Il Sismabonus e la ricostruzione di L’Aquila: i costi di intervento per il miglioramento sismico

Ricostruzione dei centri storici

Il percorso metodologico previsto per la ricostruzione degli edifici privati del centro storico di L'Aquila e delle sue frazioni trae spunto dalle esperienze di gestione del territorio e dei processi di ricostruzione di eventi sismici passati. E' stato elaborato sulla base della forte specificità del patrimonio edilizio del capoluogo abruzzese che ha origine nel XIII secolo e che è per buona parte costituito da edifici soggetti a vincolo diretto ai sensi del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42). L'intero centro storico del capoluogo, il cui "particolare valore" è rimarcato dal decreto legge n. 83/2012, è inoltre soggetto alle indicazioni presenti su un documento di Intesa stipulata tra il Comune di L'Aquila e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo (di seguito indicata semplicemente come Intesa) ai fini dell'attestazione del suo particolare interesse paesaggistico.

Il processo di ricostruzione dei centri storici attualmente in atto è impostato sulle seguenti idee:

- il contributo statale va determinato sulla base di pochi parametri considerati significativi valutabili con criteri oggettivi,

- gli interventi sul costruito devono essere uniformi (il progetto di riparazione fa riferimento infatti non a unità strutturali ma ad unità minime di intervento, denominate UMI, costituite da aggregati edilizi o porzioni di aggregati, se molto estesi o complessi),

- occorre garantire il recupero e la conservazione degli edifici nell'accezione data dalle "Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale" tenuto conto delle specificità locali,

- il monitoraggio dello stato della ricostruzione è realizzato tramite la raccolta dati in un unico database centralizzato.

Vulnerabilità sismica secondo il decreto Sismabonus

Con la pubblicazione del decreto 28 febbraio 2017, n. 58 é stato avviato un piano, il cosiddetto Sismabonus, varato per favorire la prevenzione su base nazionale del rischio sismico degli edifici ad uso abitativo e produttivo secondo le indicazioni tecniche presenti nell’allegato A (di seguito Linee guida 2017). 

Parallelamente, l’Ufficio, sentiti gli Ordini ed i Collegi professionali abruzzesi, si è dotato di un'applicazione online che provvede al calcolo delle classi di rischio secondo il metodo convenzionale. Le classi sono valutate sulla base dei dati indicati negli elaborati progettuali e nella "scheda parametrica” che, a partire dal mese di maggio 2017, è stata modificata integrandola con le informazioni relative allo stato limite di danneggiamento in quanto necessarie al calcolo del Perdita Annuale Media (PAM). 

A partire dal mese di dicembre 2017, implementato sulla piattaforma Webgis che costituisce uno strumento correntemente utilizzato per il monitoraggio dello stato di attuazione della ricostruzione di L'Aquila e liberamente accessibile dalla rete Internet, è stato pubblicato il tematismo “vulnerabilità sismica” che rappresenta su mappa i dati relativi alla classe PAM, IS-V ed alla classe risultante (peggiore tra PAM e IS-V) associate alle unità strutturali oggetto di intervento di riparazione / ricostruzione post sisma.

Tematismo “vulnerabilità sismica” implementato sulla piattaforma webgis di cui si è dotato l’Ufficio speciale di L’Aquila

Figura 1: Tematismo “vulnerabilità sismica” implementato sulla piattaforma webgis di cui si è dotato l’Ufficio speciale di L’Aquila raggiungibile su Internet all’indirizzo http://webgis.comuneaq.usra.it/mappa_def.php.

Il campione oggetto di riparazione e miglioramento sismico per il quale l'USRA ha provveduto al calcolo della classe PAM (valutata sulla base ai risultati delle analisi eseguite dai tecnici incaricati per la redazione dei progetti) è pari a 120 unità strutturali

Nel diagramma di Figura 2 sono riportate le classi di rischio pre e post intervento riferite alle 120 unità strutturali, calcolate come indicato nelle Linee guida 2017 e valutate, per unità strutturale, come la peggiore tra la classe PAM e la classe IS-V.

Distribuzione delle classi di rischio calcolate secondo le Linee guida 2017 nelle condizioni pre e post intervento per le riparazioni con miglioramento sismico.

Figura 2: Distribuzione delle classi di rischio calcolate secondo le Linee guida 2017 nelle condizioni pre e post intervento per le riparazioni con miglioramento sismico.

Il miglioramento sismico tra il pre ed il post intervento, espresso come numero medio di classi di rischio valutato secondo le Linee guida, si attesta sulla media generale di 3 classi di miglioramento presentando, per le diverse tipologie di edificio, uno scostamento comunque abbastanza limitato (si veda la successiva Tabella 1).

Tabella 1: Miglioramento in seguito di intervento di riparazione valutato in termini di classi di rischio secondo le Linee guida 2017.

