I Due Lati del BIM: il Ruolo dei Centri Nazionali di Competenza

Angelo Luigi Camillo Ciribini - DICATAM, Università degli Studi di Brescia 19/11/2018 651

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Lo sviluppo del Centre for Digital Built Britain, l'avvio del Nationales Kompetenzzentrum BIM, l'avvento del Plan BIM 2022 sono tutti indizi che rivelano come  i principali Paesi appartenenti all'Area Economica Europea stiano sistematizzando la propria maturità digitale.

Una parte di essi, con ogni probabilità, farà parte integrante e determinante della Piattaforma Industriale Comunitaria per il comparto, promossa dalla DG GROW della Commissione Europea.

Che cosa, però, tutto ciò sta a dimostrare nei confronti di una prospettiva evolutiva del settore?

Se per «BIM» intendiamo un artificio nominale che evoca la digitalizzazione nel settore delle costruzioni, possiamo rilevare due piani argomentativi differenti.

BIM: valore «intrinseco» della digitalizzazione del settore delle costruzioni

Il primo di essi è «intrinseco» all'operatività, nel senso che l'obiettivo è incrementare l'efficienza e l'efficacia dei processi attraverso la riconduzione a «numero» del maggior numero possibile di accadimenti.
Si tratta, cioè, di tradurre in un linguaggio comprensibile dalla «macchina» le azioni degli attori impegnati nel mercato immobiliare e infrastrutturale.
Committenti, progettisti, costruttori, manutentori, gestori, utenti, finanziatori, autorizzatori e quanti altri, sono, perciò, chiamati a ottenere «di più» «con meno».
Esiste, infatti, una lettura pedagogica della digitalizzazione che illustra gli innumerevoli benefici che si otterrebbero al termine della relativa transizione, che, di là della produttività, si ripercuoterebbero sulle sfere della circolarità e della sostenibilità.
Le applicazioni digitali si dilatano, in effetti, sempre maggiormente, in ogni fase del processo e in ogni segmento del mercato, in maniera, se non indiscutibile, almeno indiscussa.
Il fatto, tuttavia, che i maggiori player «convenzionali» del mercato dell'ICT applicata al comparto abbiano ormai stabilito «piattaforme», vale a dire ecosistemi in cui il singolo applicativo appare moderatamente significativo nei confronti del contesto complessivo, sta a significare che ciò che rileva in prospettiva non sia tanto l'«efficientamento» del mercato quanto il suo «condizionamento».

BIM: valore «estrinseco» della digitalizzazione del settore delle costruzioni

Per quanto, del resto, provvedimenti legislativi, come quello legato alla GDPR, possa, in un contesto più vasto di cyber security (trattata nel progetto di norma ISO 19650-5), essere garanzia di tutela, il fatto che progressivamente gli operatori (inclusi gli utenti) accettino di agire attraverso una modalità digitale dischiude un nuovo livello, il cui valore «estrinseco» è incomparabilmente superiore a quello che si è definito come «intrinseco».
In buona sostanza, ogni attore contribuisce, per la sua parte, a generare o a modificare grandi moli di dati (computabili) che, opportunamente correlati ed elaborati, permettono di possedere, in tempo reale e in remoto, una elevata intelligenza dei fenomeni ed eventualmente di influire celatamente o esplicitamente su di essi, a livello del singolo intervento o di un portafoglio di commesse, oppure della realizzazione come della fruizione.

Digitalizzazione: il futuro del mercato delle costruzioni

Il futuro del mercato della costruzione e dell'immobiliare appartiene, pertanto, a coloro che «ospiteranno», più o meno «gratuitamente» le attività altrui, mettendo a disposizione dati e informazioni che ne agevolerebbero l'ottimalità delle scelte, in cambio, ovviamente, della detenzione della possibilità di orientare quelle opzioni.
È chiaro, ad esempio, che i BIM Server e le BIM Library diverranno sempre più i dispositivi utili non tanto per «mettere a disposizione» dati e informazioni (intendimento etico delle piattaforme istituzionali) quanto per «catturare le attitudini» degli operatori (proposito imprenditoriale degli operatori economici).
 
Se, d'altronde, da un lato, le politiche governative cercano di supportare una alfabetizzazione digitale diffusa, anzitutto della Domanda Pubblica, da un altro lato, si sta organizzando una Offerta Privata che ha le potenzialità, via via che il passaggio trasformativo si estenderà, di offrire nuovi servizi intimamente inerenti alla Data Science e all'Internet of Things.

Percorsi formativi (universitari) mirati per gli attori del settore delle costruzioni nel futuro digitale

È proprio in questo segmento del mercato, prima di tutto della ricerca, ma anche della consulenza, che si sta posizionando l'Università degli Studi di Brescia, attraverso il Centro Interateneo eLux Lab, grazie a una stretta collaborazione e integrazione di tutti i saperi dell'Ingegneria, corroborati da quelli dell'Economia e del Diritto: senza considerare la Medicina, ambito in cui le applicazioni ICT costituiscono un elemento di eccellenza per l'Ateneo.
La Sanità, peraltro, anche nelle sue forme mediate, rappresenterà sempre più un sostrato fondamentale per i cespiti relativi all'abitare e al lavorare, nel contesto della gestione della spesa pubblica.
Nonostante che l'innovazione digitale attualmente sembri concentrata su aspetti visibili, tangibili, come, ad esempio, l'automazione o la robotizzazione, anche a questo proposito, quel che veramente conta è la componente invisibile, immateriale, di «sincronizzazione» e di «autonomazione» dei processi decisionali. 
Il focus, secondo questa interpretazione, risiede tutto nella Business Intelligence e nelle Control Room.
Entro questa prospettiva, una parte del lavoro, anche intellettuale, potrà essere «sostituita» o addirittura «rimossa».
Per questa ragione, a titolo esemplificativo, sorgono alcuni temi assolutamente innovativi attinenti alla natura imprenditiva della professione o al lavoro umano nei cantieri.
È palese che occorra, come sta avvenendo direttamente o indirettamente per l'Ateneo Bresciano, che si istituiscano percorsi formativi mirati sia a livello di ITS sia di Master Universitario.
Non è un caso che la riflessione ivi compiuta in questi anni si sia concentrata sull'identità degli attori e sulla natura dei prodotti.
Nel primo caso, fa fede la lunga azione progettuale congiunta intrapresa con ANCE Brescia e con ESEB, nella seconda occasione il lavoro scientifico pertinente alla Smart City, al Cognitive Building e allo Smart Construction Object.
 
Occorre prepararsi per un altro mercato, che espellerà chiunque non ne possegga i codici interpretativi.