Quale impatto hanno le misure di incentivazione sulla riqualificazione dell’esistente?

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Il dossier della camera dei deputati 

Il documento1, redatto in collaborazione con il CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia), ha lo scopo di fornire una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per gli interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Il disegno di legge di bilancio 2019 prevede la proroga delle detrazioni relative agli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione e sistemazione del verde.

Secondo il CRESME, dal 1998 al 2018, gli incentivi per recupero e riqualificazione energetica hanno riguardato 17.8 milioni di interventi, mobilitando investimenti pari a 292.7 miliardi di euro. Solo per il 2017 si parla di 28106 milioni di euro veicolati dagli incentivi e le previsioni per il 2018 indicano un aumento di tale cifra.

Considerando tutti gli attori che prendono parte al sistema delle agevolazioni fiscali, ovvero Stato, imprese e investitori, nel periodo compreso tra il 1998 e il 2007 si registra un saldo positivo pari a 23.5 miliardi di euro. 

Evoluzione normativa delle agevolazioni fiscali

Recupero del patrimonio edilizio

Si parla per la prima volta di detrazione fiscale per il recupero del patrimonio edilizio nella legge 449 del 27 dicembre 1997 che prevedeva una detrazione sulle spese sostenuto a partire dal 1998 prima del 41% e successivamente del 36%.

Il D.L. n.83 del 2011 stabilisce la misura della detrazione IRPEF al 36% per le spese di recupero edilizio su una spesa massima di 48mila euro. Un aggiornamento del 2012 prevede poi un aumento al 50% della quota detraibile, con un limite di spesa massimo che passa da 48000 a 96000 euro.

Nel 2013 vengono inoltre introdotte una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e una detrazione del 65% per interventi antisismici.

Dal 2014 al 2018 la percentuale di detrazione per la ristrutturazione edilizia rimane al 50% con un limite di spesa di 96000 euro, queste cifre risultano prorogate anche dal disegno di legge di bilancio 2019 fino al 31 dicembre 2019 limitatamente agli interventi di ristrutturazione previsti dall’articolo 16-bis, comma 1, del TUIR, ovvero:

-        manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

-        ricostruzione/ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;

-        realizzazione di autorimesse/posti auto di pertinenza;

-        eliminazione delle barriere architettoniche;

-        prevenzione di atti illeciti da parte di terzi;

-        cablatura e contenimento dell’inquinamento acustico;

-        opere per il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili;

-        adozione di misure antisismiche;

-        bonifica dell’amianto e opere volte ad evitare infortuni domestici.

Per quanto riguarda gli interventi per l’adozione di misure antisismiche la legge di bilancio 2017, oltre a prorogare la detrazione del 50% al 31 dicembre 2021, ha introdotto importanti novità:

-        ripartizione della detrazione in cinque quote annuali di pari importo;

-        applicazione anche a edifici situati in zona sismica 3;

-        in caso di riduzione di rischio sismico che provochi un passaggio di classe di rischio la percentuale di detrazione raggiunge il 70%, se poi l’intervento provoca un passaggio di due classi la detrazione è del 80%;

-        in caso di interventi antisismici sulle parti comuni degli edifici condominiale le percentuali di detrazione salgono a 75% e 85% rispettivamente per la diminuzione di una o due classi di rischio sismico. 

Riqualificazione energetica 

L’agevolazione per gli interventi di riqualificazione energetica consiste nelle detrazioni sull’IRPEF o sull’IRES in percentuali diverse in base al tipo di intervento effettuato.

L’agevolazione è stata prevista nella legge finanziaria del 2007. Inizialmente la percentuale di detrazione era pari al 55% della spesa sostenuta, questa cifra è stata poi aumentata al 65% dal D.L. n.63 del 2013, che prevede anche un controllo dell’ENEA sul risparmio energetico conseguito.

La legge di stabilità del 2015 ha introdotto due nuove tipologie di intervento incentivabile:

-        acquisto e posa in opera di schermature solari;
-        acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale alimentati a biomassa.

Nel 2016, inoltre, è stato introdotto tra le spese agevolabili l’acquisto e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di climatizzazione invernale e estiva e di produzione di ACS dotati di specifiche caratteristiche, in modo da garantire il funzionamento efficiente degli impianti stessi.

Il disegno di legge 2019, infine, prevede la proroga a tutto il 2019 della detrazione del 65% e del 50% già previste dalla legge di bilancio 2018.  

L’impatto degli incentivi fiscali in termini di investimenti 

Nel 2017 il 74% della produzione del mercato delle costruzioni italiano è rappresentato da interventi di manutenzione del patrimonio esistente. Questo fenomeno è dovuto all’età dei materiali e dei sistemi che con il tempo necessitano di intervento e al bisogno di mantenere standard funzionali e garantire il rispetto delle norme vigenti. Sicuramente però una spinta importante verso la crescita di questo tipo di investimenti è data dagli incentivi fiscali. L’aumento degli interventi volti a rinnovare il patrimonio edilizio esistente coinvolge anche la riqualificazione energetica. In particolare, dal 2007 al 2017 si registrano 3.7 milioni di richieste di detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici.

Il CRESME stima per il 2018 un’attivazione di quasi 28.6 miliardi di euro di investimenti grazie agli incentivi fiscali. Dal 1998 ad oggi l’incidenza degli investimenti incentivati sul totale degli investimenti in ambito residenziale passa dal 13% al 55.7%.

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Note

1 – Camera dei deputati, XVIII LEGISLATURA – Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione


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