NADEF 2018: analisi degli aspetti di interesse per edilizia, sismabonus, ecobonus, appalti

Nota di aggiornamento al DEF 2018: nel documento arrivato in Parlamento spiccano svariate modifiche al Codice Appalti con semplificazione delle procedure, una semplificazione della fase di programmazione relativa alle delibere CIPE e un accesso più facile per le Pmi agli appalti pubblici. Confermati Ecobonus e Sismabonus

Costruzioni e infrastrutture: il loro rilancio nel DEF 2018

Dopo il via libera dal Consiglio dei ministri nello scorso 27 settembre, il Governo ha trasmesso alle Camere la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018, la cd. NADEF, che aggiorna le previsioni economiche e gli obiettivi di finanza pubblica, sarà esaminata dal Parlamento presumibilmente a partire dalla prossima settimana.

La Nota conferma le indiscrezioni stampa degli scorsi giorni sulle stime di crescita del PIL che è visto in crescita all’1,5% nel 2019, all’1,6% nel 2020 e all’1,4% nel 2021. La stima del PIL per il 2018 viene invece rivista al ribasso (dall’1,5% all’1,2%). Il rapporto Deficit/PIL si attesterà, invece, al 2,4% nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021.

I punti essenziali del programma di politica economica e finanziaria

  • attuazione del reddito di cittadinanza nell’ambito di un’ampia riforma delle politiche di inclusione sociale;
  • introduzione di modalità di pensionamento anticipato per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani;
  • prima fase dell’introduzione della “flat tax” a favore di piccole imprese, professionisti e artigiani;
  • taglio dell’imposta sugli utili d’impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi;
  • rilancio degli investimenti pubblici e della ricerca scientifica e tecnologica;
  • promozione dei settori-chiave dell’economia, in primis il manifatturiero avanzato, le infrastrutture e le costruzioni.

Vediamo, ora, quali sono gli aspetti più rilevanti in materia di bonus edilizi, Appalti e professionisti.

Infrastrutture e investimenti pubblici

La strategia per le infrastrutture darà priorità ad una rete di piccole opere diffuse per riparare, dove possibile, o sostituire, dove necessario, le opere esistenti con particolare attenzione a viabilità e sicurezza di ponti, gallerie e strade interne.
 
Sul modello di quanto accade negli altri Paesi, il Governo attiverà la task forcesugli investimenti pubblici. Si tratta di un centro di competenza dedicato, che offrirà assistenza tecnica e assicurerà il rispetto di determinati standard di qualità.

Mitigazione rischio sismico, sismabonus e BIM

Nel Piano nazionale di riforma, si opererà attraverso misure specifiche, quali:

  • il finanziamento per le verifiche di vulnerabilità ed i progetti di adeguamento delle scuole in zone a rischio sismico 1 e 2. Sono stati finora finanziati 875 interventi proposti dagli Enti locali, suddivisi fra verifiche di vulnerabilità e progettazioni di adeguamento sismico;
  • 10 cantieri pilota per sensibilizzare i territori ad intervenire sulla messa in sicurezza di edifici pubblici esistenti. I progetti si svolgeranno in Comuni scelti su tutto il territorio nazionale, con l’effettuazione di interventi esemplari di messa in sicurezza antisismica su edifici di proprietà pubblica ad uso residenziale;
  • messa a punto di “Casa Sicura - Portale sisma bonus” per agevolare la conoscenza e la fruizione della detrazione concessa ai proprietari di immobili, adibiti sia ad abitazione che ad attività produttive, per interventi di adeguamento antisismico. Il portale telematico permetterà di semplificare adempimenti e procedure per proprietari e professionisti, restituendo all’amministrazione informazioni e dati sul ricorso alle agevolazioni fiscali e sul miglioramento delle caratteristiche antisismiche degli edifici in esito agli interventi effettuati.

Con riferimento all’edilizia pubblica, il Governo intende inoltre rendere operativo il Building Information Modeling (BIM) in tutta l’attività di progettazione e monitoraggio realizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e dalle stazioni appaltanti.

Strategie per le rinnovabili e Ecobonus

L’obiettivo del Governo è arrivare al 2050 con un sistema energetico alimentato solo da fonti rinnovabili e sostenibili. In tale contesto, sarà varato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, finalizzato a raggiungere gli obiettivi europei per il 2030. Tra i contenuti del piano, oltre alla mobilità sostenibile, allo sblocco del mercato nazionale delle fonti rinnovabili e alla lotta alla povertà energetica sarà prevista la proroga della detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La Legge di Bilancio 2019 proseguirà infatti le politiche di promozione degli investimenti, dell’innovazione e del miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni.

Appalti pubblici: accesso più semplice per le PMI

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), esse “beneficeranno anche della modifica della disciplina degli appalti pubblici, a cui potranno accedere più facilmente. Questo limiterà anche il fenomeno del subappalto. In particolare, verranno ridotte le possibilità di deroghe da parte delle stazioni appaltanti e verrà affermato il principio della territorialità (’appalti a chilometro zero’). I contratti sotto la soglia comunitaria verranno assegnati con una riserva di quote per le PMI, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili”.

Efficientamento dei pagamenti delle PA

Le modifiche al Codice degli Appalti “saranno anche orientate a rendere più efficienti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e a facilitare l’estensione della compensazione tra crediti e debiti della PA”.

Partenariato pubblico-privato (PPP)

Il Governo “intende inoltre valorizzare il Partenariato Pubblico-Privato (PPP). La definizione di un contratto standard PPP è già ad uno stadio avanzato di elaborazione. Unitamente alla matrice dei rischi e al capitolato di gestione, essa fornirà una guida alle amministrazioni pubbliche per la strutturazione in dettaglio delle operazioni di PPP e la redazione dei relativi atti e documenti negoziali, apportando i seguenti vantaggi:

  • i) una maggiore competitività del Paese a livello internazionale;
  • ii) il miglioramento delle capacità tecniche e negoziali delle pubbliche amministrazioni nella gestione delle operazioni di PPP;
  • iii) la definizione delle dinamiche contrattuali;
  • iv) il supporto alle amministrazioni con maggiori carenze di profili tecnici e giuridici adeguati;
  • v) la limitazione del ricorso alle varianti in corso d’opera;
  • vi) la corretta allocazione dei rischi, contenendo l’insorgenza di contenziosi;
  • vii) una migliore valutazione in termini di trattamento statistico dell’operazione, anche ai fini della classificazione off balance dell’operazione;
  • viii) un’equilibrata sintesi degli interessi pubblici e privati;
  • ix) una maggiore ’bancabilità’' dell’operazione e
  • x) una maggiore attenzione alla fase di gestione”.