Le Smart Road e il futuro della mobilità integrata: il punto sulle infrastrutture intelligenti

Nel Piano Smart Road di Anas anche il Veneto. Nella prima fase di intervento la tratta “Orte-Mestre” e la statale “di Alemagna”, con obiettivo Cortina 2021

Il punto sulle infrastrutture intelligenti, in occasione dell’ultimo incontro della rassegna di eventi pubblici Veicoli e mobilità 4.0, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona

Verona, sabato 17 novembre – Le smart road, le infrastrutture stradali digitalizzate che “dialogano” con gli utenti, sono una realtà anche in Italia sia in ambito autostradale sia – in via sperimentale - in quello urbano e metropolitano.

Di mobilità integrata e smart road si parlato a Verona sabato 17 novembre, nell’ultimo appuntamento della rassegna Open D’Autunno “Veicoli e mobilità 4.0”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

DALLA PIATTAFORMA EUROPEA C-ROARD AL PIANO SMART ROAD DI ANAS IN ITALIA

Dalla piattaforma europea C-Roads al Piano Smart Road di Anas in Italia, nell’incontro si sono tracciati identikit e finalità della smart road, le strade del futuro che migliorano il comfort e la sicurezza degli utenti riducendo l’incidentalità; infrastrutture iperconnesse che, grazie all’interazione digitale con i territori attraversati, generano servizi che agevolano la mobilità di persone e merci. Non solo, parlare di smart road significa anche garantire più sicurezza e un monitoraggio pressoché costante delle infrastrutture: in un futuro non troppo lontano, percorrendo una infrastruttura “smart”, i dati del nostro smartphone potrebbero influire sul monitoraggio dello stato di ponti e viadotti. 

L'approvazione del Decreto Smart Road lo scorso aprile 2018  ha dato il via ad un programma di lungo respiro che corre lungo due filoni principali: da un lato la realizzazione di “strade connesse”, attraverso la messa in atto di una serie di interventi che garantiscono una graduale trasformazione digitale della rete stradale nazionale, così da renderla idonea a dialogare con i veicoli di nuova generazione; dall’altro lato l’introduzione e la sperimentazione del self driving car, sia in ambito autostradale sia in quello urbano e metropolitano, con l’utilizzo dei più avanzati livelli di assistenza alla guida, fino a quella autonoma.

Ad aprire i lavori dell’incontro, il presidente dell’Ordine ing. Andrea Falsirollo, quindi la parola alla vicepresidente ing. Valeria Reale, consigliere referente della Commissione Trasporti e Viabilità dell’Ordine, referente scientifica del seminario e coordinatrice dell’intera rassegna sulla mobilità.

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Al tavolo dei relatori Daniele Sterrantino, avvocato amministrativista e coordinatore del Centro Studi Diritto Finanza Progetto, Domenico Crocco, dirigente responsabile Rapporti Internazionali ANAS e primo delegato e Segretario Generale per l’Italia dell’Associazione Mondiale della Strada e Alessandro Iavicoli, esperto ITS – RAM S.p.A, società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e componente della piattaforma europea C-Roads (Cooperative - Roads Platform) che raggruppa i vari progetti C-Roads nazionali degli Stati membri, tra cui anche il progetto C-Roads Italy, co-finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito della programmazione “Connecting Europe Facility” (CEF) 2014 - 2021. 

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«Una tematica, quella delle smart road – ha sottolineato in apertura la vicepresidente ing.Valeria Reale - di grande interesse non solo per gli esperti del settore, che dovranno adeguarsi ad un nuovo modo di concepire e progettare le infrastrutture di trasporto e i veicoli, ma anche per gli utenti che beneficeranno di questa "rivoluzione digitale su strada" in termini di confort e sicurezza e saranno parte attiva del processo. Un settore in rapida evoluzione che porterà nel breve termine a importanti traguardi in termini di ottimizzazione della circolazione, miglioramento della sostenibilità ambientale e soprattutto incremento della sicurezza per i fruitori».

