I Sistemi Socio-Tecnici e il BIM

Cosa accade quando le Social Science incontrano Lean e BIM?

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Che cosa penserebbe un professionista incaricato di erogare un servizio di progettazione, coordinando una serie di consulenti tecnici, se il proprio committente gli chiedesse di procurargli modelli e strutture di dati numerici per realizzare, al termine dei lavori oggetto della concezione, un «gemello digitale»?
 
E qualora, per giunta, ciò accadesse a seguito della formulazione, da parte dello stesso committente, di requisiti contenutistici e informativi estremamente dettagliati, espressi in forma computazionale, con riferimento ai flussi operativi di risorse umane e strumentali, come il nostro professionista reagirebbe?
Probabilmente coi toni millenaristici narrati recentemente dal Giornale dell'Architettura.
 
E che cosa accadrebbe allorché una impresa di costruzioni definisse i termini qualitativi e quantitativi della propria offerta in base a serie storiche di linked data, essendo supportata da metodologie di Intelligenza Artificiale, nell'ambito di quadri contrattuali multi-party?
 
Sono questi i temi di fondo trattati nel corso del 7th International Workshop intitolato When Social Science Meets Lean and BIM, tenutosi il 28 e il 29 Gennaio 2019 presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze.
 
Si tratta, in definitiva, di delineare i tratti di un universo delle costruzioni, o meglio dell'ambiente costruito, in cui, appunto, Information Management, Lean Management, Project Management, costituiscono un continuum difficilmente separabile.
 
Al contempo, tuttavia, gli aspetti embrionali di questo ecosistema inusitato, Beyond BIM, si confrontano e si scontrano colle ansie dei piccoli e dei medi enti locali che si preparano accuratamente a fornire evidenza della impossibilità di adempiere, nei tempi e nei modi previsti, ai vigenti obblighi legislativi in materia di modellazione e di gestione informativa.

Processi Digitali e Sistemi Socio-Tecnici

L'argomento delle relazioni che intercorrono tra i processi legati alla digitalizzazione e i sistemi socio-tecnici è, naturalmente, al centro di questi eventi.
Esso mette in luce come manchi, a oggi, una seria e sistematica disamina inerente ai significati ultimi della trasformazione digitale sugli statuti professionali e imprenditoriali, in funzione della evoluzione dei caratteri identitari degli operatori.
 
È per questa ragione che stupisce la trascuratezza in cui tali implicazioni radicali, che stanno cioè alla radice, versino presso le rappresentanze e gli istituti universitari, giacché non gli aspetti strumentali o quelli metodologici dovrebbero assillarli, bensì proprio i risvolti epistemologici che, per certi versi, promettono o rischiano di minarne la legittimità, negli orizzonti di medio periodo della evoluzione dei mercati della costruzione e dell'immobiliare.
 
Tra grandi committenze aeroportuali e ospedaliere, alle prese con dispositivi estremamente complessi, dinamici e formalizzati, e grandi imprese di costruzioni che competono sui principali mercati internazionali su commesse miliardarie, si «gioca» tutto lo spettro della sfida digitale che, in realtà, è tanto produttivistica quanto comportamentale.
Nel momento in cui, peraltro, i due piani si saldano, si disvelano i tratti più ambigui della Quarta Rivoluzione: Industriale o Sociale?
 
Come si accennava, tra i due estremi summenzionati si agita, però, tutto il tessuto committente, professionale e imprenditoriale che dovrebbe costituire lo zoccolo duro della «rivoluzione digitale».
 
Qui, in questa sede, si rivelano, comunque, tutte le insidie di una «modernizzazione» che, in realtà, alluderebbe a importanti cambiamenti strutturali del mercato, mentre, al contrario, si continua a pensare alla digitalizzazione come strumento asservibile hic et nunc alla riqualificazione edilizia, alla rigenerazione urbana e a quant'altro.
 
Sono queste considerazioni astratte, «filosofiche», come usa dire qualcuno, qualche apostolo delle virtù incontrovertibili della digitalizzazione, in veste di detrattore di un pensiero che, in argomento, sta diventando, nella sfera generale, sempre più critico, in riferimento ai quesiti etici posti, ad esempio, dalla Intelligenza Artificiale.
 
Si potrebbe affermare, in conclusione, che qualora «Lean & BIM» non incontrassero le «Social Science» ne deriverebbero esiti tanto deleteri quanti imprevisti: dai distratti apologeti.