Cantieri complessi nelle metropoli: il nuovo edificio di Via Cambi a Milano

Se in passato il viaggio verso il centro della città offriva panorami caratterizzati da nuclei abitati e aree rurali oggi lo stesso tragitto offre paesaggi sempre meno variabili. La crescita costante dei centri urbani, legata a fattori economici, sociali e culturali, ha trasformato sempre più questi panorami in un tessuto urbano continuo costituito da case, palazzi, uffici e capannoni che ormai spesso non evidenziano più la differenza tra periferia e centro.
In particolare tale sviluppo è stato più sensibile in prossimità delle arterie di comunicazione proprio perché, le zone limitrofe a queste aree, sono diventate più appetibili commercialmente per la loro posizione. Il risultato è stato un incremento delle edificazioni laddove si sono create infrastrutture costruite per collegare la vecchia periferia al centro. Questa circostanza ha fatto dunque si che, aree attigue alle arterie principali di comunicazione, diventassero molto richieste in relazione al valore aggiunto degli immobili per la propria accessibilità.
Da venti anni a questa parte, molte di quelle aree che venivano scartate in quanto i costi legati alle interferenze tra le infrastrutture e le nuove edificazioni avevano impatti significativi sui quadri economici degli sviluppi immobiliari, sono state rivalutate proprio perché, grazie all’incremento di valore legato a tale caratteristica, si è riusciti a colmare questo surplus economico. Questi fattori sono stati quindi quelli che hanno portato alla possibilità di realizzare edifici laddove, fino a qualche decennio prima non si sarebbe edificato, come ad esempio sopra a gallerie metropolitane, a lato di stazioni ferroviarie o in sovrapposizione ad importanti nodi di interscambio infrastrutturali. Si sono dovuti risolvere complessi problemi di ingegneria e di cantierizzazione spesso legati ad importanti soluzioni progettuali.
Questa caratteristica si è presentata comune a molte metropoli europee ed internazionali; nella città di Milano le difficoltà tecniche di cantierizzazione sono risultate a volte anche più complesse in quanto, oltre ai problemi tecnici di interferenza prima esposti, si è aggiunta anche la risalita della quota della falda freatica superficiale. Questa circostanza è risultata essere strettamente legata all’urbanizzazione e allo sviluppo sociale della città che, da quando dagli anni ’80 ha visto ridurre sempre di più gli emungimenti in relazione alla diminuzione della produzione industriale, ha registrato un sempre più crescente innalzamento del livello della falda freatica superficiale.
Sulla scorta della premessa fatta si vuole allora presentare un progetto che, per il proprio sviluppo, ha dovuto contemplare e risolvere alcuni dei problemi sopra esposti.
L’edificio in oggetto è quello realizzato in Via Cambi a Milano, costruito a lato della stazione della metropolitana MM1 di Lampugnano.
Il progetto strutturale della Torre è a firma dell’Ing. Danilo Campagna della MSC Associati s.r.l., quello architettonico dell’architetto Valentino Benati di Milano, mentre la proprietà è costituita da Crivelli S.r.l. Oggi l’edificio è utilizzato prevalentemente ad uso uffici e costituisce il completamento del fabbricato attiguo preesistente.