Linea Guida per la qualificazione dei sistemi FRCM: il Consiglio Superiore LLPP dà l’ok. Il testo

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato all’unanimità il testo delle Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti.

linee guida sugli FRCMNel corso dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici tenutasi questa mattina è stato approvato il testo delle Linee Guida che regoleranno la qualificazione dei sistemi di rinforzo FRCM e il loro controllo in cantiere e la Circolare contenente le Istruzioni alle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018.

Il documento è stato presentato dalla Commissione relatrice costituita dall’Ing. Antonio Lucchese, l’Ing. Ruggero Renzi, la Prof.ssa Marisa Pecce, il Prof. Antonio Borri, il Prof. Andrea Prota, e il Prof. Massimo Calda alla Prima Sezione del Consiglio Superiore dei LL.PP. e ora passa alla firma del Presidente.

LG FRCM, un documento non cogente ma di "forte indirizzo"

A caldo abbiamo posto alcune domande ad Antonio Lucchese (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) Primo relatore della Commissione relatrice del documento.

ANTONIO LUCCHESE sugli FRCMOggi sono state pubblicate le Linee Guida sugli FRCM, ma ci può spiegare esattamente cosa sono?
Gli FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) sono compositi impiegati per il consolidamento strutturale di opere in c.a. o in muratura, costituiti da una rete di rinforzo fissata al supporto con una malta a matrice cementizia, quindi fondamentalmente inorganica, a differenza degli FRP che sono invece fissati con resine. Tali compositi hanno in genere uno spessore compreso, nel caso di una singola rete, tra 5 e 15 mm, al netto del livellamento del supporto; può essere quindi qualificato come sistema di rinforzo FRCM una singola rete di rinforzo annegata in uno spessore definito di malta, ovvero più reti in un unico spessore di malta, che in questo caso può raggiungere i 30 mm, sulla base di modalità definite dal Fabbricante.

Qual è il valore di questo documento?
Si tratta di Linee Guida, come tali costituiscono, sotto il profilo giuridico, un semplice documento di indirizzo tecnico, il quale, tuttavia, diventa di fatto un atto normativo nel momento in cui l’Amministrazione che rilascia le certificazioni, i Fabbricanti che devono commercializzare, i Progettisti, tutti devono seguire le indicazioni ivi contenute, anche perché, diversamente, diventerebbe difficile giustificare il mancato rispetto delle indicazioni ivi contenute; frequentemente, fra l’altro, alcune Linee Guida sono richiamate dalle Norme tecniche, diventando in tal caso vere e proprie disposizioni di valore cogente

Con questo documento si definiranno le procedure per la qualificazione dei sistemi FRCM, cosa dovranno fare esattamente le aziende?
Nel documento è descritta per grandi linee la procedura da seguire per la richiesta e l’ottenimento del Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) richiesto, per tali prodotti, dal Capitolo 11 delle NTC, nonché le prove iniziali di caratterizzazione da effettuare. Il Servizio Tecnico Centrale provvederà poi a mettere a punto e pubblicare una procedura completa che guiderà il Fabbricante dall’istanza fino al rilascio del CVT.

Per il professionista e il Direttore dei Lavori cosa cambierà?
Il professionista dovrà avere coscienza, già in fase progettuale, che i compositi che prevede in un progetto di consolidamento dovranno essere qualificati e dovrà quindi tenere conto delle caratteristiche meccaniche di resistenza e deformazione riportate nei CVT rilasciati. Il Direttore dei lavori dovrà, anch’esso, da un alto tenere conto dell’obbligo di impiegare solo sistemi in possesso di CVT, dall’altro di prevedere i controlli di accettazione obbligatori, a tale scopo indicati nelle stesse linee Guida.

Il perché delle Linee Guida sui sistemi FRCM

Le vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni, approvate con Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018 prescrivono, al § 11.1, che tutti i materiali e prodotti da costruzione, quando impiegati per uso strutturale, debbano essere identificabili, in possesso di specifica qualificazione all’uso previsto e debbano altresì essere oggetto di controllo in fase di accettazione da parte del Direttore dei lavori.

A tal fine le norme predette prevedono che i materiali e i prodotti da costruzione per uso strutturale, quando non marcati CE ai sensi del Regolamento (UE) n.305/2011 (nel seguito Regolamento) o non provvisti di Benestare Tecnico Europeo, attualmente denominato ETAss (European Technical Assessment) ai sensi dell’art. 26 del Regolamento, debbano essere in possesso di un Certificato di Valutazione Tecnica (nel seguito CVT) rilasciato dal Sevizio Tecnico Centrale (nel seguito STC), sulla base di linee guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Con queste Linee Guida si forniscono pertanto le procedure per l’identificazione, la qualificazione ed il controllo di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica, denominati FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix), impiegati per il consolidamento strutturale. Tali compositi vengono denominati anche TRC (Textile Reinforced Concrete), TRM (Textile Reinforced Mortars) o anche IMG (Inorganic Matrix-Grid composites).

