, co-working, co-use. Quindi con aree di servizio centralizzate, per esempio sale di studio, emeroteche digitali, zone per l'asciugatura dei panni, zone gioco per i bambini ... per ridurre i costi di abitazione per chi vi vive. E poi stop alle situazioni miste. Un edificio pensato in questo modo non può avere proprietari e affituari: si crea una disparità di uso e gestione che poi creerà dei problemi. Una casa popolare deve essere solo in affitto, perchè deve essere sempre efficiente (altrimenti i costi di vita aumentano), aggiornata, manutenuta. E l'affitto deve essere premiale: un impegno al buon uso dell'immobile. Un'edilizia di questo tipo potrà esserte anche privata, perchè può fare businees, ma allora occorre rivedere da un punto di vista fiscale questo tipo di investimenti, e creare anche in Italia la figura del Property manager.

Infine Toninelli ha messo al centro della sua intervista anche il BIM. Anzi, ha messo il BIM al centro di questa intervista e del suo intervento in Federcostruzioni.. Lo ha fatto nel modo migliore: nella lettera inviata a Federcostruzioni ha infatti evidenziato che sosterrà l’OPEN BIM, che non è il BIM gratuito come qualcuno pensa, ma è il BIM che utilizza un linguaggio standard, e che sosterrà la presenza italiana per la costruzione di una piattaforma digitale europea delle costruzioni, iniziativa che ricordiamo nasce proprio da Federcostruzioni ma che mancava di un supporto del governo passato.

Anche quin un suggerimento: occorrerà però intervenire sulle stazioni appaltanti. In Italia sono troppe, si pensi ai piccoli comuni di 5/600 abitanti. Senza una concentrazione il BIM non potrà mai essere al centro degli appalti dei lavori locali.

In conclusione siamo soddisfatti di questa partenza del Ministero, non smetteremo però ne di vigilare che di porre proposte sul tavolo.

Andrea Dari

Editore di Ingenio