Isolamento Acustico: la corretta progettazione nel rispetto della normativa

ISOLMANT - TECNASFALTI - Ufficio Tecnico 21/11/2018 1248

Isolamento acustico a norma di Legge

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L’inquinamento acustico ha rilevante incidenza sulla persona (qualità dell’ambiente abitativo, della vita, delle relazioni sociali) e sui beni di cui la stessa gode e fruisce (beni immobili).
In ragione della rilevanza di tali profili, lo Stato è intervenuto dettando una specifica disciplina di settore a carattere preminentemente pubblico, la quale ha avuto, peraltro, inevitabili riflessi sui rapporti di natura privatistica (contratto di compravendita; contratto di appalto, responsabilità professionale).

La normativa di riferimento in materia di inquinamento acustico è rappresentata dalla Legge quadro sull’inquinamento acustico - Legge N. 447 del 26 ottobre 1995 - che definisce le competenze degli enti pubblici incaricati di regolamentare, pianificare e controllare soggetti sia pubblici sia privati che possono provocare inquinamento acustico.
Da questa legge, ai fini applicativi, sono scaturiti una serie di decreti attuativi e leggi regionali.

D.P.C.M. 5 dicembre 1997, Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici

In particolare nell’ambito relativo all’acustica edilizia è stato emanato il D.P.C.M. 5 dicembre 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.297 del 22 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” che identifica i parametri da misurare, i metodi per misurarli e i limiti ammessi per ciascun parametro misurato, il cui superamento è considerato generativo di un fenomeno di inquinamento acustico.

La carenza dei requisiti acustici passivi compromette la normale attitudine di un immobile a realizzare la funzione economico-sociale essenziale ai fini del legittimo godimento e della commerciabilità.
È noto che, attualmente, la mancata osservanza dei parametri stabiliti dalla normativa in materia conduce ad una valutazione di diminuzione significativa del valore dell’immobile acquistato.

Nel Decreto è dichiarato esplicitamente che il rispetto dei requisiti acustici passivi va dimostrato a cantiere finito.
Non è richiesta obbligatoriamente la prova fonometrica ma, ad esempio in caso di contenzioso, è necessario dimostrare il raggiungimento del risultato in opera. La sola figura autorizzata ad eseguire una prova fonometrica che possa essere utilizzata con valore legale è il Tecnico Competente in Acustica, ovvero un professionista, iscritto allo specifico albo regionale dei tecnici competenti in acustica ambientale.

Nel D.P.C.M. sono definiti i seguenti parametri:

  • R’w           Indice del potere fonoisolante apparente;
  • L’nw           Indice del livello di rumore di calpestio dei solai, normalizzato rispetto all’assorbimento acustico;
  • D2m,nT,w    Indice dell’isolamento acustico standizzato di facciata, normalizzato rispetto al tempo di riverberazione;
  • LASmax      Livello di pressione sonora ponderata A misurata con costante di tempo Slow;
  • LAeq          Livello equivalente di pressione sonora ponderata A.

Per ottenere in opera il risultato di Legge è indispensabile che siano presi in seria considerazione tre elementi fondamentali:

  1. la progettazione di un sistema acusticamente performante di cui il materiale isolante è un elemento imprescindibile;
  2. la scelta di un materiale isolante di qualità e specifico per l’applicazione in essere;
  3. la posa in opera “a regola d’arte” ovvero esperta anche nella realizzazione dei particolari costruttivi.

In mancanza di anche uno solo dei tre elementi, la prestazione finale è quasi sicuramente compromessa.

Il D.P.C.M. fissa per ciascuno dei parametri di riferimento i valori limite da rispettare in opera. Tali valori sono riportati nella tabella A del decreto e sono in funzione delle diverse destinazioni d’uso (come riportato nella tabella B).
In particolare i valori di R’w e D2m,nT,w sono valori minimi pertanto più sono alti i valori rilevati migliore è l’isolamento acustico offerto dall’elemento costruttivo oggetto di verifica, mentre L’nw, LAsmax, LAeq sono valori massimi, pertanto più sono bassi i valori rilevati migliore è l’isolamento acustico raggiunto.

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(*) Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari.

La progettazione dell'isolamento acustico

La richiesta del rispetto dei requisiti acustici passivi in opera fa si che non si possa prescindere da una accurata fase progettuale, elemento che gioca un ruolo fondamentale ai fini previsionali, specie se supportato da accurati modelli di calcolo e dal contributo (a volte indispensabile ed esclusivo) delle prove in laboratorio e di quelle in opera.

