Tipologie e classificazione dei Massetti

ENTE NAZIONALE CONPAVIPER 04/12/2018 2504

Il contributo che segue è un estratto del CODICE DI BUONA PRATICA per i MASSETTI di SUPPORTO per INTERNI ed ESTERNI - Rev. 03/2017 redatto dall’ENTE NAZIONALE CONPAVIPER - Associazione Italiana Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui. www.conpaviper.org


Definizione di massetto

Massetto di Supporto: Strato/i, non strutturale/i di materiale per massetto posato/i in cantiere,direttamente sul relativo sottofondo e ad esso/i aderente/i o non aderente/i, oppure posato/i su uno strato intermedio o su uno strato isolante al fine di raggiungere uno o più degli obiettivi sotto specificati:

  • ottenere un livello determinato;
  • ripartire il carico degli elementi sovrastanti;
  • ricevere la pavimentazione finale.

Schemi, Tipi e Classi dei Massetti

I massetti di supporto si distinguono in base a molti parametri in funzione dei materiali e delle modalità di confezionamento, del tipo di destinazione d’uso e della pavimentazione che dovrà supportare e del ruolo funzionale all’interno del pacchetto di strati che si interpongono tra il solaio e lo strato di finitura.

Classificazione in base alla posizione

  •  Massetti interni
  •  Massetti esterni

Tipologia costruttiva

  • massetti non aderenti (desolidarizzati o flottanti)
  • massetti galleggianti
  • massetti con riscaldamento/raffrescamento
  • massetti aderenti

Classificazione per finitura superficiale

  • piastrellatura ceramica
  • parquet e pavimentazioni in legno
  • rivestimenti resinosi
  • rivestimenti resilienti e laminati
  • rivestimenti lapidei

Tipologia di legante

  • a base di solfato di calcio (anidrite) (CA)
  • a base di cemento (CT)

Classificazione per consistenza

  • massetto semi-umido
  • massetto fluido
  • massetto autolivellante

Tipologia di confezionamento

  • massetti tradizionali
  • massetti preconfezionati
  • massetti premiscelati
  • massetti predosati

Classificazione in base alla posizione

È molto importante chiarire la posizione dei massetti di supporto, ovvero se si tratta di massetti che dovranno operare in ambiente interno chiuso o all’esterno.

I massetti generalmente sono realizzati per operare in un ambiente chiuso. In questi casi, è importante chiarire se le fasi di realizzazione e maturazione avverranno in un ambiente chiuso, in grado di proteggere l’opera da agenti atmosferici quali acqua, vento, sole …
Le applicazioni esterne generalmente consistono in terrazzi e balconi, marciapiedi, piazzali.

Per le applicazioni esterne (terrazze sopra vani abitati) occorre tenere in considerazione le norme vigenti in materia di coperture piane riguardanti la corretta stratigrafia per la posa del massetto supporto del rivestimento (strati drenanti, filtranti e di protezione).

Classificazione in base alla tipologia costruttiva

Massetti non aderenti (desolidarizzati o flottanti)

I massetti non aderenti sono realizzati interponendo tra il massetto stesso e il supporto, uno strato separatore orizzontale non comprimibile e collocando lungo il perimetro delle pareti e intorno alle strutture in elevazione uno strato di materiale comprimibile.

Tale modalità di realizzazione deve consentire di svincolare la pavimentazione dalle deformazioni della struttura portante, quali per esempio assestamenti, contrazioni per ritiro igrometrico, dilatazioni termiche, cedimenti sotto carico.

Lo strato separatore, se specificatamente richiesto, dovrà creare una barriera al vapore efficace e durevole che impedisce la risalita di umidità dal sottofondo.

Lo spessore minimo nominale del massetto desolidarizzato varia in funzione della destinazione d’uso della pavimentazione, del tipo del sottofondo, del tipo dello strato separatore e della tipologia del massetto e del rivestimento previsto.

Questo tipo di massetto, soprattutto quando realizzato in bassi spessori, è normalmente più soggetto a fenomeni d’imbarcamento. Al fine di evitare e/o ridurre il verificarsi di questo tipo di problematiche è quindi importante rispettare gli spessori minimi previsti (vedi 6.3 CODICE BUONA PRATICA linkato a fine articolo) e realizzare il massetto mediante l'impiego di prodotti a basso ritiro, con prestazioni meccaniche adeguate (vedi 6.6 CODICE BUONA PRATICA) e/o mediante soluzioni realizzate con appositi sistemi che inducono il massetto ad un micro-frazionamento controllato tale da non danneggiare il rivestimento previsto.

