Ottenere un alloggio in classe A in un condominio attraverso un intervento di riqualificazione energetica

L’importanza di una singola unità immobiliare nella riqualificazione energetica del patrimonio edilizio nazionale  

Perché riqualificare il costruito?

Il patrimonio edilizio italiano è fortemente energivoro, si stima che oltre il 70% degli edifici italiani sia antecedente al 1976, anno dell’entrata in vigore della prima legge sul risparmio energetico degli edifici. Attraverso il Piano 20 20 20, tuttavia, l’Europa impone che, oltre a realizzare nuovi edifici altamente performanti, si intervenga su tutti quei fabbricati esistenti enormemente inquinanti e inefficienti. 

I dati ISTAT stimano sul territorio italiano oltre 1 milione di condomini, intervenire su questi edifici può quindi portare ad un notevole aumento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente e di conseguenza all’abbattimento delle emissioni inquinanti in ambiente.

Intervenire sull’esistente è indubbiamente molto complesso per la vastità delle tipologie edilizie e delle tecnologie costruttive presenti, vediamo quindi come si è scelto di operare nel caso specifico di un alloggio sito in un edificio condominiale nel comune di Aosta.

Il caso di un intervento di un alloggio in un condominio nel Comune di Aosta

Lo stato di fatto

Il caso in studio, seguito da Studio Plus – Professionisti associati, consiste nella ristrutturazione di un alloggio di 96 m2 posto al primo piano di un condominio nel centro di Aosta. L’unità immobiliare in questione è composta da pareti in cassa vuota e pavimento non isolato affacciato su un porticato esterno. I serramenti risultano in buono stato, con telaio in legno e doppio vetro.

A livello impiantistico, l’intero fabbricato è servito da un generatore a metano a condensazione e l’emissione è affidata ad un impianto a radiatori.

L’acqua calda sanitaria, infine, viene prodotta in maniera autonoma con un boiler elettrico.

Gli interventi realizzati sull'alloggio

Tutti gli interventi effettuati hanno l’obiettivo di garantire un miglioramento del comportamento energetico dell’unità immobiliare preservando il più possibile le strutture esistenti, senza intervenire quindi in maniera troppo invasiva al fine di limitare le problematiche legate alla presenza degli altri condomini.

I primi interventi effettuati sono relativi all’involucro edilizio, si è infatti deciso di isolare le pareti esterne tramite l’insufflaggio in intercapedine di cellulosa, il pavimento, poi, viene isolato dall’interno con pannelli di stiferite (conduttività termica 0.026W/mK).

Grazie alla coibentazione dell’involucro vengono limitate non solo le perdite termiche per trasmissione, ma anche le infiltrazioni di aria esterna; per questo motivo si è deciso di installare un impianto di ventilazione meccanica controllata di tipo puntuale in modo da garantire un’areazione adeguata dei locali assicurando comunque una diminuzione del fabbisogno energetico degli stessi grazie agli scambiatori di calore.

L’impianto di riscaldamento centralizzato non viene modificato vengono però installate delle testine elettroniche su ogni radiatore per il controllo in ambiente.

Infine, la produzione di ACS viene affidata ad un bollitore in pompa di calore, che, rispetto al boiler elettrico, presenta un COP di 2.73 (7-55°C) garantendo fino a un 70% di risparmio energetico.

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Figura 1 – Isolamento dall’interno del pavimento su porticato tramite pannelli in stiferite.

I risultati energetici dell’intervento

Grazie agli interventi sull’involucro edilizio la potenza termica di picco calcolata nel periodo invernale si attesta intorno ai 6 kW, a fronte dei 12.9 kW necessari nella situazione ante operam.

La riqualificazione provoca un notevole aumento della classe energetica dell’unità immobiliare: da classe F a classe A1, con un indice di prestazione energetica pari a EPgl,nren=86.78 kWh/m2anno. Il risparmio in termini di energia primaria totale è del 68% passando da un fabbisogno di 31201 kWh a 9934 kWh.

Si registra poi una riduzione dei consumi di metano ed energia elettrica rispettivamente del 72% e 71%, il consumo di gas metano nella situazione antecedente agli interventi era infatti di 6170kg/anno e viene ridotto a 1722kg/anno, i kWh/anno di energia elettrica vengono invece ridotti da 2932 a 843.

L’intervento di sostituzione del boiler elettrico con lo scalda acqua in pompa di calore permette di diminuire i consumi elettrici per la produzione di acqua calda sanitaria da 2509 kWh/anno a 623 kWh/anno.

Infine, gli interventi sopra descritti garantiscono una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 72%, grazie principalmente alla riduzione del fabbisogno energetico dell’alloggio, dal momento che non sono stati modificati né il sistema di generazione di calore per il riscaldamento né, tantomeno, le fonti energetiche utilizzate.

Una ristrutturazione di questo genere non solo può usufruire dell’ecobonus e del bonus ristrutturazioni, ma garantisce anche un aumento del valore di mercato dell’alloggio grazie al miglioramento della classe energetica e alle maggiori condizioni di comfort interno ottenute. 

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