La gestione delle risorse nell’impresa 4.0: verso il consolidamento di nuovi modelli di business

Vincenzo Carrarini - Mechanical & Energy Consultant 22/02/2019 906

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La gestione delle risorse costituisce uno dei principali driver su cui far leva per contribuire allo sviluppo dei processi produttivi e al presidio societario sul mercato target. La richiesta di una crescente competitività, sommata alla disponibilità sul mercato di una offerta tecnologica avanzata, ha conferito un ruolo ancora maggiore alla gestione di tutte le risorse, non solo nei comparti produttivi industriali, storicamente più sensibili a tali tematiche, al fine di preservare la marginalità sul prodotto finale, a parità di costi sostenuti.

Parliamo pertanto di impresa, e in particolare di “Impresa 4.0”, dizione che ha sostituito quella di “Industria 4.0” nel piano governativo italiano 2018, volta ad allargare il campo di azione, ovvero di non relegarlo alla innovazione tecnologica nei soli comparti industriali, ma in tutti i processi produttivi. Fermo restando la difficoltà di trasposizione di alcuni concetti propri dell’industria (e coniati per il “Piano Industria 4.0”) alla totalità dei processi produttivi, ma tale aspetto assume rilevanza soprattutto in tema di strumenti di agevolazione fiscale (iperammortamento su tutti).

La gestione delle risorse nell’Impresa 4.0 si fonda sull’innovazione digitale e sull’integrazione delle tecnologie digitali nei processi, quali leve competitive fondamentali nel mercato, tanto da spingere tutti i principali paesi europei a stanziare investimenti pubblici rilevanti in tecnologia hardware e software, con ricadute positive in termini di crescita del Prodotto Interno Lordo (“PIL”), trainato dalla vendita di sistemi intelligenti (Internet of Think – “IoT”). In aggiunta a ciò, la gestione delle risorse nell’Impresa 4.0 richiede un cambio di paradigma ancora più completo, necessitando di formazione continua e di nuove figure professionali, qualificate e ad alto contenuto tecnico, per gestire i nuovi sistemi e processi digitali.

La gestione delle risorse nei processi

Classificazione delle risorse

La totalità delle risorse impiegate e gestite all’interno del ciclo produttivo dell’impresa possono essere aggregate sommariamente secondo due macro categorie, ovvero le risorse materiali (comprendenti le risorse materiali propriamente intese, ovvero materiali per la produzione, scarti di processo,..., risorse energetiche, risorse strumentali, risorse ausiliarie al processo produttivo, ovvero acqua,..., risorse finanziarie, ovvero equity, prestito,…, risorse umane,…) e le risorse immateriali (risorse informative, ovvero dati).

Il modello di gestione e gli annessi sistemi

Il modello di pianificazione e gestione delle risorse nell'Impresa 4.0 richiede una maggiore integrazione di tutti i processi di business e la misura delle relative prestazioni in termini di qualità, tempi e costi. Tali principi costituiscono la base dei sistemi di gestione della qualità (ISO 900x), ovvero un approccio basato sui processi (secondo cui un risultato desiderato si ottiene più efficientemente quando le relative risorse ed attività sono gestite come un processo) e un approccio sistemico alla gestione (identificare, capire e gestire i processi, contribuisce all’efficacia e all’efficienza dell’organizzazione nel conseguire i propri obiettivi). L’approccio basato sui processi si fonda sul ciclo di Deming, ma il ciclo Plan-Do-Check-Act (“PDCA”) può essere applicato con successo anche ad una rete di processi, caratteristica dell’approccio sistemico alla gestione nell’Impresa 4.0.

Nei processi si svolgono una serie di attività, a volte correlate o interagenti, che trasformano risorse in ingresso in risorse “valorizzate” in uscita. Lo sviluppo delle attività di un processo richiede dunque l’introduzione di appropriate risorse, e l’analisi delle prestazioni necessita dell’acquisizione di risorse informative, ovvero dati utili al monitoraggio e controllo, rilevate tramite opportuni sistemi di misura, concentrazione e data analytics.

L’ Impresa 4.0

Il concetto di digitalizzazione e innovazione digitale

La digital transformation rappresenta un vero e proprio processo strategico di innovazione, volto ad assicurare alle imprese non solo la sopravvivenza sul mercato nazionale ed internazionale di riferimento, ma anche e soprattutto la competitività e d il perseguimento delle eccellenze gestionali e produttive. D’altro canto, tale processo di innovazione e trasformazione tecnologica richiede una disponibilità di risorse finanziare ed una diffusione di competenze 4.0 per nulla trascurabili, motivo per cui la corsa alla digitalizzazione delle Piccole e Medie Imprese (“PMI”) italiane mostra ancora ampi margini di sviluppo.