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Fig. 1 - Massetto desolidarizzato

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Fig. 2 – Massetto desolidarizzato con strato leggero di riempimento

Massetti galleggianti

I massetti galleggianti sono particolari massetti non aderenti (desolidarizzati) posati su uno strato d’isolamento termico e/o acustico che può essere interposto tra questi e uno strato di compensazione e/o alleggerimento (sottofondo) e completamente separati da altri elementi dell’edificio quali pareti e strutture in elevazione. In questo caso lo spessore del massetto deve essere dimensionato in relazione alle caratteristiche di comprimibilità degli strati sottostanti e può essere prevista un’armatura per favorire la distribuzione dei carichi ed evitare fenomeni di punzonamento.

Lo strato separatore dovrà creare, se specificatamente richiesto in base al tipo di rivestimento, una barriera efficace e durevole che impedisca la risalita di umidità dal sottofondo.

Lo spessore minimo del massetto galleggiante e le dimensioni dell’armatura variano in funzione della destinazione d’uso della pavimentazione, al tipo del sottofondo, e della tipologia del massetto e del rivestimento (vedi 6.3 CODICE BUONA PRATICA)

Questo tipo di massetto, soprattutto quando realizzato in bassi spessori, è normalmente più soggetto a fenomeni d’imbarcamento. Al fine di evitare e/o ridurre il verificarsi di questo tipo di problematiche è quindi importante rispettare gli spessori minimi previsti (vedi 6.3 CODICE BUON PRATICA) e realizzare il massetto mediante l'impiego di prodotti a basso ritiro, con prestazioni meccaniche adeguate (vedi 6.6 CODICE BUON PRATICA) ) e/o mediante soluzioni realizzate con appositi sistemi che inducono il massetto ad un micro-frazionamento controllato tale da non danneggiare il rivestimento previsto.

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Fig. 3 - Massetto galleggiante

Massetti aderenti

Si tratta di massetti che aderiscono direttamente al sottofondo inteso come supporto portante che può essere costituito da un solaio o da una fondazione.
L'aderenza può essere:

  • da contatto: quando si sfrutta solo il principio dell'attrito;
  • meccanica: mediante ancoraggio di un'armatura con chiodi o tasselli inseriti e aderenti nel supporto in modo da ancorare meccanicamente il massetto;
  • chimica: ottenuta attraverso l'impiego di appositi promotori di adesione (es. resine, boiacche di cemento, leganti modificati con dispersioni o emulsioni da utilizzare fresco su fresco).

Qualora fosse necessario realizzare massetti di limitato spessore è essenziale prevedere un promotore di adesione.
I massetti aderenti possono essere impiegati purché il sottofondo sia maturo e coeso.

Nota: Nel caso siano previsti pavimenti sensibili all’umidità, per favorire l’aderenza, non deve essere utilizzata la boiacca a base d’acqua e oltre al fatto che debba essere stagionato e coeso si devono verificare le seguenti condizioni:

  • assenza di umidità di risalita dagli strati sottostanti e/o dal terrapieno;
  • assenza di materiali igroscopici in corrispondenza del sottofondo.

Questi massetti possono essere realizzati esclusivamente su supporti meccanicamente resistenti e con umidità residua minore di quella richiesta in base alla tipologia di pavimentazione applicata (6.2 CODICE BUON PRATICA).
Per quanto riguarda il trattamento di incollaggio per massetti in aderenza vedi paragrafo 9.3.1. CODICE BUON PRATICA

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Fig. 4 - Massetto aderente

Massetti speciali a basso spessore

Si tratta di massetti speciali studiati per rispondere a prestazioni particolari con spessori molto limitati.
Verranno trattati in prossime revisioni del codice.

Massetti per sistemi di riscaldamento/raffrescamento

I massetti per sistemi di riscaldamento/raffrescamento sono assimilabili a massetti galleggianti che generalmente poggiano sull’isolante termico di fissaggio degli elementi riscaldanti/raffrescanti, i quali vengono incorporati nello spessore.
Lo strato separatore dovrà essere posto sotto lo strato d’isolamento termico e deve essere sempre previsto, se non diversamente specificato da parte del fabbricante dell’isolante stesso.
Per impedire efficacemente la risalita di umidità dagli strati inferiori, deve essere interposta una barriera al vapore.

