Verso una regolamentazione del settore del controllo delle strutture: i requisiti minimi degli operatori

Donatella Pingitore - Presidente ALIG Vincenzo D. Venturi - Vicepresidente ALIG Claudio Raponi - Direttore ALPI Angelo Mulone - Consigliere ALPI Stefano Bufarini - Presidente MASTER Filippo Bovio - Consigliere MASTER 13/09/2018 3433

Cantiere e controlliLo scorso 5 settembre, a Roma presso la sede ALIG, si sono riunite le maggiori associazioni nazionali di categoria: AIPnD, ALIG, ALPI, ALP e MASTER.

Dette Associazioni annoverano fra i loro soci la gran parte dei laboratori, autorizzati dal MIT-STC, che  operano nel settore del controllo e della verifica della qualità dei materiali e dei prodotti ad uso strutturale oltre a numerose società che svolgono quelle attività sperimentali che consentono la stima delle caratteristiche meccaniche dei materiali delle strutture in esercizio.

 

Prove Non Distruttive (PnD) e Monitoraggio sulle strutture esistenti: occorre una regolamentazione

La riunione ha preso spunto dall’esigenza, sempre più diffusa, di una regolamentazione rigorosa per un settore, quello delle Prove Non Distruttive (PnD) e del Monitoraggio sulle strutture esistenti, attualmente senza regole e caratterizzato non solo da eccellenze ma anche da soggetti non sempre adeguatamente identificati e qualificati; settore che, con sempre maggiore frequenza, è chiamato ad intervenire per acquisire ed elaborare tutte quelle grandezze sperimentali indispensabili, di volta in volta, per una verifica della vulnerabilità sismica, per un intervento di messa in sicurezza, per l’elaborazione di un progetto di consolidamento o di rinforzo strutturale. 

Avviato un progetto di qualificazione degli operatori

Il confronto è stato avviato, in tempi non sospetti, lo scorso febbraio ed ha visto come promotori le associazioni ALIG e MASTER, ed ha trovato fin da subito l’interesse delle altre associazioni ed oggi vede in campo la messa a punto di un progetto di qualificazione degli operatori, nelle PnD settore civile, che si è posto come obiettivo prioritario l’esigenza di garantire a tutti i Committenti la tracciabilità dei campioni e la riproducibilità dei risultati.

Il percorso che le scriventi Associazioni hanno intrapreso è, certamente, ancora in una fase fluida e, è appena il caso di ribadirlo, si propone di acquisire il maggiore consenso possibile attorno all’iniziativa fra quanti, anche se non associati, trovano una base condivisa nei requisiti che sono stati ritenuti irrinunciabili.

Fra questi ed oltre quelli che, per una migliore comprensione, sono richiamati sinteticamente più avanti abbiamo ritenuto innovativo e peculiare, per promuovere e rafforzare il rapporto di fiducia con il territorio e il mercato, disporre che le indagini strutturali vengano eseguite da laboratori che operano in conformità alla UNI CEI EN ISO/IEC 17025, norma che disciplina i requisiti necessari per il regolare funzionamento dei laboratori, con particolare evidenza ai requisiti di competenza e di imparzialità. 

I requisiti minimi per gli operatori nel settore civile delle Prove non Distruttive

Per quanto fin qui descritto a seguire sono stati esplicitati i requisiti minimi, che costituiscono la base condivisa, che le scriventi Associazioni hanno delineato per il nuovo soggetto, operatore nel settore civile delle Prove non Distruttive.  

  • operare con un Organizzazione in possesso di un Sistema Qualità Aziendale certificato, in conformità alla UNI EN ISO 9001, specificatamente per le attività che si intende svolgere;
  • garantire alle parti interessate dai controlli la terzietà, l’imparzialità e l’indipendenza;
  • operare con le stesse procedure di gestione dei dati, archiviazione e certificazione;
  • prevedere per il personale la stessa formazione, qualificazione specifica e competenza;
  • prevedere per le attrezzature le stesse procedure di gestione, taratura e manutenzione. 

La messa in sicurezza delle strutture e le complesse attività di monitoraggio e verifica

È cronaca di questi giorni la richiesta mediatica, con soluzioni da trovare nell’arco di un’intervista, di strumentazioni in grado di fornire in tempo reale “lo stato di salute” dell’opera o di Amministrazioni che richiedono verifiche di sicurezza o di vulnerabilità sismica a “costo zero”

In entrambi i casi le scriventi Associazioni pur evitando richiami speculativi, posizioni catastrofiche e procedure semplificative, che poco si addicono a chi è chiamato a verificare la sicurezza di esercizio ed a garantire la prestazione di un’opera sulla scorta della valutazione probabilistica delle azioni e statistica delle caratteristiche dei materiali, sono consapevoli del fatto che solo una programmazione adeguata e matura, della gestione del patrimonio edilizio ed infrastrutturale esistente, con operatori qualificati, competenti e responsabili in tutte le diverse fasi della verifica, può assicurare quei margini di sicurezza di esercizio e di garanzia della pubblica incolumità cui una nazione moderna, e culturalmente evoluta, deve aspirare e deve pretendere.

