Sinergie sul controllo del processo produttivo del calcestruzzo nel cantiere del Quadrilatero

L’esperienza di controllo sinergico del processo produttivo del calcestruzzo presso il cantiere “Quadrilatero” Maxilotto 1 è un esempio di proficua collaborazione e di sfida condivisa tra le molteplici figure coinvolte nella produzione, nel trasporto e nell’accettazione del prodotto, in una filiera ideale che parte dal produttore del calcestruzzo, si articola nella figura del Contraente Generale fino alla Direzione dei Lavori.

 

INQUADRAMENTO DEI LAVORI
Il Piano di lavoro nacque con la creazione, nel giugno dell’anno 2003, della società pubblica di progetto Quadrilatero Marche Umbria SpA, il cui obiettivo è quello di potenziare e sviluppare la viabilità e l’accessibilità interna dell’area umbro-marchigiana e delle direttrici stradali adriatico-tirreniche, volano per lo sviluppo economico dell’area.
L’articolo tratta dei cantieri riferiti ai sub lotti 1.2 e 2.1 del Maxilotto 1, che prevedono il completamento a quattro corsie della S.S. 77 “Val di Chienti” tratto Foligno (PG) – Pontelatrave (MC) per una lunghezza di 35 km, dei quali 25 corrono in galleria.
I lavori sono stati inaugurati nel novembre 2009 e sono tuttora in via di completamento: la loro consegna è prevista nel 2014.
Il Maxilotto 1 è stato affidato al Contraente Generale “Val di Chienti Scpa”, costituito nel maggio 2006 dal raggruppamento di imprese di costruzione formato da Strabag AG (capogruppo), CMC di Ravenna, Grandi Lavori Fincosit e Consorzio Stabile Centritalia.
La fornitura di calcestruzzo preconfezionato è stata affidata alla San Francesco Scarl, costituita dalle società Calcestruzzi SpA, Colabeton SpA, Luigi Metelli SpA ed Edilcalce Viola SpA.

 

I CONTROLLI SUL CALCESTRUZZO
Da est verso ovest sono installati cinque impianti di calcestruzzo: Camerino Pontelatrave, Serravalle del Chienti (Calcestruzzi SpA) e Taverne (Colabeton SpA) in provincia di Macerata; Casenove (Edilcalce Viola SpA) e Pale (Luigi Metelli SpA) in provincia di Perugia.
Impianti dotati di certificazione FPC e forniti di premescolatore come richiesto dal Capitolato Speciale d’Appalto.

Solo per dare qualche numero, al termine dello scorso anno sono stati eseguiti 15.000 prelievi di calcestruzzo in cantiere con verifica di consistenza, massa volumica e contenuto di aria nel caso di calcestruzzi aerati.
Ogni singolo prelievo prevede il confezionamento di 8 provini cubici, 4 dei quali sono utilizzati dal Direttore dei Lavori per la verifica della conformità delle caratteristiche del calcestruzzo messo in opera rispetto a quello stabilito dal progetto e in fase di qualifica, rispettando i criteri indicati dalle NTC 2008.
Gli altri 4 provini cubici sono impiegati per controlli interni della San Francesco Scarl per misurarne le resistenze a compressione. Due provini cubici sono testati a 7 gg, gli altri a 28 gg.

A questi controlli si sono poi aggiunti ulteriori controlli, senza preavviso, operati da parte del Gruppo Interforze coordinato dalla Prefettura di Macerata.

In data 19 ottobre 2010 è stato sottoscritto presso la suddetta Prefettura un atto aggiuntivo al protocollo di legalità riguardante i lavori del primo Maxilotto della Quadrilatero Marche-Umbria, che prevede l’accertamento sulla qualità del calcestruzzo attraverso un gruppo Interforze di Polizia coordinato dalla Prefettura stessa.
Nello specifico è adottato dal Gruppo Interforze un sistema di tracciabilità dei prelievi, denominato “PCQ-SmartSpace”, elaborato dalla Smart Space Solutions Srl, Spin-off dell’Università Politecnica delle Marche, consistente in una procedura che prevede l’identificazione in modo non modificabile dei provini di calcestruzzo, certificandone informazioni quali il luogo geografico, la data, l’ora del prelievo e i codici della miscela in fornitura attraverso dispositivi RFId (Radio Frequency Identification) simili in forma a badges aziendali e composti da un microchip, da una memoria e da un’interfaccia di comunicazione a radiofrequenza tali da consentirne l’accesso per mezzo di lettori elettronici. Ogni RFId è identificato inequivocabilmente al momento della produzione da un codice unico non ripetibile. I dati sensibili gestiti dal sistema sono protetti da crittografia e visibili secondo livelli di accessibilità preventivamente concordati con la committenza.

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