L’incendio doloso e le basi della Fire Investigation

Leonardo Corbo 05/11/2018 2081

Il fenomeno incendio doloso in Italia

indagini-incendio-doloso-vignetta.JPGIl mio primo rapporto con il fuoco è di vecchia data da quel lontano 1965 quando fui assegnato al Comando Prov.le dei VV.F. di Milano. Non solo la lotta agli incendi ma anche il tema della prevenzione e soprattutto la ricerca e la determinazione della loro causa sono sempre stati gli elementi centrali del mio lavoro che è stato riconosciuto come un importante contributo allo sviluppo della letteratura sulla scienza e sulla tecnica di prevenzione incendi oltre ad avere l'indubbio pregio di illustrare la complessa problematica di questa materia interdisciplinare in maniera ragionevolmente completa ed organica. A tal proposito mi piace anche segnalare di aver tenuto per una decina di anni presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano un corso di prevenzione incendi per sopperire alla scarsità delle fonti di informazioni fornendo gli elementi indispensabili all'approfondimento delle conoscenze nel campo della tecnologia antincendio e rispondendo al bisogno di disporre anche nel nostro Paese di una qualificata letteratura tecnica in materia. Molte volte dalle ceneri di un incendio o dai reperti di una distruzione nascono i dovuti insegnamenti, ma non solo le esperienze dei disastri possono essere utilizzate ed estrapolate per fissare i criteri che statisticamente dovrebbero garantire un sufficiente grado di sicurezza.

Sono numerose le variabili che intervengono a caratterizzare il fenomeno fisico-chimico della combustione. Il verificarsi di un incendio può dipendere da una combinazione di più fattori quali: tipo e quantità dei materiali combustibili coinvolti, sorgenti di ignizione, modalità di propagazione del fuoco, mancanza di adeguate misure di prevenzione, atti od omissioni di persone che hanno consentito che questi fattori si concatenassero tra loro. Un fenomeno così ricorrente come l'incendio richiede un numero elevato di tecnici che siano specificatamente preparati per l'investigazione tecnica e presenti sul tenitorio per un'azione capillare. Occorre pertanto identificare un percorso formativo minimo comune per procedere con sufficienti garanzie di uniformità di approccio. Un'accurata analisi tecnico-investigativa dell'evento condotta da specialisti della materia, con metodi e strumenti professionalmente ineccepibili, oltre a consentire una fedele ricostruzione della dinamica del sinistro, porterebbe anche all'identificazione di importanti elementi indicatori utili a stabilirne la causa e le eventuali responsabilità. L'analisi tecnico-investigativa permetterebbe di scoprire gli incendi dolosi e, conseguentemente, di contrastare il fenomeno delle frodi assicurative.

Ho esaminato oltre 100.000 atti afferenti incendi avvenuti in Italia dal 1994 al 2015 che per entità del danno, morti e feriti coinvolti, estensione e durata dell'intervento dei VV.F. sono stati segnalati con fonogramma alle autorità competenti, compresa la Magistratura, dai Comandanti Prov.li dei VV.F.. Ho potuto così accertare che gli incendi dolosi in Italia sono molto più di quelli indicati nelle statistiche disponibili realizzate dall'ISTAT, dai Vigili del Fuoco e dalle Guardie Forestali (incendi boschivi).

Secondo le statistiche dei Vigili del Fuoco circa il 70 % degli incendi è di origine non accertata.

Le conseguenze della determinazione della causa agiscono direttamente sulla liquidazione del danno e sulla possibilità di prevenirlo. La situazione in Italia del fenomeno dei danni dolosi non è molto chiara e pertanto sarebbero auspicabili un maggior sforzo tecnico-scientifico-legale e una maggiore collaborazione di autorità statali e compagnie di assicurazione per approfondire gli accertamenti che permettano di individuare l'effettiva causa di un incendio.

Le polizze incendio dovrebbero richiedere una particolare cura nella determinazione della causa per le limitazioni introdotte sulla risarcibilità del danno, in caso di intenzionalità.

I danni da incendio dovuti a fatti dolosi accertati sono il 6% sul totale degli incendi, con il massimo pari al 10% per i locali di pubblico spettacolo ed il minimo del 2% peri complessi industriali di produzione e utilizzazione dell'energia elettrica.

In Italia rimangono ignote le cause del 70% degli incendi.

Questa percentuale raggiunge 1'82% per boschi, località agricole e allevamenti.