Come esperti del settore ci corre l’obbligo di ribadire con forza che la messa in sicurezza del patrimonio edilizio, ed infrastrutturale, esistente è un’attività onerosa, in termini economici e di tempo, che richiede una programmazione articolata che parte dalla schedatura con mappatura del livello di danneggiamento, e quindi con diversa priorità di interventi, per arrivare alla selezione delle opere sulle quali intervenire con il monitoraggio, con la messa in sicurezza, con il recupero o la demolizione. 

Sembrerà banale ma ciascuna delle suddette attività richiede comunque di elaborare e di validare un modello di calcolo dal quale ricavare le soglie di allarme, i valori limite, i punti singolari,… e quindi il rilievo strutturale dello stato di fatto, con evidenza delle criticità insorte, sia per degrado ambientale e meteorico che per azioni antropiche e sismiche o altro, deve essere ritenuto un passaggio obbligato dal quale non deve essere, in alcun modo, possibile derogare.

La sicurezza, che è un requisito che compete alla Autorità centrale dello Stato, non può essere interpretata, dalle diverse Amministrazioni periferiche, con criteri nella gran parte dei casi discutibili, e non si pensi per questo solo alle concessionarie autostradali; le scuole competono alle province, o a quello che ne resta, ai comuni, ad istituti privati e religiosi; i ponti ricadono nella competenza sia dei piccoli comuni che della grande concessionaria; le caserme, in genere, al Ministero della Difesa, al Ministero degli Interni, all’ Inail, all’INPS, all’Agenzia del Demanio,…, si potrebbe continuare in una babele di Amministrazioni ciascuna con la propria personale interpretazione su come progettare il servizio di verifica ma più in particolare su come debbano essere progettate e gestite le indagini.

Appello al MIT-CSLLPP per una maggiore qualificazione del settore delle indagini

In conclusione e per quanto esposto, auspichiamo un intervento del MIT-Presidenza del Consiglio Superiore dei LL.PP., che ha la competenza sulle norme che tutelano la sicurezza e la pubblica incolumità, che disciplini entro ambiti oggettivi il concetto di responsabilità del Professionista/Progettista, in maniera che non accada più che nel processo diagnostico le indagini conoscitive possano essere considerate dalle stazioni appaltanti, e dai Progettisti, come una entità da definire, a “metro cubo”, a “metro quadro” o peggio da stimare “a corpo” secondo criteri di poca trasparenza, o qualitativi, invece che essere frutto di una attività professionale, selettiva e critica, ad opera di un Professionista qualificato. 

Riteniamo che l’obiettivo virtuoso, e prioritario, della sicurezza di prestazione, e della pubblica incolumità, di un ponte, di una scuola, del generico fabbricato o struttura esistente debba prevedere che tutti gli operatori, dal Progettista delle Indagini, all’Esecutore delle Indagini, al Progettista dell’Intervento, che, a vario titolo,  intervengono nella valutazione della sicurezza siano specificatamente qualificati. Ogni progetto di indagine deve essere caratterizzato da una propria specificità anche se riferita a criteri convenzionalmente definiti.

Inoltre, nel richiamare gli Ordini Professionali alla urgenza della formazione specifica dei propri iscritti, meglio se certificata e validata in un apposito Albo, per quanto riguarda, genericamente, gli Esecutori delle Indagini sulle Costruzioni Esistenti in c.a., in c.a.p., in acciaio, in legno,…., in questa sede opportunamente rappresentati, richiediamo al MIT-Presidenza del Consiglio Superiore dei LL.PP. di definire senza ulteriori ritardi il nuovo soggetto, operatore nel settore civile dei controlli non distruttivi, prescrivendone e disciplinandone i requisiti.


Per ALIG, il Presidente (dott.ssa Donatella PINGITORE, il vicePresidente (dott. ing. Vincenzo D. VENTURI). 
Per ALPI, il Direttore (dott. ing. Claudio RAPONI),  il Consigliere (dott. Angelo MULONE). 
Per MASTER, il Presidente (dott. Stefano BUFARINI), il Consigliere (dott. Filippo BOVIO).