Efficienza o efficacia ? Criteri per la scelta del sistema di riscaldamento

15/10/2018 1713

Tutti siamo convinti che la maggior sfida dei prossimi anni sia quella aumentare l’efficienza degli impianti che garantiscono il comfort degli edifici: riscaldamento, raffrescamento, qualità dell’aria e acqua calda sanitaria (ACS).

Gli obiettivi che ci siamo posti per il futuro (riduzione dei consumi energetici), modificherà in maniera significativa non solo l’efficienza di funzionamento, ma anche la garanzia della sua durata, dei sistemi utilizzati per il comfort.

Il difficile equilibrio tra efficienza ed efficacia

energy-efficiencyIl problema da affrontare è quello di trovare la risposta corretta alle questioni sul tappeto, in particolare l’equilibrio tra l’efficienza (quanto costa il funzionamento del sistema) e l’efficacia (quanto il sistema è in grado di soddisfare le esigenze dell’utente). Se una delle due non è soddisfatta, sarà sempre la seconda a prevalere: l’utente sarà anche disposto a rinunciare all’efficienza, ma mai all’efficacia (comfort). Se non è sufficientemente caldo o sufficientemente freddo o manca ACS (efficacia bassa), anche con l’efficienza alta, l’utente non è disposto a compromessi.

Oltre a tutto l’efficacia si misura facilmente, l’efficienza no, e questa è la prima a cui si rinuncia quando il comfort (efficacia) non è soddisfacente.

Solo dopo che è stata soddisfatta la condizione base, ci si occupa della seconda questione, a cui si risponde con difficoltà.

Sarebbe infatti necessario che il collaudatore avesse una visione chiara di quali erano gli obiettivi del progetto riguardo all’efficienza (aspettative del cliente) e gli elementi per poterle misurare. Nell’edilizia civile, ma quasi sempre anche in quella non civile, non ci si preoccupa mai di come gli impianti verranno effettivamente usati (orari) e a quali aspettative si deve rispondere: comfort, qualità dell’aria, quantità di ACS che serve e quando serve. Se il sistema risponde a queste esigenze (quasi mai definite con chiarezza, ma facilmente misurabili), si passa anche ad analizzare la sua efficienza energetica (anche se non viene mai stabilito quale deve essere nei cicli variabili).

L'importanza di misurare l'efficienza

La cosa più sorprendente è che mai si è in grado di ricavare misure certe sull’energia utilizzata per far funzionare gli impianti. Non vengono neppure installati contatori elettrici o di calore sulle varie utenze, per cui, soddisfatte le esigenze di efficacia (sufficiente comfort e ACS), ci si affida alla percezione e alle aspettative per valutare l’efficienza degli impianti.

In questo modo, si redigono in maniera del tutto arbitraria e acritica, le classificazioni dei sistemi da adottare e le si prescrivono nei capitolati. Per esempio, si privilegiano sistemi a pompa di calore, costosi e complessi, rispetto ai sistemi più semplici, come quelli proposti, per esempio, da ATH Italia, che richiedono un minor investimento iniziale e che, alla prova dei fatti, hanno un costo di gestione molto più economico dei sistemi a pompa di calore.

Sono una combinazione “smart” di fotovoltaico, pannelli elettrici a pavimento, scalda salviette, boiler per la produzione di ACS, VMC e, se si desidera il fresco, di split: una soluzione molto interessante, che garantisce la massima efficacia e la massima efficienza, conforme a tutte le normative e alle aspettative dell’utente.