I compositi FRCM sono utilizzabili per realizzare “sistemi di rinforzo” esterni di strutture esistenti in muratura o in conglomerato cementizio armato.

Il campo di applicazione delle Linee Guida

Rientrano nel campo di applicazione della presente Linea Guida i sistemi di rinforzo FRCM il cui spessore è compreso, nel caso di una singola rete, tra 5 e 15 mm, al netto del livellamento del supporto. Nel caso di più reti lo spessore massimo non può essere superiore a 30 mm.

Le procedure per la qualificazione ed accettazione dei sistemi di rinforzo FRCM forniscono curve di comportamento e relativi parametri meccanici utilizzabili per la progettazione e la verifica degli interventi di rinforzo, quali la resistenza ultima a trazione del sistema di rinforzo FRCM e la resistenza nei confronti di prove di distacco dal supporto (o distacco di estremità).

I sistemi FRCM - Fibre Reinforced Cementitious Matrix: le caratteristiche

I compositi FRCM presi in considerazione nella Linea Guida costituiscono sistemi o kit.

I componenti del sistema

Essi possono infatti essere costituiti esclusivamente da: matrice inorganica, rinforzo, eventuali connettori, dispositivi di ancoraggio, elementi angolari, eventuali additivi ed eventuali adesivi, da aggiungere secondo le istruzioni del Manuale di Preparazione e nel Manuale di Installazione. Il rinforzo può essere costituito da una rete ovvero da elementi monodirezionali organizzati su un supporto a rete e costituita dalle seguenti tipologie di materiali:

  • acciaio ad alta resistenza;
  • arammide;
  • basalto;
  • carbonio;
  • poliparafenilenbenzobisoxazolo (nel seguito PBO);
  • vetro AR.

Il “sistema di rinforzo” in FRCM è realizzato in situ applicando alla struttura da consolidare il composito ed eventuali dispositivi di ancoraggio e/o speciali adesivi atti ad impedire il distacco prematuro del composito dal supporto. Può essere qualificato come sistema di rinforzo FRCM una singola rete di rinforzo annegata in uno spessore definito di malta, ovvero più reti in un unico spessore di malta sulla base di modalità definite dal Fabbricante.

Responsabilità unica del Fabbricante per l’intero sistema di rinforzo

Secondo le LG i sistemi di rinforzo FRCM devono essere posti in commercio da un unico Fabbricante, che assume la responsabilità della dichiarazione delle prestazioni. Nel caso in cui sia necessario regolarizzare il supporto in situ prima dell’applicazione del rinforzo FRCM, il Fabbricante deve riportare sulla scheda di installazione le indicazioni sul tipo di prodotto da utilizzare.

Cosa significa qualificare il sistema di rinforzo FRCM

Ai fini della qualificazione di un sistema di rinforzo FRCM sono richieste sia la qualificazione del processo di produzione nello stabilimento del Fabbricante, in termini di organizzazione e qualità, sia la qualificazione del sistema stesso in termini di caratteristiche tecniche e prestazionali, anche mediante idonee prove iniziali di tipo.

E in cantiere? Istruzioni per il Direttore dei Lavori

Le Linee Guida definiscono anche le procedure per i controlli di accettazione in cantiere che:

-        sono obbligatori e devono essere eseguiti a cura e sotto la responsabilità del Direttore dei lavori;

-        devono essere effettuati realizzando campioni contestualmente alla messa in opera del sistema di rinforzo dell’elemento strutturale da consolidare e nelle stesse condizioni ambientali;

-        devono essere eseguiti su campioni del rinforzo realizzati, o ricavati, in cantiere con la procedura di installazione prescritta dal Fabbricante (cfr. § 6), impiegando gli stessi addetti del cantiere ed utilizzando i medesimi materiali.

I campioni devono essere in numero di 6 per ognuno dei tipi di sistemi di rinforzo da installare, tenendo anche conto dell’eventuale diversa natura delle fasi (in particolare della grammatura del rinforzo e del numero di strati di quest’ultimo).

Tali campioni devono essere inviati dal Direttore dei lavori ad un Laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001 e sottoposti alle seguenti prove:

-        su tre dei sei campioni, la prova di trazione, con determinazione del valore medio della tensione ultima;

-        sui restanti tre campioni, la prova di distacco dal supporto standard, con la determinazione del valore medio della massima forza che può essere trasferita al supporto.

SCARICA IL PDF DELLE LINEE GUIDA PER LA IDENTIFICAZIONE, LA QUALIFICAZIONE ED IL CONTROLLO DI ACCETTAZIONE DEGLI FRCM 


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