Lo spessore minimo del massetto sopra gli elementi riscaldanti/raffrescanti dell’impianto deve essere maggiore di 30 mm, in conformità a quanto indicato nella norma UNI 1264-4. Nel caso di sollecitazioni da carichi pesanti, lo spessore minimo deve essere adeguatamente aumentato in relazione ai carichi previsti e al tipo di massetto. Alcuni sistemi consentono spessori più bassi secondo le raccomandazioni del produttore.

A maturazione* avvenuta deve essere effettuato un ciclo di pre-accensione progressiva dell’impianto in modalità riscaldamento, per verificare la funzionalità dell’impianto oltre che rendere il massetto stabile.

Per i sistemi riscaldati ad acqua e galleggianti (sistema idronico) rientranti nell’ambito della UNI EN1264 il ciclo di pre-accensione va eseguito nel rispetto della norma UNI EN 1264-4. Negli altri casi si fa riferimento alle istruzioni del Fornitore del sistema radiante e/o del massetto.

In generale è buona pratica:

  • Prevedere l’effettuazione della pre-accensione dopo 21 giorni per i massetti cementizi e dopo 7 giorni per i massetti a base si solfato di calcio.
  • Il ciclo dovrebbe iniziare con una temperatura compresa tra i 20 e 25°C, da mantenere per almeno3 giorni. Successivamente la temperatura andrebbe aumentata alla temperatura massima di progetto per almeno 4 giorni.
  • Il massetto, sottoposto a questo ciclo, subisce uno shock termico che, potrebbe provocare la comparsa di fessurazioni che devono essere valutate (vedi 6.1).

Il processo di avviamento del riscaldamento deve essere documentato.

Nota: Nel caso di massetti cementizi semi-umidi, generalmente è opportuno l’impiego di un additivo idoneo avente la funzione di aumentare il grado di compattazione, riducendo l'acqua d'impasto e di conseguenza di migliorare le caratteristiche meccaniche e di conduttività termica. Qualora si utilizzino prodotti premiscelati o preconfezionati per sistemi di riscaldamento/raffrescamento, è opportuno attenersi alle indicazioni presenti nella scheda tecnica.

Nota1: Devono essere utilizzati solo prodotti e additivi specificatamente indicati per massetti.

*Nei massetti cementizi la stagionatura protetta in condizioni normali di temperatura e umidità, dura in genere 4 giorni, per quelli di solfati di calcio circa 48 ore.
In questo periodo è necessario proteggere il massetto da eccessiva ventilazione. E' regola di buona pratica chiudere eventuali aperture, dovute alla mancanza d'infissi su porte o finestre, con opportuni teli oppure, se richiesto, può essere usato un telo impermeabile, che deve essere tenuto a stretto contatto con la superficie, o ancora, prevedere l'utilizzo di prodotti antievaporanti, soprattutto per massetti per esterni.
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Fig. 5 - Massetto radiante

Classificazione in base alla tipologia di rivestimento

Il Progettista deve individuare il tipo di rivestimento al fine di definire le prestazioni e le prescrizioni relative ai massetti di supporto da porre in opera. Nel caso il tipo di rivestimento dovesse variare in corso d’opera si dovrà verificare l’idoneità del massetto progettato.
Per la maggior parte dei rivestimenti esistono normative o linee guida in cui sono indicate le proprietà, le caratteristiche prestazionali e geometriche, nonché le informazioni per la posa e la manutenzione riguardanti lo strato di supporto, ovvero del massetto.

Si riportano di seguito le norme di riferimento di ciascun rivestimento.

  • Linee Guida CONPAVIPER per la prescrizione, posa, controlli, verifica finale e manutenzione dei rivestimenti resinosi
  • UNI 11493 Piastrellature ceramiche a pavimento e parete – Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione.
  • UNI 11371 Massetti per parquet e pavimentazioni in legno – Proprietà e caratteristiche prestazionali.
  • UNI 11515-1 Rivestimenti resilienti e laminati per pavimentazioni – Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione.
  • UNI 11322 Rivestimenti lapidei. Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione

Si riportano in Allegato B in sintesi le raccomandazioni principali che riguardano il massetto di supporto, in funzione dello strato di finitura.

Classificazione in base alla tipologia di legante

Leganti a base di cemento
I leganti a base cementizia sono leganti idraulici (cioè che induriscono indifferentemente nell'aria e nell'acqua) in cui è predominante la presenza di comuni cementi Portland i cui prodotti di reazione principali sono costituiti da silicati e alluminati idrati di calcio.

Leganti a base di solfato di calcio
Con il termine "anidrite" vengono identificati leganti aerei (cioè che induriscono solamente in presenza di aria) costituiti prevalentemente da polveri finissime di solfato di calcio anidro. A contatto con l'acqua si ottiene, come prodotto di reazione, solfato di calcio bi-idrato, ovvero gesso .

