Le Norme Tecniche 2018 e la Circolare esplicativa: cosa viene richiesto per i Pavimenti Industriali

Roberto Baldo - Ingegnere, Direttore CERTI.S 22/11/2018 3081

Pavimenti Industriali: importanti novità dal punto di vista normativo

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I pavimenti industriali stanno subendo importanti novità dal punto di vista normativo. Anche se non è dei giorni scorsi la pubblicazione della norma che li regolamenta, va precisato che l’attenzione del legislatore per questa tipologia di manufatto è stata molto limitata per un lungo periodo, tanto che per decenni il più importante parametro con cui era valutato un fornitore piuttosto che un altro era solamente il prezzo, cioè gli euro a metroquadro di superficie.

Nel giugno 2016 il Consiglio Nazionale delle Ricerche pubblica le ‘Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Pavimentazioni di Calcestruzzo’, con il codice CNR-DT 211/2014. Queste istruzioni vengono a colmare un profondo vuoto normativo, e compiono una trattazione completa di questo tipo di opera, esaminandone i principali aspetti che vanno dalla progettazione fino alla esecuzione e il controllo finale dell'opera, senza trascurare gli aspetti legati alla manutenzione.

Istruzioni CNR-DT 211/2014, quali responsabilità per le figure che intervengono nelle fasi di realizzazione dei pavimenti industriali

Particolare attenzione è posta alle responsabilità delle varie figure che intervengono nelle fasi che portano alla realizzazione delle pavimentazioni industriali. Le istruzioni definiscono le responsabilità del Progettista, del Direttore dei Lavori, del Produttore del calcestruzzo, dell’Impresa Appaltatrice ed introducono la figura del Certificatore.

In questo modo è più facile definire i compiti di ognuno, perché sono stabilite regole che possono evitare, o almeno ridurre, i possibili contenziosi. Pur non essendo esplicitato nel documento, le Istruzioni CNR mettono in evidenza le responsabilità dell’impresa nei casi in cui, ad esempio, si aggiudica piccoli lavori ed il Committente è restio a riconoscere i costi del progettista.

Visto in estrema sintesi il contenuto tecnico delle Istruzioni CNR, è importante analizzarne la valenza giuridica, ovvero se rappresentano un pio consiglio o piuttosto un documento cogente, ovvero a che livello si pone della gerarchia normativa.

CNR-DT 211/2014, le Istruzioni quale livello hanno nella gerarchia normativa?

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La gerarchia della Normativa Italiana vede al primo posto la nostra Costituzione, seguita, nel primo livello, da leggi, Decreti del Presidente della Repubblica, Decreti Legislativi e Decreti Legge. Il secondo livello spetta a Decreti ministeriali, Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e Delibere dei Comitati Interministeriali. Al terzo livello delle troviamo Circolari, Interpretazioni e Ordinanze.

Diversamente, le norme rappresentano un documento che indica "come fare bene le cose". Il sito dell’UNI, www.uni.com, riporta che ‘non è obbligatorio conformarsi ad una norma’, fino a quando non sia inserita in documento di più elevato livello, quale una legge o un Decreto.

Le norme descrivono lo stato dell'arte e pertanto il loro rispetto garantisce da parte del costruttore di avere operato con la diligenza richiesta nella esecuzione dei lavori. Qualora insorga un contenzioso relativo a difetti presenti in un manufatto, la norma può diventare un elemento tecnico di giudizio per dimostrare la corretta esecuzione dei lavori, ed un riferimento per l’attribuzione delle responsabilità.

L'aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni, il Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018, non fa riferimento espressamente alle pavimentazioni industriali, ma introduce elementi che ne influenzano le prestazioni.

>>> QUI l'approfondimento di INGENIO sulle Norme Tecniche e la Circolare

Nel capitolo 2, tra i principi fondamentali, sono stati introdotti quello relativo alla durabilità e quello della sicurezza in caso di incendio, due elementi che sono stati oggetto di scarsa attenzione nella realizzazione delle pavimentazioni industriali e che ora diventano qualificanti.