Isolamento acustico al rumore di calpestio

Lo schema di calcolo proposto dalla nuova UNI EN ISO 12354, utilizzabile per la progettazione di divisori orizzontali, è basato sull’equazione riportata di seguito che coinvolge gli elementi fondamentali responsabili della trasmissione del rumore attraverso le partizioni orizzontali: ovvero la componente diretta (il solaio di base, il sistema “pavimento galleggiante” e il controsoffitto) e le perdite di isolamento per fiancheggiamento laterale.

Il progettista acustico dovrà dunque porre massima attenzione al contributo offerto dal solaio di base, al corretto funzionamento del massetto galleggiante e alle perdite di isolamento attraverso percorsi laterali di fiancheggiamento. Eventuali ponti acustici dovuti ad una non attenta progettazione o generati accidentalmente durante le fasi di posa non sono quantificabili a priori ma possono influenzare negativamente le prestazioni acustiche raggiungendo valori tali da compromettere il rispetto dei limiti previsti.

L'n,w = 10lg(10Ln,d,w/10 + ∑10Ln,ij,w/10)

[10Ln,d,w/10 Trasmissione Diretta; ∑10Ln,ij,w/10 Trasmissione Indiretta]

La componente diretta di rumore trasmesso è calcolabile tramite la seguente espressione che tiene in considerazione il contributo del solaio di base, del sistema “pavimento galleggiante” e del controsoffitto:

Ln,d,w = Ln,eq,0,w - ΔLw - ΔLd,w

Ln,eq,0,w è il livello di rumore da calpestio equivalente riferito al solaio “nudo”, privo dello strato di massetto galleggiante [dB]. Esso dipende direttamente dalla massa superficiale e dalla tipologia del solaio che si andrà a realizzare. Quanto più è massivo il solaio tanto più resisterà all’eccitazione provocata dalla sorgente generatrice del rumore e tanto più offrirà un miglior contributo all’isolamento acustico del divisorio. La nuova norma UNI EN ISO 12354 introduce formule di calcolo specifiche per solai in laterocemento tipici nella pratica costruttiva italiana.

ΔLw è l’indice di valutazione relativo alla riduzione dei rumori di calpestio dovuto alla presenza del massetto galleggiante [dB]. È l’elemento su cui il progettista può realmente lavorare per l’ottenimento di un adeguato isolamento acustico. Infatti si può considerare la scelta della tipologia e della massa del solaio una variabile a volte imposta da fattori indipendenti ed esterni al problema dell’isolamento acustico. Al contrario il progettista gode di discreta libertà nel poter prevedere un idoneo “massetto galleggiante” da installare al di sopra del solaio stesso e sotto al pavimento di finitura.

∆Ld,w è l’indice di valutazione relativo alla riduzione dei rumori di calpestio dovuto alla presenza di uno strato addizionale nel locale ricevente come ad esempio un controsoffitto [dB]. Tale valore è ricavato da misure di laboratorio o può essere stimato approssimativamente a partire dal valore di ∆Rd,w. Nel caso di presenza contemporanea di un massetto galleggiante all’intradosso del solaio e di rivestimenti nelle locale ricevente dovrà essere considerato un contributo dovuto al contro soffitto pari a ∆Rd,w /2.

Il termine di correzione per la trasmissione laterale K, presente nella precedente versione della norma, scompare. Il precedente modello permetteva un calcolo forfettario delle perdite di isolamento per trasmissione laterale con valori tabulati in funzione delle massa superficiale del solaio e della massa superficiale degli elementi laterali del locale ricevente.
La nuova UNI EN ISO 12354, a fronte di un aumento di complessità delle espressioni di calcolo, permette una stima più accurata delle perdite di isolamento per fiancheggiamento:

Ln,ij,w = Ln,eq,0,w - ΔLw + (Ri,w - Rj,w)/2 - ΔRj,w - Ki,j - 10lg[Si/(l0lij)]

dove:

Ln,ij,w è l’indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato per trasmissione laterale generato sul solaio (i) e irradiato dall’elemento j nel locale ricevente;

Ln,eq,0,w è l’indice di valutazione del livello equivalente di pressione sonora di calpestio normalizzato del solaio nudo;

ΔLw è indice di valutazione dell’attenuazione del livello di pressione sonora di calpestio dovuto alla presenza del massetto galleggiante;

Ri,w è l’indice del potere fonoisolante del solaio nudo (i);

Rj,w è l’indice del potere fonoisolante dell’elemento j nell’ambiente ricevente;

ΔRj,w è l’indice di valutazione dell’incremento del potere fonoisolante dovuto ad un rivestimento addizionale (ad esempio una contro-parete o un contro-placcaggio) sul lato ricevente dell’elemento j;

Ki,j è l’indice di riduzione delle vibrazioni per ciascuna via di trasmissione ij su un giunto;

Si area dell’elemento separatore (solaio);

l0 lunghezza di riferimento pari a 1 m;

li,j lunghezza del giunto di connessione tra pavimento e elemento laterale j.

