Rebound effect: il comportamento dell’occupante e l’impatto sul risparmio energetico stimato

Luca Rollino - ingegnere ed architetto, A.D. C2R Energy Consulting Srl Lidia Tulipano - ingegnere, Consultant C2R Energy Consulting Srl 14/09/2018 2064

Le Direttive Europee in materia di efficienza energetica negli edifici, recepite dalla legislazione nazionale degli Stati membri, hanno come scopo principale la riduzione dei consumi energetici attraverso la realizzazione di interventi di efficientamento sul patrimonio esistente e la realizzazione di nuovi manufatti sempre più performanti, auto-sostenibili, con fabbisogno energetico molto basso e in larga parte soddisfatto mediante l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Il mondo dell’energia e della ricerca ha fatto degli enormi passi in tal senso, sviluppando nuove tecnologie e puntando sulla formazione di figure sempre più esperte nell’ambito della progettazione energetica, il cui ruolo risulta di fondamentale importanza all’interno dei team di progettazione.

Tuttavia spesso sono state rilevate grandi differenze fra le prestazioni energetiche degli edifici calcolate in fase progettuale e le prestazioni effettive misurate successivamente alla realizzazione di interventi di riqualificazione energetica, come emerge da recenti studi di settore; anche il mondo della ricerca si è interrogato in tal senso al fine di individuare i fattori alla base di tale “fenomeno”, individuando nell’azione dell’utente la risposta principale.

Il ruolo dell’occupante sulle prestazioni energetiche dell’edificio riqualificato

L’influenza dell’occupante spesso viene trascurata in fase di progettazione di interventi di efficientamento energetico, nella misura in cui si tiene conto di alcuni parametri che influenzano il calcolo del fabbisogno di energia dell’edificio derivanti da un comportamento convenzionale dell’utente, che spesso però si discosta totalmente dall’effettivo comportamento dell’utente reale.

La differenza fra le prestazioni energetiche stimate in fase di progettazione degli interventi di riqualificazione energetica e le prestazioni effettivamente misurate, mediante il monitoraggio dei consumi, successivamente alla realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, dipende dalle condizioni di utilizzo e di gestione dell’edificio e degli impianti di cui è dotato, correlate ad alcune variabili influenzabili notevolmente dall’utenza. I parametri che risultano essere maggiormente variabili sono la temperatura interna di set-point, il tasso di ventilazione connesso all’apertura delle finestre o all’utilizzo della ventilazione meccanica, il numero di ore di accensione dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento, i consumi di acqua calda sanitaria.

I risultati emergenti attestano che il risparmio di energia in seguito a interventi di riqualificazione risulta nella pratica inferiore rispetto a quanto stimato; tale aspetto inoltre è alla base di parecchie controversie che scaturiscono dall’insoddisfazione dell’utente in merito all’effettiva riduzione dei consumi energetici attesa a valle di interventi di efficientamento. 

Aumenta dunque la necessità di rivolgere maggiore attenzione da parte dei progettisti energetici e degli esperti del settore verso il ruolo degli occupanti e il loro comportamento in seguito all’applicazione di misure per il miglioramento delle prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto, al fine di stimare correttamente i risparmi energetici, economici ed in termini di sostenibilità ambientale derivanti e non vanificare o ridurre gli sforzi compiuti verso la riduzione dei consumi di energia ed eventuali sprechi energetici.

Il rebound effect: di cosa si tratta? 

Ai fini di effettuare la valutazione delle prestazioni energetiche dell’edificio in seguito alla realizzazione di interventi di efficientamento, occorre considerare l’influenza del cosiddetto “rebound effect”, ovvero “effetto rimbalzo”: dalle ricerche effettuate emerge infatti che l’utente, che ha attese elevate in merito alle prestazioni energetiche dell’edificio post riqualificazione energetica, modifica le proprie abitudini aumentando il consumo di energia e in alcune occasioni determinando sprechi energetici, in quanto ricerca livelli di comfort molto più elevati in funzione delle aspettative alte o, nella maggior parte dei casi, non si preoccupa più di avere un comportamento “responsabile” da un punto di vista energetico nei confronti del sistema poiché riscontra comunque una riduzione delle spese energetiche (tuttavia nettamente inferiore rispetto a quanto stimato in fase progettuale).

Dai risultati delle ricerche scientifiche condotte sul rebound effect, emerge che tale fenomeno in alcuni casi può avere un’influenza pari addirittura al 20% sulle prestazioni energetiche effettive del sistema riqualificato considerando la variazione dei parametri precedentemente elencati in funzione dell’azione dell’utente e del suo comportamento reale.

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Figura 1 - Gli effetti del rebound effect sui consumi di energia stimati in seguito alla realizzazione di interventi di effcientamento energetico (Fonte: Haas e Biermayr)

Il rebound effect determina dunque una riduzione dei risparmi attesi, dovuta al cambiamento del comportamento degli occupanti in seguito ad interventi di miglioramento energetico, a causa della richiesta di servizi energetici sempre maggiori; in alcuni casi, a causa dell’effetto rebound e della variazione dei comportamenti dell’utenza reale rispetto all’utenza standard, l’efficienza degli interventi migliorativi potrebbe essere del tutto vanificata.

Verso interventi di riqualificazione energetica sempre più efficienti

La direzione verso cui bisogna puntare al fine di conseguire realmente i risparmi energetici attesi, derivanti dalla realizzazione di interventi di efficientamento e gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera correlate all’uso di energia nel settore residenziale e del terziario, consiste nella sensibilizzazione dell’utente finale; solo attraverso un comportamento “energeticamente corretto” degli occupanti, insieme all’utilizzo di tecnologie sempre migliori frutto della ricerca in ambito energetico, è possibile ottenere i risultati sperati.

Occorre dunque promuovere campagne di formazione e informazione degli occupanti che hanno un ruolo chiave per la determinazione delle prestazioni energetiche effettive del sistema energia-impianto, il quale deve essere valutato attentamente dal professionista al fine di redigere uno studio di fattibilità in riferimento all’attuazione di interventi di miglioramento energetico che non risulti troppo ottimistico rispetto all’efficacia reale di tali interventi migliorativi.

 

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