Classificazione per consistenza

Massetto semi-umido (detto anche terra umida)
Consiste in una miscela di componenti con basso contenuto di acqua e legante con lavorabilità molto bassa. La consistenza semi umida è molto simile a quella di una terra umida. Non ci sono sistemi di misurazione in cantiere che consentono di rilevarla con precisione, nonostante sia di fondamentale importanza in quanto influenza la facilità di compattazione e quindi le prestazioni meccaniche del massetto. In questi casi l'esperienza del posatore e la corretta progettazione della miscela consentono di ottimizzare questo parametro.

Massetto fluido
Si tratta di un massetto con uno spandimento – misurato con il cono di Hagemann – compreso tra 15 e 22cm.
La consistenza fluida richiede necessariamente l’intervento manuale del posatore per lo spandimento e la compattazione del massetto.

Massetto autolivellante
Sono malte molto fluide la cui lavorabilità è tale da consentire lo spianamento con limitato o assenza di intervento manuale. Tale lavorabilità è misurabile tramite lo spandimento alla tavola a scosse (cono di hagermann di cui alla norma UNI EN 1015-3. Si tratta di un massetto con uno spandimento – misurato con il cono di Hagemann – con uno spandimento di circa 22 cm . Sono malte che hanno una elevata viscosità ed una finezza spinta dei componenti per impedire al massetto autolivellante di segregare.

Livelline
Il mercato delle costruzioni identifica con il nome “livellina” un particolare prodotto autolivellante ad elevatissima fluidità e con particolari prestazioni meccaniche generalmente utilizzato a basso spessore e in aderenza per il ripristino di sottofondi e massetti o per particolari applicazioni come i massetti radianti a basso spessore.

Classificazione in base alla tipologia di confezionamento

Massetto “tradizionale”
È un massetto i cui componenti, selezionati e controllati, sono dosati e miscelati in cantiere con processo non automatizzato. Il personale che si occupa della preparazione e della posa del massetto deve essere di comprovata e specifica esperienza.
Le caratteristiche prestazionali devono soddisfare quanto previsto dalla norma UNI EN 13813, utilizzando procedure ed attrezzature specifiche per i massetti.

Ha generalmente la consistenza del massetto semi-umido ed è ottenuto impastando sabbia, acqua, leganti ed additivi di vario tipo.
Nota: il confezionamento dei massetti tradizionali – pur impiegando apparecchiature spesso a disposizione di qualsiasi impresa – è opportuno che sia realizzato da addetti di imprese specializzate.

Massetto preconfezionato
Si tratta di un massetto i cui componenti, selezionati e controllati come qualità, sono dosati e miscelati in cantiere con idonee attrezzature ed è prodotto secondo un processo automatizzato, predefinito, controllato e ripetibile. La classificazione prestazionale indicata dal fabbricante deve rispettare quanto previsto nella norma UNI EN 13813.

Il personale che si occupa della preparazione e della posa del massetto deve essere di comprovata e specifica esperienza.
Nota: un processo automatizzato, predefinito, controllato e ripetibile è tipico di un processo industrializzato che adotta un adeguato FPC. Le prestazioni del materiale sono riportate sulla scheda tecnica del fabbricante e sulla Dichiarazione di Prestazione.

Massetto premiscelato
Massetto confezionato con materiale anidro premiscelato confezionato in sacchi o sfuso conforme alla norma UNI EN 13813 a cui viene aggiunta solo acqua ed è impastato secondo quanto indicato dalfabbricante. Le prestazioni del materiale sono riportate sulla scheda tecnica e sulla Dichiarazione di Prestazione.
Il personale che si occupa della preparazione e della posa del massetto deve essere di comprovata e specifica esperienza.

Massetto predosato
Massetto premiscelato i cui componenti sono forniti in confezioni separate e devono essere miscelati secondo le indicazioni del fabbricante.
Il personale che si occupa della preparazione e della posa del massetto deve essere di comprovata e specifica esperienza.

Courtesy ENTE NAZIONALE CONPAVIPER

>>>  Il documento completo è consultabile online sul sito www.conpaviper.org a questo LINK


Chi è Conpaviper?
CONPAVIPER
è l’Associazione Italiana di Categoria delle Imprese di Pavimentazioni Continue e rappresenta le aziende che operano nell'ambito dei settori delle pavimentazioni industriali, dei rivestimenti resinosi e dei massetti di supporto.
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