Diagnosi energetica nei processi: in arrivo una linea guida

LINEE GUIDA… IN PROGRESS

Il documento in fase di elaborazione ha l’obiettivo di semplificare l’applicazione della EN 16247 parti 1 e 3 sulla diagnosi energetica nei processi.

La diagnosi considera tutti i vettori energetici impiegati nei processi in analisi, comprese le fonti rinnovabili e il consumo di acqua ad uso energetico.

Diagramma di flusso della diagnosi energetica nei processi da UNI CEI EN 16247-3

Figura 1 – Diagramma di flusso della diagnosi energetica nei processi da UNI CEI EN 16247-3

Le diverse fasi del processo di diagnosi

Come riportato in Figura 1 il processo di diagnosi è suddiviso in diverse fasi:

  • Contatto preliminare: normalmente avviene prima dell’assegnazione della commessa con lo scopo di condividere le specifiche che saranno presenti nella richiesta d’offerta. In questa fase è necessario che il committente fornisca le specifiche di fornitura della diagnosi, in particolare devono essere chiari gli obiettivi, il periodo di riferimento, i confini della diagnosi, i criteri di valutazione, il livello di dettaglio richiesto, le tempistiche e la lingua di redazione del documento.
  • Incontro di avvio: in seguito all’assegnazione dell’incarico devono essere definiti i ruoli dei principali attori (REDE, risorse umane), le risorse strumentali, le attività da svolgere, ecc. In questa fase è necessario individuare gli EnPI (Energy Performance Index) di dettaglio che dovranno essere calcolati.
  • Raccolta dati: come minimo è necessario reperire i dati di consumo energetico del sito tramite bollette energetiche, i profili di consumi dei vettori energetici, le informazioni relative alla raccolta dati e ai sistemi di misura e monitoraggio utilizzati e la descrizione delle attività principali.
  • Fattori di aggiustamento: utilizzati al fine di consentire il confronto normalizzato dei consumi (UNI ISO 50006, UNI ISO 50015)
  • Analisi dati: raccolta delle informazioni riguardanti gli usi dei singoli vettori energetici e correlazioni con i fattori di aggiustamento. In questa fase vengono costruiti i diversi indicatori di prestazione energetica.
  • EnPIef: indicatore effettivo di prestazione energetica calcolato coerentemente con quanto stabilito dall’incontro di avvio.
  • Sviluppo del bilancio energetico: si basa sulla creazione di un modello energetico (ME) utilizzato per stimare i consumi. La modellazione si basa sui dati dell’inventario energetico (IE), la cui costruzione ha lo scopo di definire l’elenco di utenze significative per ciascun vettore energetico. Per ogni utenza presente nell’IE è necessario definire i parametri di funzionamento, eventualmente supportati da misurazioni in campo. 
  • Confronto tra indici operativo ed effettivo per la validazione del modello: tale confronto ha il fine di validare il ME tramite il confronto con misure dirette. Il modello viene considerato valido se è minima la differenza tra i consumi reali e quelli modellizzati. Ottenuta la convergenza su base annuale è possibile approfondire la verifica su base mensile, settimanale o oraria in base ai dati a disposizione e al livello di precisione accordato.
  • Indice di prestazione obiettivo o indice di riferimento della prestazione energetica: può essere la combinazione di uno o più indicatori specifici relativi ad usi significativi dell’energia e suddivisi per aree funzionali caratteristiche.
  • Confronto tra EnPIOb e EnPIOp: la diagnosi può considerarsi conclusa quando i valori di tutti gli indicatori sono tra loro comparabili, in questo caso infatti il sistema energetico ha caratteristiche prestazionali congruenti con l’indicatore obiettivo.
  • Individuazione delle opportunità di miglioramento: qualora gli indicatori non siano comparabili si individuano delle opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica che possano portare al raggiungimento dello scopo. L’analisi tecnica di tali alternative deve garantire al committente la possibilità di valutare la soluzione più adatta e la priorità di attuazione dei diversi interventi.
  • Analisi costi/benefici: tale analisi deve fornire al committente informazioni utili alla scelta delle priorità di intervento anche sulla base della vita tecnica. Le eventuali forme di incentivazione non devono essere incluse nell’analisi economica, queste devono invece essere esplicitate e quantificate separatamente. Può infine essere utile fornire una classificazione degli interventi basata sull’analisi costi/benefici effettuata.
  • Definizione delle priorità di intervento: la valutazione viene effettuata sulla base dei benefici energetici ed economici ottenibili attraverso gli interventi. Qualora fossero presenti altre tipologie di benefici queste dovranno essere esplicitate per ogni intervento.
  • Rapporto di diagnosi.
  • Incontro finale: utile alla presentazione del rapporto di diagnosi al committente in modo da agevolarne il processo decisionale. Con questo incontro il processo di diagnosi si considera formalmente chiuso tramite la sottoscrizione del verbale di chiusura per approvazione, è comunque possibile estendere o ampliare l’indagine attraverso un’ulteriore diagnosi. 

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