Open Data, Open Software e la Cooperazione sul Web

Dimitri Dello Buono - Istituto di Metodologie di Analisi AmbientaliResponsabile dei Servizi Pre-Operativi ed Operativi per laPresidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Protezione Civile 04/03/2013 2496

Iniziamo con questo articolo a parlare di un argomento di grande interesse in questi ultimi tempi Open Data ed Open Software.
L'idea è quella di iniziare un percorso che ci porterà a discutere, con il contributo di una serie di colleghi e di esperti, delle opportunità offerte dal mondo Open. Analizzeremo lo stato dell'arte, le difficoltà ed i problemi che questa nuova filosofia di mercato offre e di come possa, invece, essere volano per una migliore gestione delle risorse ed un motivo di collaborazione e di scambio virtuoso tra vari soggetti che in questo modo possono meglio collaborare e migliorarsi.
Già nel 2009 scrivevo di come l'utilizzo condiviso dell'informazione poteva essere la nuova frontiera per chi si candidava alla gestione delle risorse del territorio e soprattutto delle risorse pubbliche. In quel periodo e nei momenti che seguirono l'evento sismico del 6 aprile 2009 si doveva assicurare alla macchina dei soccorsi il massimo dell'informazione ci mettemmo all'opera con grande spirito di collaborazione.
Debbo dire che quando accadono cose eccezionali le persone poi fanno cose eccezionali e in quell'occasione ci su un grande momento di collaborazione e di coordinamento che ha portato poi interessanti ed utili conseguenze.
Ricordare cosa sia accaduto in quei momenti è un ottimo modo di iniziare questa nostra discussione sul mondo Open e su come cambia il modo di operare.
Da sempre abbiamo pensato che condividere è un modo per migliorare la qualità di ciò che si fa e questo deve essere sempre valido nella Pubblica Amministrazione che deve (o dovrebbe) garantire servizi ed efficienza ad alti livelli.
Nell'emergenza Abruzzese l'idea di condividere le informazioni ha da subito attecchito, una grande mole di dati sono stati resi pubblici ed utilizzabili da tutti, molti attori coinvolti e svariati Enti si sono velocemente convertiti al metodo ed alla tecnologia ed hanno accresciuto le fonti informative e tutti ne hanno beneficiato.
Open significa aperto. Aperto a chiunque voglia dare un contributo o a chiunque voglia verificare la bontà di quello che si scrive sia in termine di dati che in termine di procedure.
Spesso si confonde l' Open con Libero (Free) ma, anche se vanno spesso a braccetto, sono due cose profondamente diverse. Il Free è come lo chiamo io l' Happy hour dei servizi e del software. Libero perchè qualcuno lo ha già pagato e quindi ora è per tutti. Libero per essere da volano a nuove idee ed a nuovi servizi, utile per aggiornamenti o per modifiche nel mondo dei dati, base per lo sviluppo di nuove funzionalità nel mondo del software.
Ragionando con questa filosofia di Open and Free si è sempre cercato l'essere aperti e disponibili a chiunque voglia fare un pezzo di strada assieme.
Open Data non vuole solo significare pronti a copiare cosi come Open software non significa pronti ad installare ma, dal mio punto di vista, significa Aperti al confronto ed aperti alla collaborazione in modo da riutilizzare, dati, informazioni, procedure e servizi per mettersi in competizione, migliorare e aiutarsi vicendevolmente come parte di un tutto.
I social network, il tempo della condivisione in rete e la necessità di rivedere il modo di operare hanno ormai pervaso il nostro tempo e questo tipo di filosofia può essere un buon modo di cambiare per crescere.