Il BIM per il residenziale nuovo ed esistente

19/09/2018 2713

La nostra giovane realtà è nata grazie all’idea di tre architetti che hanno avuto modo di approcciare il BIM a livello accademico per poi farne la base della propria professionalità. 

Come succede nella maggioranza delle realtà che utilizzano questa metodologia, la tipologia di progetti che sono stati affrontati riguardavano interventi ben diversi da ciò che, generalmente, compete alla figura di architetto. Le nostre prime collaborazioni sono state in affiancamento a società di ingegneria italiane impegnate in commesse relative a progetti di grosse costruzioni, infrastrutture e impianti, e avevano il principale obbiettivo di rendere il modello il più efficace possibile dal punto di vista di informazioni inserite e interoperabilità.

Pur senza abbandonare le nostre collaborazioni per progetti di impianti e infrastrutture, il successivo passo che abbiamo compiuto è stato quello di ampliare la nostra consulenza al settore residenziale, con l'idea di diffondere anche alla committenza la consapevolezza dei vantaggi derivanti dall'applicazione della metodologia BIM. 

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Progetto di tre edifici monofamiliari

L’esempio che vorremmo citare, riguarda il progetto di tre edifici monofamiliari su due piani, per il quale abbiamo proposto una collaborazione ai progettisti (a cura del committente Top Level SRL) all’interno di un progetto già definito in maniera tradizionale, per mostrare le potenzialità dello strumento BIM. 

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Dal punto di vista della produzione dei modelli e viste di progetto, i vantaggi rispetto al 2D sono scontati. La sfida sta nell’inserimento all’interno dell’iter progettuale delle altre discipline, strutturale e impiantistico, in un panorama che, soprattutto nella progettazione di piccole dimensioni, non vede il BIM utilizzato nella maniera consona.

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Oltre la modellazione architettonica degli edifici abbiamo creato sin dal principio abachi di quantità con relativi costi associati, permettendoci di fornire una previsione dettagliata dei costi e dei tempi in previsione del cantiere da sottoporre al committente, il quale ha la possibilità di avere una panoramica dettagliata sin dalle prime fasi.

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Per le fasi successive a quella preliminare abbiamo aumentato i livelli di dettaglio e aggiunto informazioni associate ai vari elementi (e in maniera diversa a seconda delle esigenze).
Il modello da noi prodotto ci ha permesso di effettuare le verifiche sulle normative di progetto come antincendio e barriere architettoniche, facilitando così la ricerca di eventuali errori progettuali.
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Abbiamo potuto assistere all’effettivo avvicinamento del “mondo BIM” alla semplice progettazione di interni attraverso la creazione degli ambienti attraverso l’inserimento delle famiglie di arredi, concordando quindi con il committente (o in alcuni casi con i futuri conduttori) scelte estetiche che avessero un immediato riscontro economico e quantitativo sugli abachi, i quali venivano automaticamente aggiornati ad ogni variazione.

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HBIM

In Italia, paese dove si costruisce poco e dove gli edifici storici e vincolati sono moltissimi, il BIM può rappresentare un enorme vantaggio per la loro conservazione, manutenzione e gestione. L’HBIM, acronimo di Heritage Building Information Modeling, consente di non lasciare fuori da questa virtuosa metodologia gli edifici esistenti e storici così numerosi nel nostro paese al fine di sottolineare il rapporto stretto che esiste tra il processo, lo strumento e il costruito, anche di pregio.

La differenza tra il processo BIM e quello HBIM sta nel tipo e nella finalità delle informazioni inserite. Se da un lato il BIM è utile per coordinare le diverse figure e le lavorazioni nell’ordinario processo edilizio di una nuova costruzione, per pianificare la realizzazione e computare le quantità per il cantiere, l’HBIM si concentra sui dati provenienti dal rilievo, sulla definizione dello stato di conservazione del manufatto e dei materiali, per pianificare interventi più consapevoli. 

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Il nostro studio si è occupato della restituzione di un modello HBIM relativo al servizio di progettazione esecutiva di un edificio storico e vincolato a destinazione residenziale, risalente alla fine del XIX secolo, annesso ad un loggiato di epoca medievale precedentemente facente parte del complesso della Certosa di Rivarolo di Genova. Il progetto era stato affidato tramite gara d’appalto indetta dal Comune di Genova ad un Raggruppamento Temporaneo di Professionisti interamente genovese. 

Il servizio ha riguardato la progettazione esecutiva degli interventi di risanamento, la sostituzione delle coperture ammalorate e il ripristino delle facciate.
La modellazione ha riguardato sia la parte architettonica che la parte strutturale e impiantistica.

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Il modello è basato sul progetto definitivo e sui rilievi effettuati dall’Ufficio Tecnico del Comune di Genova e dal progetto esecutivo redatto dal team di professionisti esterni. Perciò la modellazione è andata di pari passo con la progettazione esecutiva che è stata invece redatta nella maniera tradizionale. Lo scopo del modellazione BIM, quindi, era quello di restituire alla Stazione Appaltante un edificio virtuale che registrasse e tenesse conto delle informazioni relative agli interventi e allo stato di manutenzione degli impianti e dei materiali. 

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Per concludere, ciò che ci ha spinto ad apportare i vantaggi del BIM non solo nella modellazione di grandi opere (architettoniche, strutturali o impiantistiche), ma anche nella piccola progettazione è stata la fiducia che nutriamo nei confronti di questa metodologia e nel fatto che, per forza di cose, sarà indispensabile,  in un futuro non troppo lontano anche in altri ambiti che per ora non sembrano esserne interessati.

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