Legge di Bilancio, Decreto Fiscale e Semplificazioni: in arrivo bonus edilizi, fatturazione elettronica, flat tax

Matteo Peppucci - Collaboratore INGENIO 18/10/2018 2763

Flat tax allargata a chi fattura meno di 65 mila euro all'anno, conferma per ecobonus e sismabonus, semplificazioni negli appalti e no sanzioni per chi ritarda la fattura elettronica: le grandi Manovre del Governo Conte al vaglio dell'UE

Manovra, Decreto Fiscale e Nuovi Appalti: le novità per edilizia e partite Iva

Mentre l'Unione europea ha già iniziato a bacchettare l'Italia sugli sforamenti presunti della Manovra 2019, approvata dal Governo nei giorni scorsi assieme al DEF, analizziamo le principali misure di interesse per professionisti a partita Iva ed edilizia contenute nei tre provvedimenti cardine, ossia Legge di Bilancio, Decreto Fiscale e Decreto Semplificazioni.

Bonus edilizi: proroga a tutto il 2019

Il DDL Bilancio 2019 prevede la proroga al 31 dicembre 2019 sia del bonus ristrutturazione al 50%, sia dell’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico detraibili al 50% al posto del 65%. Prorogati al 2019 anche il bonus mobili ed elettrodomestici al 50% e il bonus verde al 36%.

Flat Tax: ecco come funziona

Si tratta di un'aliquota piatta al 15% fino ai 65 mila euro. Il regime forfettario, quindi, allarga gli argini visto che prima arrivava fino ai 30 mila euro. La misura entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 e, di riflesso, pare che potranno agevolare della tassa al 15% ben 500 mila in più rispetto a quelle che già attualmente sono comprese nel regime forfettario. Dal 2020, poi, da 65 mila euro si salirà fino a 100 mila euro.

Confermata, inoltre, l'aliquota del 5% per la durata di 5 anni, dedicata alle nuove attività.

Fatturazione elettronica, Iva e corrispettivi: c'è tempo per sbagliare

Il Decreto Fiscale 2018, collegato alla Manovra, ha confermato l'entrata in vigore (dal 1° gennaio 2019) dell'obbligo di fatturazione elettronica, ma vengono diminuite le sanzioni che scattano nei confronti di chi non sarà in grado di adeguare i propri sistemi informatici, per quanto riguarda i primi 6 mesi.

Altra novità importante che può interessante gli studi professionali è quella riguardante l'annotazione delle fatture nel registro prima del quindicesimo giorno del mese seguente alla loro emissione, con la possibilità di emettere queste fatture entro dieci giorni dall’operazione. Infine, viene contemplato che il pagamento dell’Iva sia spostato al momento esatto in cui la fattura viene incassata. 

Decreto Semplificazioni: snellimento per gli Appalti

Se verrà confermato quanto scritto nella Nota di aggiornamento al DEF, si parlerebbe di uno snellimento della fase di programmazione delle delibere Cipe, tramite un apposito collegamento più forte con il lavoro progettuale delle Stazioni Appaltanti.

Nel documento siu legge che "la riforma faciliterà l’accesso delle PMI al mercato degli appalti, cosa che, secondo il Governo, limiterà anche il fenomeno del subappalto".

Inoltre, veniva specificato che i contratti sotto la soglia comunitaria sarebbero stati assegnati con una riserva di quote per le MPI, contemplando anche una riserva anticipata di quote appaltabili. Tutto ciò per sottrarre le possibilità di deroga al Codice Appalti e inserire il principio della territorialità, i cosiddetti appalti a chilometro zero.

I nuovi appalti di Salvini: affidamento diretto fino a 221 mila euro? Il CNAPPC insorge e chiede altre regole

Fuori dai documenti citati, il ministro dell'Interno e viepremier Salvini ha anticipato che saranno innalzati alcuni tetti che impediscono agli enti locali di dare appalti con assegnazione diretta. Il riferimento è al tetto oggi fissato a 40 mila euro, che potrebbe salire a 221 mila, ipotesi contro la quale si stanno esprimendo più o meno tutte le associazioni di categoria (OICE e Architetti in primis), poiché così facendo si rischierebbe di alimentare opacità e clientelismo.

"A prescindere dalle soglie che definiscono le tipologie delle procedure di affidamento per la progettazione - ha detto il presidente del CNAPPC Giuseppe Capocchin - e proprio in nome della qualità, trasparenza e legalità, abbiamo chiesto e chiediamo con forza che i progetti delle opere pubbliche non vengano più assegnati sulla scorta del fatturato degli studi escludendo, per i progetti più importanti, oltre il 90% degli studi di architettura, ma, come in Francia e in tanti altri Paesi europei, obbligatoriamente attraverso concorsi di progettazione in due gradi, aperti. Questa tipologia di concorso rappresenta, infatti, l’unica modalità che risponde ai principi di libera concorrenza, pari opportunità, riconoscimento del merito e che permette di selezionare il progetto migliore".
 
"Tra i progetti partecipanti al primo grado vengono selezionate, da una qualificata giuria di esperti, le idee migliori da ammettere al secondo grado, da compensare tutte adeguatamente. Al vincitore del Concorso deve essere affidato l’incarico degli altri livelli della progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori o la direzione artistica. Solo i concorsi di progettazione - ha detto ancora Cappochin - realizzati con queste modalità possono assicurare progetti di qualità per garantire ai cittadini del nostro Paese il diritto ad usufruire di edifici, luoghi e città belli, funzionali e sicuri".
 
Inoltre, per quanto riguarda l'appalto integrato, il CNAPPC conferma la sua assoluta contrarietà a questa procedura che "si muove in una direzione diametralmente opposta al principio della centralità del progetto, relegandolo ad un ruolo marginale".