Equo compenso, di tutto di più: leggi in Lazio e Basilicata ma l’Abruzzo insorge

Matteo Peppucci - Collaboratore INGENIO 11/10/2018 2095

Lazio e Basilicata indirizzate verso norme a tutela dei liberi professionisti mentre l'Abruzzo ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro contro una sentenza del Tar Abruzzo, che annullava un bando nel quale veniva previsto un compenso per professionisti tecnici inferiore a quello stabilito dai parametri ministeriali e, quindi, in violazione del Codice Appalti

Equo compenso tra proposte e ricorsi

L'equo compenso dei professionisti continua a tenere banco ovunque: partiamo dalle versioni 'a favore' della tutela dei compensi dei lavoratori autonomi e professionisti, con le recenti iniziative normative di Lazio e Basilicata, per finire all'Abruzzo che invece ha presentato ricorso avverso una recente sentenza del Tar che aveva pizzicato un bando con compensi discontanti dal DM Parametri.

Lazio e Basilicata a tutta rotta verso l'equo compenso

La Giunta della Regione Lazio ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta stessa ad adottare, nell’affidamento e nell’esecuzione degli incarichi, il principio dell’equo compenso dei professionisti. 

Anche la Regione Lazio, gli enti strumentali e le società controllate dovranno garantire un equo compenso ai professionisti incaricati, secondo i parametri fissati per le diverse professioni dai regolamenti dei rispettivi ministeri, nonché evitare l’utilizzo di clausole vessatorie”, spiega la consigliera Eleonora Mattia (Pd), presidente della IX Commissione regionale lavoro e formazione, prima firmataria dell'odg.

Per quel che riguarda la Basilicata, invece, il testo della proposta di legge è già stato inviato alla prima Commissione Consiliare che si appresta ad avviare la procedura di esame: la PDL completa tratta il contrasto all’evasione fiscale e tutela del lavoro svolto dai liberi professionisti.

L'Abruzzo si ribella ai parametri dei professionisti

La Regione Abruzzo va invece in contro-tendenza, presentando ricorso al Consiglio di Stato contro la recente sentenza del Tar Abruzzo (331/2018) che aveva annullato un bando di gara del comune di Civitella del Tronto nel quale veniva previsto un compenso per professionisti tecnici inferiore a quello stabilito dai parametri ministeriali e, quindi, in violazione codice degli appalti (dlgs 50/2016), in particolare dell'articolo 24 comma 8.

Nello specifico il compenso, inizialmente quantificato in 470 mila euro secondo i parametri di cui al DM Parametri Bis, è stato poi ridotto a 228 mila euro, ovvero entro il tetto fissato dalla delibera.

Secondo il TAR, non basta addurre motivazioni legate alla riduzione dei costi per l’amministrazione per giustificare decisioni sui compensi professionali basate sulla più ampia discrezionalità delle stazioni appaltanti, svincolata da ogni riferimento ai parametri ministeriali. Accanto ai principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa occorre infatti – prosegue il giudice – tenere conto dell’obiettivo di “qualità delle prestazioni tecnico-professionali”, che l’art.24 del d.lgs. 50/2016 intende perseguire.

Per il Tar, si palesa quindi una chiara svalutazione delle prestazioni professionali, fissando per le spese tecniche riguardanti tutti gli interventi del Masterplan le soglie percentuali del 6% e 8% dell’importo dei lavori e, solo all’interno delle anzidette percentuali, facendo salve le valutazioni sulla natura dell’opera e sull’entità dell’impegno intellettuale richiesto.

Su queste basi, il Tar Abruzzo ha annullato la gara. La parola passa ora, quindi, al Consiglio di stato.

LA LEGGE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DELLA BASILICATA SULL'EQUO COMPENSO E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF