Gli Smart Construction Object: Illustri Sconosciuti

ANGELO-CIRIBINI-03.jpgÈ immaginabile che, nel prossimo futuro, vi sia un gran numero di componenti edilizi e impiantistici sensorizzati, vale a dire dotati di recettori (e di attuatori).

Di alcuni di essi lo scrivente si sta occupando direttamente o indirettamente, osservando come in certe circostanze le condizioni ambientali e fruitive di natura contestuale siano più o meno influenti, demarcando un possibile tratto di distinzione all’interno della categoria degli Smart Construction Object (SCO), ma anche tra le merceologie convenzionali.

La denominazione che si suole attribuire ai cespiti e agli elementi costruttivi, da «intelligenti», sta divenendo «cognitivi» e, persino, « responsivi».

Che cosa comporta, nel medio o lungo termine, tutto ciò per i produttori, ma non solo?

Si può notare, anzitutto, sin d’ora, che le entità digitali parametriche, gli «oggetti BIM», sono indubbiamente sinonimo per gli operatori di elementi costruttivi nel senso di porsi già come «costituiti tridimensionalmente», ma anche di «strutturare i dati»: tettonicamente.

Nella realtà quotidiana, poi, la discrasia ancora affatto analogica tra aspetti geometrico-dimensionali e aspetti alfa-numerici impedisce che la sintesi si compia effettivamente, mantenendo buona parte dei contenuti delle «schede tecniche» al di fuori dei modelli informativi.

Anche se, tuttavia, così non fosse, ci si manterrebbe entro una prospettiva tradizionale, in cui contrattualmente la conformità dei valori dichiarati delle caratteristiche e delle prestazioni a quelli attesi attraverso le norme avrebbe sempre la predominanza.

Già la evoluzione dei LOD (Level of Detail, of Development oppure of Definition) in LIN o LOIN (Level of Information Need) qualcosa dovrebbe stare a dire, ma è chiaro che la sensorizzazione dei componenti implica che, in realtà, il valore contrattuale, all’atto della posa in opera e nel ciclo di vita utile di servizio, attribuisca un significato singolare, individuale, alla prescrizione normativa.

In altre parole, i valori attesi dovranno essere effettivamente conseguiti dallo specifico componente, a prescindere, almeno in parte, dai valori dichiarati e certificati in ambiti normalizzati: individualizzando la norma ovvero valorizzando normativamente l’eccezione.

D’altronde, l’approccio normativo che si sta immaginando in sede ISO è proprio quello dei cosiddetti meta standard, o, in ogni maniera, di produrre norme in forma esclusivamente computazionale.

Per questa ragione, i lavori normativi, nazionali e sovranazionali, inerenti ai Product Data Template, sono particolarmente rilevanti.

D’altra parte, ci si attende sempre più che i componenti siano mass customized: la manifattura additiva indica, inoltre, che la sartorialità consista anche nella stratificazione che elimina gli sfridi e, infine, che la stampa 4D preveda una evoluzionalità adattiva del prodotto per la costruzione.

Come osservato in numerose occasioni, gli Smart Construction Object sono consustanziali, ancora, agli Smart Contract e alla logica as a Service, due fattori in grado di modificare la natura e l’identità del produttore di componenti in erogatore di servizi.

D’altra parte, Sweco è già giunta a progettare un’opera senza ricorrere alla produzione di alcun elaborato grafico, in senso «documentale».

Tutto questo ricordato, nel momento in cui inevitabilmente le BIM Library, da soggetto espositore (fungendo da manifestazione fieristica virtuale continua e non discreta), divengono digital marketplace, bisogna avvedersi di quanta «automazione» possa essere contenuta nelle entità parametriche.

A titolo esemplificativo, possiamo immaginare che un «oggetto BIM» non solo goda di una certa autonomia dall’operatore nel disporsi (o nel rifiutarsi di farlo) all’interno del modello informativo, che possa automaticamente suggerire a quest’ultimo di assumere una certa veste merceologica e commerciale a seconda degli andamenti del mercato locale e dei suoi vincoli legislativi, entro la relazione che intercorre tra BIM ed e-procurement, rendendosi tracciabile al produttore dal momento in cui è scaricato dal professionista a quello in cui giunge l’ordine di acquisto da parte del costruttore o del distributore commerciale (sempre che, nel frattempo, i player dell’Off Site come Katerra o sinanco Google o Tesla non abbiano già provveduto ad accentrare e ad abolire questi profili distinti).

Quell’oggetto, quell’entità, in sé si trova, nella BIM Library, come strutture potenziali di dati da «modellare» e, infine, da connettere e da interconnettere con l’originale fisico, una volta installato e incorporato.

«Installato e incorporato» comporta, tuttavia, l’istituire una rete relazionale non solo tra i diversi produttori (ammesso di poterli ancora definire solo tali) e i propri componenti, ma anche tra i componenti stessi.

Come si articolerà, a questo, punto il sistema di responsabilità per committenti, professionisti, produttori, costruttori, manutentori, gestori e utenti secondo questo scenario?

Che cosa, ad esempio, comporterà dirigere o collaudare i lavori?

Che cosa vorrà dire organizzare un evento fieristico?

È tempo di porsi questi quesiti.