Diamoci una scossa: tutti i dodici ordini degli ingegneri della Lombardia non aderiscono all’iniziativa

Inarsind, Associazione di Intesa Sindacale degli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Italiani, è stata la prima a manifestare pubblicamente la propria posizione in merito all’iniziativa “Diamoci una scossa”evidenziando forti criticitàin capo al libero professionista:

·        necessità di svolgere un corso in FAD di 10 ore con superamento dell’esame finale;

·        sottoscrivere l’autodichiarazione ai sensi dell’art. 47 DPR n.445 del 2000, di avere o non avere un’esperienza professionale nel settore della sicurezza sismica, consolidamenti strutturali nelle varie tipologie di immobili, ecc;

·        dichiarazione di essere provvisto di assicurazione professionale, benchè  non operante in quanto l’attività di volontario non è coperta dai rischi;

·        conoscere lo strumento “Sismabonus” e di aver già realizzato delle opere utilizzando tale strumento;

·        scheda da compilare composta da oltre 100 campi;

·        durata prevista del sopralluogo di 45 minuti, largamente sottostimata;

·        al proprietario dell’immobile non viene dichiarato esplicitamente se la compilazione della scheda è finalizzata all’acquisizione di incarico professionale;

·        l’attività richiede il giudizio ESPERTO del tecnico preparato e la prestazione (perché è una prestazione professionale!) non può limitarsi alla sola compilazione della scheda in modo asettico;

·        alta probabilità che tutta l’attività svolta dal libero professionista diventi semplicemente “fuoco di paglia” con il risultato di schede di valutazione sottoscritte in possesso a committenti, Enti e anche Magistrati in caso di evento sismico;

·        maggior costo dell’iniziativa coperto dai contributi previdenziali obbligatori versati dai liberi professionisti ingegneri ed architetti alla cassa di previdenza Inarcassa e che pertanto non andranno a produrre alcun beneficio previdenziale per gli Iscritti;

·        attività professionale non remunerata in netto contrasto con quanto stabilito, a partire, dalla Costituzione art. 36 fino ad arrivare al recente “Equo compenso”.

Il no degli Ordini della Lombardia

Oggi con estrema soddisfazione apprendiamo che all’unanimità tutti i dodici Ordini degli Ingegneri della Lombardia, fermamente convinti non aderiscono all’iniziativa “Diamoci una scossa” poiché rilevano “criticità importanti”:

-   richiesta di COMPETENZA specifica che determina una RESPONSABILITA’ precisa del compilatore;

-   attività professionale gratuita INAMMISSIBILE dal punto di vista deontologico;

-   MANCANZA della copertura assicurativa per attività di volontariato;

-   probabilità di creare CONTENZIOSI inutili e senza fine tra colleghi, committenti ed Enti che rilasciano documenti e certificazioni.

Pertanto chiediamo per il giorno 30 settembre di non raccogliere le richieste di sopralluogo a titolo gratuito e che l’attività di rilievo prevista a novembre venga sospesa per tutte le EVIDENTI FORTI CRITICITÀ che potrebbero mettere in seria difficoltà i liberi professionisti

Scarica il documento inviato dall’Ordine Ingegneri di Bergamo agli iscritti in data 17 settembre 2018