Ecobonus: nel nuovo decreto tetti ai compensi dei professionisti. Ecco come funziona

Nuovo Ecobonus: nella bozza si specifica a chiare lettere che i nuovi massimali non si applicheranno solo ai prodotti ma anche alle parcelle di architetti, ingegneri e geometri

Attenzione, torniamo con una precisazione molto importante in tema di nuovo Ecobonus e riflessi sui compensi dei professionisti tecnici: la già analizzata bozza di provvedimento del MISE, infatti fissa tetti massimi non solo ai prodotti ma anche alle parcelle di ingegneri, architetti e geometri. Come? Vediamo nel dettaglio.

Parametri e massimali: cosa prevede il nuovo decreto

Il nuovo decreto andrà riformerà le detrazioni fiscali per gli investimenti in efficientamento energetico (articolo 1, commi 344/349, della legge 296/2006). Tali sconti erano già stati prorogati dalla Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) che ha anche modificato i parametri di riferimento delle detrazioni.

Attenzione però: le nuove misure entreranno in vigore a partire dal terzo mese successivo alla pubblicazione in Gazzetta del decreto. Pertanto restano invariate le regole per i lavori effettuati tra il 1° gennaio 2018 e la data di attuazione della misura.

La riforma introduce 28 tetti di spesa, uno per ciascuna tipologia di intervento agevolato, con creazione di una consequenziale disparità tra contribuenti. Spieghiamo meglio: ci sarà una disparità tra coloro che hanno già effettuato i lavori e quelli che li dovranno effettuare dopo l'entrata in vigore del decreto. Il rischio inevitabile è che tutti cercheranno di ultimare il prima possibile dei lavori per poter beneficiare dell'ecobonus nella sua versione originaria, tentando di sfuggire al nuovo regime.

La bozza prevede quindi, oltre all'aggiornamento dei parametri tecnici degli interventi di efficientamento energetico, anche l'attivazione di massimali di spesa "unitari", agganciati cioè al metro quadrato o al kW, a seconda della tipologia di prodotto. Ciò significa, semplificando, che al di fuori da questi limiti non si incassano bonus. 

Oltre che sui produttori, i tetti potrebbero avere un impatto rilevante anche sui progettisti, perché la norma, al momento, prevede espressamente che i massimali "si considerano comprensivi di Iva, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie". Tradotto: con le cifre previste dal provvedimento non si devono pagare solo gli interventi ma anche le parcelle di ingegneri, architetti e geometri.

Massimali ammissibili alla detrazione per tipologia di intervento

I tetti, ovverosia i massimali unitari, saranno 28. Quasi tutti avranno un limite di agevolazione per metro quadro o al kilowatt. L'obiettivo è rivedere il sistema delle spese massime, che possono essere consentite nell'ambito dell'ecobonus e fare in modo che non si superi un limite massimo di investimento per ogni unità di prodotto acquistata.

Massimali unitari: alcuni esempi

  • riqualificazione energetica: limite di spesa 500 euro al mq per le zone climatiche A, B e C e di 575 euro al mq per le zone climatiche D, E, F;
  • finestre con infissi nuovi: limite di spesa di 350 euro al mq per le zone climatiche A, B e C e di 450 euro al mq per le zone climatiche D, E, F;
  • schermature solari e tende solari: limite di spesa di 180 euro per ognoi mq;
  • strutture opache orizzontali: limite di spesa 100 euro se esterni; 80 euro se interno terreno; 150 euro se parete ventilata;
  • caldaie ad acqua a condesazione e generatori di aria calda a condensazione: limite di spesa a 250/200 euro per kw di energia elettrica potenziale (kWe).

L'esempio del cappotto termico

Il decreto ipotizza, per l'isolamento esterno, un massimale di 200 euro al metro quadro compresi gli importi per a realizzazione delle opere e della relativa progettazione. Troppo basso? Forse sì perché con uno sconto limitato a disposizione, il cliente in molti casi potrebbe chiedere uno sconto al professionista.

Interpellato dal quotidiano online "Edilizia e Territorio" del Sole 24 Ore, l'ingegnere termotecnico Luca Rollino, anche collaboratore di Ingenio, ha proposto un esempio concreto: edificio di 6 piani con 24 appartamenti e 1.600 metri quadrati di cappotto. Costo complessivo 250 mila euro Iva esclusa, cui si sommano ponteggi e interventi edilizi di ripristino.

Secondo Rollino, "il costo dei professionisti comprende la diagnosi energetica di 3 mila euro, più il 3-4% di progettazione, più direzione lavori per altri 10 mila euro. Quindi, il professionista incide per circa 10% del lavoro. Ma con questi tetti salterà la diagnosi e la progettazione sarà solo definitiva e non preliminare e di esecuzione. Mentre la direzione lavori, in carico all'impresa, sarà comunque sporadica. Senza tener conto degli oneri legati alla sicurezza sotto il profilo professionale, con'ulteriore incidenza di 5-6mila euro".

Il rischio di chiedere sconti sui lavori di progettazione, quindi, è concreto. Nelle prossime settimane, quando sarà diramata la bozza definitiva del decreto, ne sapremo di più.