Avvocato amministrativista e coordinatore del Centro Studi Diritto Finanza Progetto Daniele Sterrantino ha illustrato il quadro normativo e lo scenario dei bandi di gara attuali in tema di smart road, mettendo in luce come anche il mondo delle infrastrutture sia soggetto alla rivoluzione tecnologica in atto: «È pertanto compito del legislatore, delle Amministrazioni e degli operatori tutti – ha precisato Daniele Sterrantino - , dare il necessario contributo affinché anche la normativa e gli atti procedimentali in materia si sviluppino rapidamente. Ad oggi infatti, non v’è dubbio, il mondo delle automobili e dei veicoli in genere è in uno stato di innovazione tecnologica molto più avanzato rispetto a quelle delle strade e delle infrastrutture in generale. È arrivato il tempo di colmare questa differenza e di fornire un’adeguata regolamentazione di tutti gli aspetti coinvolti, anche in termini di obbligazioni e responsabilità».

Con Domenico Crocco, dirigente responsabile Rapporti Internazionali ANAS e primo delegato e Segretario Generale nel per l’Italia dell’Associazione Mondiale della Strada, l’affondo nel progetto Smart Road di ANAS in Italia, che punta a trasformare gradualmente in infrastruttura intelligente la rete stradale nazionale.

Il Piano ANAS

Il Piano si struttura in tre fasi: nella prima, che contempla i prossimi tre anni, per un investimento di circa 250 milioni di euro su un totale complessivo di un miliardo di euro, rientrano gli interventi sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo”, l’ex Salerno-Reggio Calabria, i lavori sulle autostrade A90 “Grande Raccordo Anulare di Roma” e A91 “Roma-Aeroporto Fiumicino” che prenderanno il via entro la fine del 2018, quindi la Tangenziale di Catania in Sicilia e la A19 “Autostrada Palermo Catania”.

«La smart road – ha detto Domenico Crocco - favorisce oggi una guida informata, intelligente e più sicura. Ma domani la smart road darà all’auto autonoma, senza guidatore, un occhio lungo. La smart road consentirà all’auto automatica di inquadrare la strada per 300 metri, mentre senza la smart road i sensori dell’auto autonoma consentono di orientarsi per 30 metri. Ecco perché la smart road è un investimento sul presente e sul prossimo futuro».

In Veneto, sono interessati l’itinerario E45-E55 “Orte-Mestre” e la statale 51 “di Alemagna” in vista di Cortina 2021. Il Piano di potenziamento e riqualificazione sviluppato da ANAS per i Campionati del Mondo di Sci in programma a Cortina d’Ampezzo nel Febbraio 2021, diventa infatti banco di prova per il primo prototipo diSMART MOBILITY” in Europa, un modello evoluto di mobilità intelligente, che vuole realizzare piattaforme integrate per la gestione della mobilità, partendo dai servizi e dalle tecnologie offerte dalle smart road Anas con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza stradale, controllo e fluidità del traffico, gestione della mobilità e controllo dell’infrastruttura.

Anas ha avviato, inoltre, analisi e valutazioni per sviluppare una rete di postazioni di ricarica elettrica, integrando il trasporto e la distribuzione dell’energia di postazioni di ricarica per tutti i veicoli elettrici già predisposte da Enel con la sua iniziativa e-mobility per Cortina d’Ampezzo, con la rete energia della Smart Road andando a creare benefici operativi ed economici.

A chiudere un focus sul contesto europeo approfondito da Alessandro Iavicoli, componente della piattaforma europea C-Roads che ha come obiettivo quello di definire i requisiti funzionali, tecnici e organizzativi per garantire l’interoperabilità e l’armonizzazione dei servizi C-ITS (Cooperative Intelligent Transport Systems) tra i progetti piloti nazionali in tutta Europa.

In Italia, il progetto C-Roads Italy, coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali, tramite la Divisione IV-Sviluppo della rete di trasporto transeuropea e dei corridoi multimodali, oltre a testare una serie di servizi innovativi C-ITS, si caratterizza anche per lo sviluppo ed i successivi test, in condizioni di traffico reali. In questo contesto di inseriscono alcune sperimentazione di interazione e scambio dati infrastruttura – veicolo, anche a guida autonoma, in ambienti reali urbani avviati in alcuni Comuni italiani.

