Per la messa in sicurezza delle infrastrutture non servono provvedimenti urgenti e non organici

23/08/2018 3267

Sicurezza delle infrastutture: il CNI scrive a Danilo Toninelli

Dal CNI le proposte per la manutenzione infrastrutture

Dopo la lettera inviata al Premier Conte solo lo scorso 20 agosto il CNI torna sul tema della sicurezza delle infrastrutture esistenti e lo fa con una nuova lettera inviata questa volta al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ribadendo la necessità di un protocollo nazionale di valutazione e classificazione delle infrastrutture e una maggiore valorizzazione dell'attività tecnica dei professionisti coinvolti.

Come è noto a tutti, il crollo del Ponte Morandi ha riportato una forte attenzione sul tema della sicurezza delle infrastrutture creando un certa ansia diffusa sia tra i cittadini, sia tra chi ne ha la responsabilità e quindi ne deve garantire la sicurezza pubblica.

L'ansia a verificare la sicurezza di ponti, viadotti...

In questi giorni si è assistito ad una vera e propria corsa da parte di molti Enti locali o strutture periferiche del Ministero, a richiedere in poco tempo agli enti proprietari/gestori informazioni sullo stato delle opere.

Purtroppo ancora una volta ci troviamo a parlare di prevenzione solo sotto la pressione di un evento tragico, e a constatare di non possedere dati conoscitivi adeguati al compito che le infrastrutture quotidianamente svolgono e soprattutto alla sicurezza degli utenti accresciendo cosi la già forte sfiducia nell'attività delle istituzioni.

Servono azioni coordiante, responsabilità e azioni tecniche adeguate

Sulla questione è intervenuto ancora una volta il CNI, che in una lettera inviata al Ministro Toninelli, evidenzia come "non servono provvedimenti urgenti e non organici: serve un piano di conoscenza su tutto il territorio, redatto da tecnici esperti e competenti nelle varie discipline coinvolte, con protocolli specifici in funzione delle tipologie, dei materiali, delle prestazioni."

"Servono quelle azioni cordinate - si legge nella nota - che questo Consiglio Nazionale ha proposto, insieme ad altri soggetti, ben prima dell'ultimo drammatico crollo e che, subito dopo il tragico evento ha riproposto all'attenzione delle massime istituzioni dello Stato e richiamte in una nota al Presidente del Consiglio"

"Servono responsabilità ed azioni tecniche adeguate, e  sarebbe sbagliato scambiare per emergenza quello che al contrario, dovrebbeessere un impegno costante di ogni amministazione centrale e periferica: conoscere, censire, mantenere, prevenire, stabilire criteri di intervento e priorità, ottimizzare le tipologie di intervento acquisendo dati e informazioni omogenei utilizzabili a livello nazionale.

La sicurezza non è una questione di un "controllo visivo" nè a "costo zero"

Dal 14 agosto scorso molte sono state le amministrazioni e gli Enti che si sono attivati nel cercare "rassicurazioni" alla sicurezza di proprie infrastrutture.

Purtroppo però, spesso - scrive il CNI - questo è avventuo con "comportamenti criticabili in cui di fatto, da un lato, si derubrica a veloce e formale azione di controllo visivo quello che, invece, dovrebbe essere un vero e proprio "progetto di conoscenza" e dall'altro, si invoca la gratuità della prestazione professionale, come se appunto, si dovesse mettere in campo la solidarietà e la volontarietà tipica dei momenti di emergenza e non la pianficazione di atti tecnici complessi da eseguire " in momento di pace".

Non si può non rendersi conto che si tratta di attività professionali ad alto tasso di specializzazione e complessità che non possono essere svolte in un tempo non consono nè essere richieste in forma gratuita, vista anche l'elevata responsabilità connessa all'espressione di un giudizio.

Scarica la lettera del CNI al Ministro Toninelli