Nelle abitazioni la causa dolosa copre il 5% degli incendi, le cause elettriche il 15 %, il camino il 13%; ma per il 48% dei casi la causa non viene accertata.

Nell'industria la causa dolosa accertata copre solo il 7% dei presunti incendi dolosi.

Negli esercizi commerciali la causa dolosa accertata copre il 5% degli incendi ma per il 48% la causa non è stata accertata. Gli incendi rappresentano e hanno rappresentato da sempre il fattore di maggior rischio per le attività umane e pertanto nel corso dei tempi sono state create metodologie per prevenirli e strumenti per combatterli. In particolare, con l'aumento delle concentrazioni di persone in spazi chiusi o comunque limitati, tipico degli agglomerati urbani e con l'aumento delle attività potenzialmente pericolose, il rischio incendi è divenuto uno dei più comuni. Un incendio può essere provocato da diverse cause sia naturali (autocombustione, fulmini, ecc.) che per mano dell'uomo per motivi casuali, leciti o illeciti (fortuito, provocato o doloso).

Alcuni esempi di causa: fiamme libere (p.es. operazioni di saldatura), particelle incandescenti (brace), provenienti da un focolaio preesistente (p.es: braciere), scintille di origine elettrica, scintille di origine elettrostatica, scintille provocate da un urto o sfregamento, contatto con superfici e punti caldi, innalzamento della temperatura dovuto alla compressione dei gas, reazioni chimiche in genere.

Investigazione delle cause di incendio

La "Fire Investigation" è una metodica investigativa analitica che si utilizza per l'individuazione delle origini degli incendi e delle esplosioni Si basa sulla conoscenza dei meccanismi della combustione e utilizza un approccio sistematico e scientifico nel suo svolgersi, con l'utilizzo della "semiotica degli incendi", ossia la disciplina che studia i segni lasciati dall'incendio.

Alla "Fire Investigation" è correlato il "Fire Engineering", una strategia di prevenzione incendi che si basa sulla previsione della dinamica evolutiva di un incendio grazie all'applicazione di specifici modelli di calcolo, che studia precipuamente gli incendi dolosi, ed è seguita da personale istituzionale delle Forze di Polizia, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, in quanto richiede la funzione di "pubblico ufficiale" per le indagini indirette che spesso richiede.

La "Fire Investigation" si basa principalmente sulle seguenti procedure:

• indagini DIRETTE sono quelle indagini esperite sui luoghi dove si è sviluppato l'incendio e sui reperti prelevati sui detti luoghi per la ricerca del punto di origine dell'incendio e delle cause fisiche che lo hanno generato.

• indagini INDIRETTE: complesso di attività investigative non condotte sui reperti ma suipossibili indagati, con il fine di cercare il movente dell'evento (esempio: intercettazioni telefoniche, indagini patrimoniali, ricostruzione di movimenti, raccolta di testimonianze). 

Premesso che un incendio per sua natura tende a distruggere, o comunque rendere irriconoscibili quegli stessi elementi che l'hanno generato, stabilire la natura di un incendio richiede la messa in atto d'indagini non sempre semplici, anzi spesso di notevole difficoltà. 

Si possono verificare infatti casi in cui i sopralluoghi e la raccolta di dati forniscono elementi sufficienti alla risoluzione del caso, ma ce ne sono altri in cui occorre eseguire delle verifiche sperimentali supplementari, quali analisi chimico-fisiche o la raccolta di notizie su avvenimenti o comportamenti di persone (indagini indirette).

Le indagini vengono sempre effettuate tenendo presenti determinate cautele e specifiche precauzioni in funzione di:

  • attività che si svolgevano sul luogo dell'evento prima dell'incendio;
  • natura delle sostanze coinvolte;
  • tempo trascorso;
  • eventuali manipolazioni avvenute;
  • ecc.

... continua la lettura nel pdf


L'AUTORE. 
Prof. Ing. Leonardo Corbo

Nel 1965 entra nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ricoprendo in successione l’incarico di Comandante nelle provincie di Sondrio, Lucca, Como e Milano.
Insignito nel 1987 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Premio della Cultura per la sua attività di divulgatore e di illustratore di normative tecniche.
Dal 1991 al 1994 detiene l’incarico di Ispettore Regionale dei Vigili del Fuoco per la Lombardia.
Dal 1994 al 1997 ricopre la carica di Prefetto della Repubblica di 1° classe e contestualmente quella di Direttore Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi.
Nel 1997 passa all’ufficio ispettivo del Ministero dell’Interno.