Una SCOSSA all’immagine dell’ingegnere

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Il 30 settembre in tutta Italia gli ingegneri scendono in piazza per la prima Giornata nazionale per la Prevenzione Sismica, promossa da Fondazione InarcassaConsiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti, con il supporto scientifico del Consiglio Superiore dei Lavori PubbliciDipartimento Protezione CivileConferenza dei Rettori Università Italiane e della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, per favorire la cultura della prevenzione sismica e un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare del nostro Paese.

Domenica saranno organizzati nelle principali città italiane, a cura degli ordini territoriali degli Ingegneri e degli Architetti, centinaia di punti informativi, denominati Le Piazze della Prevenzione Sismica, con l’obiettivo di far conoscere alla collettività l’importanza della sicurezza sismica delle abitazioni.

Architetti a Ingegneri esperti in materia, saranno a disposizione dei Cittadini per spiegare in modo chiaro il rischio sismico, le variabili che possono incidere sulla sicurezza di un edificio (modalità costruttive, area di costruzione, normativa esistente al momento della costruzione, etc.) e le agevolazioni finanziarie (Sisma Bonus e Eco Bonus) oggi a disposizione per migliorare la sicurezza della propria abitazione a spese quasi zero.

Cosa prevede l'iniziativa

Il programma di “Diamoci una Scossa!” prevede, inoltre, visite tecniche informative durante il mese di novembre, da parte dei tecnici, che saranno gratuite per i richiedenti e potranno fornire una prima valutazione sommaria dello stato di sicurezza delle abitazioni e illustrate le possibilità di interventi di mitigazione del rischio, finanziabili con l’incentivo statale.

La mappa delle piazze è consultabile sul sito web http://www.giornataprevenzionesismica.it/prevenzione_sismica/ricerca-levento-nella-tua-regione/  la capillarità di adesione degli ingegneri nei comuni italiani è strabiliante, una fitta rete di punti informativi attende il cittadino domenica prossima, e si auspica che ne venga compresa l’importanza e che venga accolta con favore dagli utenti.

Sul fronte interno, l’iniziativa è stata comunicata agli iscritti nel mese di luglio da parte degli ordini territoriali, i quali in ragione delle loro forze hanno organizzato la manifestazione nelle province italiane. La portata dell’iniziativa supera il significato esplicito della stessa, è un vero cambio di rotta! L’ingegnere per la prima volta scende in piazza, l’architetto al suo fianco, ma già più avvezzo a questo approccio divulgativo (forte del secondo anno di manifestazioni come “Open: studi aperti!”). 

“Diamoci una scossa” da molti è stata accolta con un “era ora!”. Era ora che gli ingegneri facessero riconoscere il loro valore per la collettività mettendosi a servizio di questa simbolicamente per un giorno, come già fanno silenziosamente per i restanti 364. 

Ma la scossa è stata anche un terremoto per molti colleghi che fin dall’inizio hanno messo l’accento sulle criticità. In evidenza tra tutte il tempismo: proporre un’attività tanto nuova ed impegnativa da organizzare a cavallo dei mesi estivi quando la maggior parte degli uffici di segreteria degli ordini restano chiusi per due o più settimane. Segue a ruota la problematica espressa da molti sui sopralluoghi gratuiti: come si concilia il sopralluogo gratuito con la tanto agognata equità del compenso professionale? Ed ancora, i requisiti: assicurazione, regolarità contributiva, esperienza e un corso di ben 10 ore, il tutto per svolgere un’attività di volontariato? Ogni collega potrebbe continuare.

Sappiamo bene quanto siamo bravi, noi ingegneri, nell’analisi critica, ma la proposta, che già di per sé è encomiabile, va premiata comunque, a mio avviso, per il cambio di rotta, perché stiamo battendo un sentiero nuovo: siamo in piazza a testimoniare l’importanza del nostro lavoro, quel lavoro per cui, con coerenza, abbiamo chiesto e chiediamo le tutele e il rispetto, quel lavoro da cui dipende la sicurezza della nostra nazione.

Diamoci una scossa va analizzata su più livelli: l’innovatività, l’utilità sociale, l’immagine nella società, il senso di appartenenza alla categoria. Chiediamo al Paese di riconoscerci dei diritti, ma spesso ci siamo dimenticati di ricordargli perché, di sottolineare il nostro valore sociale. Quel valore indispensabile che viene puntualmente dato per scontato nelle calamità, durante le quali gli ingegneri accorrono a prestare il loro lavoro a fronte di un rimborso delle spese di viaggio ed alloggio. 

Siamo in piazza a dire che tutti i giorni svolgiamo il nostro ruolo per la collettività, e lo facciamo in una vera giungla! E’ solo grazie alla nostra etica professionale che svolgiamo bene quel lavoro.

Siamo in piazza anche, fianco a fianco, a tessere relazioni professionali e ad imparare a lavorare insieme, in un paese individualista dove gli studi associati sono la minoranza, e dove le grandi società di ingegneria si muovono senza ostacoli.

Quest’iniziativa rappresenta il primo passo di un percorso nuovo, indispensabile per il futuro, non si può pensare, nella società moderna, di rimanere saldamente nascosti nei propri studi professionali. L’approccio divulgativo è già normalità per molte categorie professionali. Dobbiamo farci conoscere, far conoscere quel che facciamo, divulgare l’importanza del nostro lavoro, l’indispensabilità della professionalità, e, di pari passo, crescere sempre più in specializzazione e competenza. Il futuro ci presenta molteplici sfide, con iniziative come questa cominciamo a scegliere dove traghettare questa professione per non trovarci ultimi, dormienti, in balia delle correnti.

Lucia Viviana Pedone - Ordine degli Ingegneri di Foggia, testo condiviso con network giovani ingegneri

IPE e INGENIO in diretta da oltre 20 piazze!

Sul canale Facebook di INGENIO la nostra testata, insieme ad IPE, e con il contributo tecnico di Telematica Informatica S.r.l, verrà trasmesa una lunga diretta da alcune piazze in cui si svolgerà la Giornata della Prevenzione Sismica, a cui possono ancora aggiungersi gli ordini che vogliono partecipare (scrivere a ipe@cni-online.it).