Il capitolo 4, costruzioni in calcestruzzo, introduce una importante semplificazione relativa all’utilizzo dei calcestruzzi fibrorinforzati (FRC), che trovano una frequente applicazione nelle pavimentazioni industriali. Con la versione 2018 delle Norme Tecniche per le Costruzioni decade la necessità, nell’utilizzo di calcestruzzi fibrorinforzati per la realizzazione di elementi strutturali od opere, di richiedere l’apposita autorizzazione preventiva del Servizio Tecnico Centrale.

Circolare esplicativa Norme Tecniche Costruzioni 2018, citate per la prima volta le pavimentazioni industriali in calcestruzzo

La proposta della Circolare esplicativa alle nuove Norme Tecniche trova un importante elemento di novità nel capitolo 4.
Viene infatti inserito uno specifico riferimento alle pavimentazioni in calcestruzzo, che recita:

"Per quanto riguarda le pavimentazioni in calcestruzzo, può farsi utile riferimento alle CNR-DT 211/2014 ‘Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle pavimentazioni di calcestruzzo’.

Le Istruzioni del CNR-DT 211/2014 vengono pertanto ad assumere una diversa rilevanza, perché sono citate all’interno di un documento legislativo, elevandone il livello gerarchico.

>>> QUI è possibile scaricare le Istruzioni CNR-DT 211/2014

Le pavimentazioni industriali in calcestruzzo diventano strutture?

Le istruzioni CNR riportano nella loro premessa che dal punto di vista strutturale, le pavimentazioni sono piastre su appoggio continuo cedevole. E’ pertanto determinante stabilire se vadano o meno considerate strutturali, perché questo ha influenza sia sulla progettazione che sull’iter amministrativo dei lavori.

A questo proposito, qualora la pavimentazione abbia una specifica funzione strutturale, autonoma oppure in combinazione con altri elementi e sia almeno debolmente armata, questa dovrà essere eseguita secondo il progetto di un professionista abilitato, depositato presso gli Organi di Controllo, e un Direttore Lavori abilitato dovrà sovrintendere i lavori di esecuzione.

Viceversa, qualora la pavimentazione costituisca semplicemente un elemento di finitura, non si rende necessario alcun deposito, salvo in caso di zona sismica. Questa distinzione è stata oggetto di un parere richiesto da CONPAVIPER al Genio Civile della Regione Toscana, che espone, in maniera più dettagliata, quanto riportato.

>>> CLICCA QUI per leggere il parere richiesto da CONPAVIPER al Genio Civile della Regione Toscana

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Se questo approfondimento chiarisce eventuali dubbi relativi agli adempimenti per la realizzazione delle pavimentazioni in calcestruzzo, l’orientamento della Magistratura che si evince dalle più recenti sentenze sembra essere molto più stringente. Questo è accaduto, ad esempio, nel caso della sentenza n.39335/2018 del 31 agosto della Corte di Cassazione Penale, che per gli interventi edilizi in zona sismica, allarga al massimo i confini dell'obbligo di comunicazione previsto dal DPR 380/2001. Il contesto è diverso, ma l’orientamento significativo della ricerca di un maggiore rigore. [>>> QUI la sentenza n.39335/2018]

In ultimo, la distinzione tra funzione strutturale o elemento di finitura e il diverso comportamento al fuoco implicano anche differenze nell’applicazione del Decreto Legislativo 106/2017, relativo alla marcatura CE dei prodotti da costruzione.
Ai sensi dell’art. 20, infatti, il Direttore dei Lavori, il Direttore dell’Esecuzione o il Collaudatore che, nell’ambito delle specifiche competenze, utilizzi prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio non marcati CE è punito con l’arresto sino a sei mesi e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.

>>> Guarda la video intervista a Roberto Baldo, realizzata in occasione del #gic2018
        NTC 2018 e pavimentazioni: nuove responsabilità per progettisti e imprese


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