Un’attenta conoscenza già in fase progettuale delle condizioni al contorno in cui è inserito l’elemento di separazione verticale permette di calcolare con maggiore accuratezza le prestazioni in opera dell’elemento: lunghezza e tipologia dei giunti, potere fonoisolante delle pareti e del solaio di base o la presenza di rivestimenti nell’ambiente ricevente diventano nuove variabili progettuali nel calcolo di L’nw.

Per un edificio con elementi edilizi omogenei (pareti in muratura e solai in c.a.), l’accuratezza del modello di calcolo proposto dalla nuova UNI EN ISO 12354 permette di determinare le prestazioni in opera di isolamento acustico ai rumori da calpestio con una accuratezza di 2 dB. Questa maggiore accuratezza del modello di calcolo non mette comunque al riparo da eventuali errori di messa in opera che possono vanificare l’isolamento acustico della struttura: un’oculata scelta dei materiali isolanti, un’attenta direzione dei lavori e la cura dei dettali nella posa dei prodotti rimangono i fattori che permettono il raggiungimento delle prestazioni attese. 

Isolamento acustico al rumore aereo

In generale, in accordo con la Legge della massa il potere fonoisolante cresce nel caso di pareti massive ma anche nel caso di pareti doppie che si comportano come un sistema oscillante formato da due masse collegate da una molla, con l’intercapedine riempita da materiale fonoassorbente.

Isolamento acustico di facciata

È determinato dall’indice di valutazione D2m,nT,w. In generale il calcolo previsionale di tale indice dipende in massima parte:

  • dalle prestazioni acustiche dei singoli elementi costituenti la facciata: muratura, componenti finestrati e piccoli elementi (prese d’aria, bocchette di ventilazione, cassonetti);
  • dalla forma della facciata; -
  • dalla superficie interna della facciata;
  • dal volume dell’ambiente di cui si verifica la facciata;
  • dal valore di riferimento del tempo di riverberazione.

Isolamento acustico impianti

L’isolamento acustico degli impianti è di fondamentale importanza se non si vuole inficiare l’intervento di isolamento acustico operato sul resto della costruzione, in quanto gli impianti rappresentano delle vie preferenziali per il passaggio del rumore. Ascensori, UTA e impianti con motori in genere devono essere realizzati su massetti galleggianti desolidarizzati. A livello progettuale le modalità di intervento per ridurre il rumore prodotto dagli impianti sono essenzialmente le seguenti:

  • controllo dei rumori aerei mediante l’utilizzo di tubazioni massive e rinforzate (senza gomiti a 90°);
  • rivestimento delle tubazioni con materiali pesanti;
  • uso di cavedi impiantistici insonorizzati;
  • controllo delle vibrazioni meccaniche mediante la desolidarizzazione nei punti di contatto e di aggancio delle tubazioni alle murature con appositi collari acustici;
  • uso di apparecchi e cassette di scarico acusticamente certificati;
  • desolidarizzazione degli apparecchi delle murature.

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Sviluppi normativi in materia di isolamento acustico

Leggi comunitarie 2008 e 2009

Queste due leggi comunitarie hanno apportato importanti modifiche alla legislazione nazionale sull’acustica e in particolare al D.P.C.M. 5/12/97 sospendendone gli effetti nei rapporti tra privati e creando i presupposti per riscrivere la legislazione nazionale di acustica edilizia.
Ad oggi in tal senso non è stato emanato nessun nuovo documento legislativo pertanto il D.P.C.M. 5/12/97 è attualmente in vigore e gli edifici di nuova realizzazione devono essere costruiti rispettando i limiti in esso definiti.

Norme tecniche

Sono state invece emanate due nuove norme tecniche:

  • UNI 11367: 2010 - “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera”
  • UNI 11444 : 2012 “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Linee guida per la selezione delle unità immobiliari in edifici con caratteristiche non seriali”, che è una integrazione alle informazioni riportate nella norma UNI 11367. In particolare la norma UNI 11367, determina i criteri di classificazione acustica di una unità immobiliare sulla base dei risultati di misure fonometriche in opera eseguite sull’edificio. Secondo tale norma tecnica, ogni singola unità immobiliare è caratterizzata da più classi acustiche, una per ogni tipologia di rumore considerato.

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