Cantiere 4.0: verso la completa Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni

Redazione INGENIO 30/01/2019 2486

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Digitalizzazione e Innovazione al servizio del Cantiere

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La digitalizzazione del settore delle costruzioni è una realtà inevitabile e sempre più concreta. Tutta la filiera è coinvolta nella radicale trasformazione del “modus operandi”, sia in termini di gestione che di operatività.

E' dinnanzi a questa realtà che INGENIO, attraverso un dossier di approfondimento, ha voluto fare il punto su come gli strumenti della digitalizzazione e dell’innovazione stanno trasformando il cantiere tradizionale nel Cantiere 4.0.

Sistemi SARP (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) che volano sul cantiere monitorando lo stato di avanzamento lavori; sensori applicati a oggetti e a persone che collegate a piattaforme di informazione gestiscono la sicurezza dei lavoratori; robot che lavorano in cantiere o la stampa 3D che realizza in scala reale intere abitazioni; smartphone che permettono agli stakeholders di scambiarsi e condividersi informazioni sul cantiere. Questi sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono il Cantiere 4.0. Sostanzialmente però, prima di tutto c’è il BIM, la metodologia operativa che permette condividere informazioni tra tutti gli attori coinvolti nel processo: committente, progettista, impresa, fornitori e manutentori.

Essendo il “dato” al centro della metodologia BIM ogni modello digitale è in grado fornire al cantiere “le informazioni necessarie per il suo corretto sviluppo realizzativo, sia negli aspetti che identificano caratteristiche tecniche, meccaniche e qualitative, sia in ciò che riguarda la fornitura, la corretta installazione, i dati per la manutenzione e l’interoperabilità con gli altri oggetti. Parallelamente, anche il cantiere fornisce al modello informazioni necessarie, oltre che alla successiva fase di manutenzione, anche al management, dall’avanzamento al costo previsto ed effettivo, dalle varianti alle riserve, dalle non conformità di realizzazione alle verifiche sui materiali da costruzione e molto altro.” (cit. da “La digitalizzazione dei cantieri delle opere pubbliche").

A dimostrazione di come la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica siano una realtà che investe il settore delle costruzioni a 360°, sono stati proposti in chiusura al dossier dei contributi che offrono approfondimenti anche sulla digitalizzazione del patrimonio edilizio esistente. Nello specifico si parla di progettazione di cantiere BIM per un edificio storico, dell’uso di tecnologie avanzate di deep learnig per il riconoscimento automatizzato del danno sismico e dei vantaggi offerti dai dispositivi mobili nel monitoraggio sul costruito.

Il Decreto BIM per gli Appalti Pubblici e il valore norme UNI 11337 nella Gestione dei Processi Digitali

Il dossier di INGENIO si apre con un’ intervista a Pietro Baratono, Provveditore delle Opere Pubbliche della Regione Lombardia e dell’Emilia-Romagna, che ha coordinato e presieduto la commissione che ha predisposto il testo del Decreto BIM (DM 560/17).

Dal primo gennaio infatti la progettazione di opere complesse che superano la soglia dei 100milioni di euro è soggetta all’uso obbligatorio della metodologia BIM (Building Information Modeling). Le stazioni appaltanti potranno applicare i metodi e gli strumenti digitali anche a varianti di progetti di opere i cui cantieri siano iniziati prima dell’entrata in vigore del Decreto.

Nonostante il Decreto non faccia riferimento alle norme UNI della serie 11337, che regolamentano a livello nazionale la gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni, si evidenzia come queste possono essere di supporto utile per l’attività della stazione appaltante oltre che per le imprese e per i professionisti.

A dicembre 2018 è stato posto un ulteriore e importante “tassello” alla normativa UNI 11337, nello specifico è stata pubblicata la sua settima parte che definisce i “Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa”. Una svolta per le professioni non regolamentate del BIM.

Alla luce dei recenti obblighi legislativi e normativi, come si stanno adeguando le società di ingegneria e le imprese di costruzioni?
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Robotica e Stampa 3D prenderanno davvero perte nel Cantiere del Futuro?

E’ evidente come l’industria delle costruzioni si stia aprendo verso nuovi metodi di produzione edilizia che offrono indubbi vantaggi dal punto di vista della velocità di produzione, riduzione dei costi di manodopera e di sprechi di materiale.

Tuttavia, nonostante la manifattura additiva o “stampa 3d” stia riscuotendo molto interesse perché permette di passare le informazioni direttamente dal progetto alle macchine, la sua applicazione nel campo delle costruzioni rimane ancora legata alla via della sperimentazione ed è lecito domandarsi quale sia la “regola d’arte” per la sua reale diffusione. Tra le ultime sperimentazioni in materia di stampa 3D vi sono i moduli abitativi stampati con materiali ecosostenibili (come la terra cruda) e la realizzazione di “Costruzioni automatizzate di strutture di spedizione” per impieghi militari.

A spingere verso l’uso della stampa 3D e della robotica è l’architettura, che di fronte alle complessità formali che caratterizzano i nuovi linguaggi espressivi, necessita sempre più di prodotti unici e personalizzati. E’ in questo contesto che ci si affida a metodi innovativi e avanzati per la fabbricazione rapida di elementi architettonici hi-tech.

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