«Il settore dei trasporti sta per affrontare cambiamenti profondi sia in Europa sia in altre parti del mondo. La combinazione di innovazione tecnologica e nuovi modelli di business – ha sottolineatoAlessandro Iavicoli -  ha generato una domanda di nuovi servizi di mobilità. Al tempo stesso, il settore sta rispondendo all’esigenza di maggior sicurezza, efficienza e sostenibilità. La trasformazione che ne risulterà presenta grandi opportunità sociali ed economiche che l’Europa ed i singoli Stati membri dovranno perseguire ora, per far sì che cittadini e imprese possano goderne i benefici. Le tecnologie digitali sono uno dei più importanti, se non il più importante, driver di questo processo».

GLI INTERVENTI PER LA DIGITALIZZAZIONE DELL’INFRASTRUTTURA

Rispetto alle tipologie di intervento sulle infrastrutture sono due gli step previsti dal Decreto: entro il 2025 l’“adeguamento digitale” per creare la “strada intelligente” riguarderà la parte italiana della rete TEN – T (trans European Network – Transport), per poi estendersi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti).

Gli interventi contemplati interessano la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio, un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi. Sulla base dei dati raccolti, poi, il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing.

Entro il 2030 saranno poi attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti/ostruzioni gravi; di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni; di suggerimento di traiettorie e corsie; di gestione dinamica degli accessi, nonché di gestione dei parcheggi e del rifornimento (con particolare riferimento alla ricarica elettrica).

SMART ROAD E MONITORAGGIO DELLE INFRASTRUTTURE, l’ACCORDO ANAS E MIT DI BOSTON

Parlare di Smart Road significa anche e soprattutto parlare di sicurezza e della possibilità di monitorare le condizioni strutturali della strada, di ponti e viadotti, per verificarne la sicurezza.

Grazie alle nuove tecnologie legate all’IOT (Internet of Things), il sistema di interconnessione e interoperabilità dei dati consente al gestore di monitorare lo stato delle infrastrutture attraverso un’apposita sensoristica che permette alle infrastrutture “mute” di parlare.

La smart road permetterà all’auto di diventare un vero e proprio “sensore mobile” per il gestore dell’infrastruttura e una fonte di dati utili al monitoraggio delle strutture, ad esempio, con segnalazioni sullo stato delle pavimentazioni e delle infrastrutture stradali, compresi ponti e viadotti.

Questo grazie ad una tecnologia messa a punto dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, con cui Anas ha stretto un accordo, che consente di sfruttare i dati contenuti negli accelerometri presenti in ogni smartphone: gli utenti fungono in qualche modo da “antenna”. La prima sperimentazione di questo sistema verrà fatta sull'A90Grande Raccordo Anulare di Roma e l'A91 Roma-Aeroporto di Fiumicino.

PARTNER, PATROCINI E SOSTENITORI DI OPEN D’AUTUNNO

– Il programma di eventi 2018 è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona; Ance Verona; CIFI, Museo Nicolis; FIAB, Vespa Club Verona, Registro Storico Vespa e Commissione Storia e Musei dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI).

La rassegna gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Verona, della Commissione sostenibilità dell’Università di Verona, di ARPAV, CNI, FOIV, dell’Accademia di Belle Arti di Verona, dell’Ufficio dell’Ambito Territoriale VII Verona, dell’Associazione mondiale della strada, di Veneto Strade, dell’associazione VeronaNetwork, T2i e dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona.

Hanno condiviso l’iniziativa anche la Circoscrizione 5 del Comune di Verona, la Società Letteraria di Verona, il Collegio ingegneri Verona, il CTG Verona e CTG Un Volto Nuovo.

La realizzazione dell’intera Rassegna è stata sostenuta da AGSM; Sitta srl; LogisticaUno; Stratos Honda; Federmanager Verona e MarvinAcustica.