Servizi di ingegneria ed architettura: la flat tax crea una distorsione della concorrenza ?

Professionista in regime ordinario e professionista in regime forfettario: concorrenza sleale per questioni fiscali? 

studio professionale e flax taxIl nuovo regime tributario entrato in vigore nel 2019, comunemente denominato “flat tax”, prevede disposizioni di fatturazione che comportano distorsioni della concorrenza nel settore dei servizi di ingegneria ed architettura.

Infatti i titolari di partita Iva individuale che non hanno partecipazione in società o studi associati e che nell’anno 2018 hanno avuto ricavi inferiori ai 65.000 euro, possono ora emettere fatture in esenzione Iva. Dal prossimo anno l’esenzione verrà estesa anche alle partite Iva che nel 2019 avranno un fatturato tra i 65 e 100 mila euro.

Il meccanismo comporta una distorsione del mercato nei confronti dei committenti quali gli enti pubblici ed i privati, per i quali l’Iva rappresenta un costo, ossia non è deducibile.

Un esempio per capire il perchè

Si riporta un semplice esempio. 

Per una prestazione professionale di 1.000,00 euro da parte di un ingegnere che ricade nel nuovo regime forfettario, il costo a carico del cliente è di 1.042,00 euro (1.000,00 € + 4% Inarcassa 40,00 € + marca da bollo 2,00 €). Per la stessa prestazione un ingegnere in regime ordinario deve emettere una fattura di 1.268,80 euro, con una maggiorazione di 226,80 euro, pari al 21,8%.

Non è difficile ipotizzare che a breve i clienti pubblici negli affidamenti diretti e nelle gare ad invito verificheranno preliminarmente il regime contributivo del professionista, escludendo coloro che sono in regime ordinario oppure richiedendo uno sconto maggiore per allineare le offerte con quelle dei professionisti in regime forfettario. Analogamente si comporteranno i clienti privati, preferendo per ovvi motivi i professionisti più economici al lordo degli oneri fiscali.

La flat tax crea una distorsione della concorrenza ?

Risulta evidente che il nuovo regime fiscale, prevedendo un’esenzione Iva solo per alcuni soggetti, ha creato un meccanismo di concorrenza sleale, non determinata da virtuose competizioni di mercato ma solo da effetti fiscali. 

Un ulteriore effetto negativo consiste nel fatto che il nuovo sistema, prevedendo per le spese un abbattimento percentuale predeterminato dei ricavi, penalizza gli studi con incidenza dei costi più alta.

Il professionista può essere pertanto indotto al passaggio al regime più favorevole mediante destrutturazione del proprio studio, con effetti penalizzanti anche sull’occupazione. Il nuovo regime potrebbe inoltre indurre alla creazione di società fittizie in cui alcuni soggetti adottano il sistema semplificato con emissione di fatture in esenzione Iva, mentre imputano ad un terzo socio fittizio, in contabilità ordinaria, tutte le spese, con possibilità di deduzione anche dell’Iva. 

Ing. Giorgio Rossi 
Presidente Ordine Ingegneri della Provincia Autonoma di Bolzano