Obbligo di punti di ricarica per auto elettriche nei nuovi condomini italiani. Se ne discuterà THAT’S MOBILITY

Reed Exhibition Italia 07/08/2018 2411

La nuova regolamentazione edilizia e l’obbligo di installazione di punti di ricarica per auto elettrica nei nuovi condomini e nelle ristrutturazioni di primo livello. Degli aspetti tecnici, normativi e delle opportunità si parlerà a THAT’S MOBILITY, a Milano il 25 e 26 settembre 2018.

L’introduzione di autoveicoli elettrici potrà essere in futuro causa di nuovi contenziosi in condominio?

Il diritto alla ricarica del singolo condomino andrà a scontrarsi con l’occupazione esclusiva di una parte in comune degli spazi condominiali?

"Da qui al 2020 tutte le case automobilistiche, per adeguarsi ai nuovi standard di emissioni di CO2 di 95 g/km (a oggi fissati a 160 g/km) per arrivare ai 70 g/km nel 2025, dovranno necessariamente convertirsi all’elettrico plug-in; è quindi previsto che anche il mercato dei veicoli dovrà cambiare, e molto in fretta, se vorrà essere competitivo” commenta Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia.
Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza di That’s Smart, il laboratorio di innovazioni organizzato all’interno di MCE-Mostra Convegno Expocomfort, per immaginare e analizzare gli scenari futuri della mobilità nel nostro Paese, da ogni punto di vista.

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Per adeguarsi alla rivoluzione della mobilità in corso e predisporre nuovi punti di ricarica, il d.lgs. 257/2016 (ma anche la nuova Direttiva 2018/844/UE) all’art. 15 comma 1 (che va a modificare l’art. 4 comma 1-ter del TU del D.P.R. 380/2001) introduce il principio per cui, per gli edifici di nuova costruzione con più di 10 unità abitative (condomini), debba essere prevista la predisposizione all'allaccio per l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli, idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no, e, per i soli condomini, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.

Quello che davvero farà la differenza però, sarà l’obbligo sulle ristrutturazioni nel contesto dei condomini esistenti; in una realtà come quella italiana, che vede il 75% della popolazione abitare in condominio (dati ANACI), su 10 posti auto, 2 dovranno prevedere la predisposizione delle stazioni di ricarica e comprende tutti i condomini coinvolti in ristrutturazioni importanti di primo livello, che secondo il succitato decreto sono gli interventi che “oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio.

Un punto di ricarica “domestica” normalmente ha una taglia di potenza che si attesta sui 7 kW, quindi una ricarica lenta tipica dello stazionamento oltre le 4 ore. – dichiara il geom. Marco Bandini,Presidente di ANACI Lecco – Nel caso di un condominio, si può ragionevolmente prevedere che nei prossimi 2 anni ci sarà una richiesta di allaccio al contatore condominiale (con opportuni contabilizzatori) abbastanza contenuta, che non preveda interventi strutturali di grande portata all’impianto esistente, considerando che normalmente i contatori esistenti hanno dei “margini” di potenza abbastanza ampi”.

L’installazione di una wall box (la stazione di ricarica a parete) per il garage ha costi medi che variano tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre una stazione da parcheggio esterno condominiale, dotata di “intelligenza” , cioè in grado di riconoscere l’utente autorizzato, si attesta al massimo intorno ai 3.000 euro.

Altri incentivi si avranno dai costi di una ricarica di energia. Considerando un consumo medio attorno ai 14,10 kWh/100 km e utilizzando il costo al kWh dell'energia elettrica aggiornato all'ultimo trimestre così come determinato dall'AEEGSI, il calcolo è semplice: un'auto elettrica costa, solo di componente luce, 0,88 €/100 km (tariffa monoraria di 0,06243 €/kWh) o 0,84 €/100 Km (tariffa bioraria fascia F2, F3 per la ricarica notturna). Tali costi presuppongono la piena efficienza della batteria e del sistema di ricarica, senza dispersioni. Un’auto alimentata a benzina ci costa dai 5 ai 10 €/100 Km.” - conferma i dati elaborati da Qualenergia l’arch. Annalisa Galante del Politecnico di Milano.

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Alla luce dell’evoluzione in corso e degli evidenti vantaggi che la e-mobility saprà introdurre, la vera questione non sarà di ordine tecnico, ma si rivela essere quella del possibile contenzioso tra il “diritto alla ricarica” del singolo condomino e l’occupazione esclusiva di una parte comune. Ma con regole chiare e condivise la questione saprà trasformarsi da criticità a un’opportunità per l’intero settore dell’automotive elettrico” - conclude Marco Bandini.

L’ingresso a That's Mobility è gratuito previa registrazione su: www.thatsmobility.it