Miglioramento in seguito di intervento di riparazione valutato in termini di classi di rischio secondo le Linee guida 2017.

Sulla base dei dati in possesso dall'USRA, in Tabella 2 vengono indicati i contributi omnicomprensivi medi per unità immobiliare per ogni tipologia di immobile. Occorre precisare che gli importi indicati fanno riferimento ad interventi che prevedono il miglioramento sismico, miglioramento energetico ed acustico oltre che la riparazione del danno.

Tabella 2: Contributi destinati all'edilizia privata. Schema di confronto tra i contributi concessi per la riparazione con miglioramento sismico / ricostruzione post sisma e quelli previsti dai piani statali di prevenzione e miglioramento sismico ed energetico  Sisma bonus ed Eco bonus.

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Volendo valutare l'onere del miglioramento sismico rispetto al totale dei contributi concessi a L'Aquila, considerata anche la difficoltà di distinguerlo dall'onere della riparazione del danno da sisma, è possibile cautelativamente stimarlo nella misura del 50% dell'importo totale.

Sulla base dei dati indicati nella Tabella 2 per gli edifici di pregio (che per le proprie caratteristiche tipologiche e costruttive riscontrate possono essere rappresentativi degli edifici in muratura ubicati nei centri storici italiani in quanto hanno elementi caratteristici dell'edilizia storica popolare come la presenza di strutture voltate ed ad arco, imbotti, coperture e solai lignei) il costo omnicomprensivo del miglioramento sismico medio di 3.2 classi di rischio è pari a 64.5 mila euro per unità immobiliare, che corrisponde a poco più di 860 euro/mq.

Per gli edifici ordinari sono invece necessari 70.2 mila euro per unità immobiliare (circa 750 euro/mq) per avere un miglioramento di 2.5 classi di rischio.

Si rimarca che i costi indicati fanno riferimento a progetti che prevedono un livello di sicurezza post intervento pari ad almeno il 60% di quanto prescritto dalla vigente normativa tecnica.

Nell'ottica dell’attività della prevenzione avviata con il Sisma bonus, oltre la possibilità di realizzare interventi “pesanti” di miglioramento sismico (su edifici in muratura, per esempio, sono di norma previsti sia interventi di consolidamento delle strutture verticali che quello delle strutture orizzontali e di copertura), occorre prendere in considerazione anche la possibilità di realizzare interventi “leggeri” che in taluni casi garantiscono un buon rapporto costi / benefici.

Nella fattispecie degli interventi "leggeri" ci sono quelli che consentono il miglioramento del comportamento delle strutture in muratura con l'eliminazione delle principali vulnerabilità sismiche indicate nelle citate Linee guida mediante l'applicazione del metodo semplificato.

In quest'ottica è stata elaborata la seguente Tabella 3 che, nelle ultime due colonne, illustra la stima dei costi medi omnicomprensivi per interventi che prevedono il miglioramento di una sola classe di rischio.

Tabella 3: Contributi destinati all'edilizia privata. Schema di confronto tra i contributi concessi per la riparazione con miglioramento sismico / ricostruzione post sisma e quelli stimati per interventi "leggeri" che portano al miglioramento di una classe di rischio.

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Per gli edifici storici in muratura (edifici di pregio), sulla base dei dati della ricostruzione aquilana, il costo di medio di intervento per il miglioramento di una classe di rischio viene valutato in 20.16 mila euro per unità immobiliare, corrispondente al costo unitario pari a circa 270 euro/mq.

Allo stesso modo il costo medio del miglioramento sismico di una classe di rischio su edifici vincolati (la tipologia più onerosa delle quattro) è di circa 500 euro/mq, importo che, riferito all'unità immobiliare, corrisponde a 67 mila euro, cifra significativamente minore al tetto massimo delle detrazioni previste dal Sisma bonus.

Tenuto conto che il comune di L'Aquila ricade in zona sismica 1 (l'accelerazione di picco su suolo rigido è pari a circa 0.26 g), i costi di intervento sono significativamente maggiori rispetto a quelli che si avrebbero su fabbricati ubicati in aree a bassa e media sismicità per ottenere gli stessi risultati sul contenimento del rischio. Nonostante tutto, sulla base dei dati a disposizione sui centri storici di L'Aquila e frazioni, gli importi previsti dal Sisma bonus risultano essere sufficienti a ottenere un miglioramento di tre classi di rischio su fabbricati appartenenti all'edilizia ordinaria e di pregio che, insieme, rappresentano la quasi totalità del patrimonio edilizio italiano.

Si ringrazia l'Ufficio speciale ed in particolare l'Ing. Raniero Fabrizi che ha messo a disposizione i dati della ricostruzione post sisma 2009 dei centri storici di L'Aquila e frazioni.

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