In ausilio a tali esigenze vengono incontro le misure messe in campo negli ultimi anni dal governo nazionale, che consistono in un vero e proprio piano industriale per lo sviluppo e l’innovazione digitale della produttività delle imprese.

La declinazione in Industria 4.0

Tra le realtà industriali maggiormente attive in tema di rivoluzione 4.0, occorre evidenziare il ruolo proattivo delle aziende manifatturiere, impegnate nella trasformazione in chiave digitale di molti processi a supporto della produzione, della gestione e del marketing. Le principali tecnologie da considerare sono le Industrial Internet of Things (“IIoT”), alla cui base ci sono “oggetti intelligenti” in grado di identificare, localizzare, effettuare diagnosi di stato, acquisire dati, elaborare, attuare e comunicare (data analytics, dash boarding, machine learning,..), e reti intelligenti aperte, standard e multifunzionali (utilizzo di interi sistemi in cloud computing, oggi ancora limitato a causa delle infrastrutture non ancora ottimali a livello di sistema paese). Occorre poi considerare anche l’apporto delle applicazioni basate su reti non cellulari (wireless M-Bus, Wi-Fi, reti mesh low power, bluetooth low energy).

L’esigenza di monitorare i processi, grazie all’utilizzo di strumenti di controllo adatti sia alla gestione di una produzione su ordine cliente, sia alla pianificazione e produzione su previsione, ha spinto le soluzioni Enterprise Resource Planning (ERP) verso una produzione integrata, che abilita uno scambio intelligente tra tutti gli elementi del processo produttivo (operatori, macchine e strumenti). L’integrazione e la collaborazione di tutte le strutture interne ed esterne all’azienda produttiva costituiscono gli smart service, sempre più orientati verso il concetto di sostenibilità produttiva ed uso razionale di tutte le risorse (smart resource).

Cybersecurity e potenziali minacce da sventare

Appare evidente che forte apprensione esiste per l’altra faccia della medaglia data da tale apertura, ovvero la sicurezza. Moltissime aziende lamentano infatti una certa riluttanza nel voler “aprire troppo” i loro sistemi, perché non attrezzate ad affrontare i temi di cybersecurity (protezione della confidenzialità, integrità e disponibilità del cyberspazio, come definito dalla norma ISO/IEC 27032:2012 “Information Technology – Security Techniques for Security”).

La cybersecurity riguarda generalmente i sistemi digitali di controllo e blocco automatico, che hanno un ruolo importante nella sicurezza attiva. I nuovi rischi informatici addizionali ed emergenti devono essere adeguatamente gestiti con misure di cybersecurity riguardanti sia l’hardware ed il software, sia le procedure di security, ovvero l’impiego di tecnologie analogiche, alternative a quelle digitali, soprattutto per i settori più critici (misure di risk management aziendale, ad esempio in caso di eventuali attacchi con ripercussioni sull’ambiente, sull’economia e sulla società).

Misure di accompagnamento: aggiornamento proroghe benefici fiscali

Il Piano Impresa 4.0, con la Legge di Bilancio 2018 e il Maxiemendamento, ha introdotto importanti novità per quanto concerne la modifica dell’impostazione e delle aliquote dell’iperammortamento (prevedendo tre scaglioni per favorire le Piccole e Medie Imprese), reintroducendo le agevolazioni per la formazione sulle tecnologie innovative, che inizialmente non erano state previste nella Manovra (Credito d’imposta per Formazione 4.0).

Sono considerati anche i fondi per lo sviluppo di tecnologie innovative (ad esempio intelligenza artificiale, internet of things e blockchain, con una dotazione annua di 15 milioni di euro per gli anni dal 2019 al 2021) e un fondo da destinare al Ministero della Difesa per la cybersecurity (oltre che per rafforzare la capacità di resilienza energetica nazionale, viene previsto un fondo di 1 milioni di euro per ogni anno dal 2019 al 2021), oltre al voucher per l’innovation manager Impresa 4.0 con fondi dedicati alle PMI. Risultano agevolabili anche le soluzioni di cloud computing all’interno dei beni immateriali, con un fondo del Ministero dello Sviluppo Economico (25 milioni di euro per ogni anno dal 2019 al 2021).

Senza dimenticare il Credito di imposta per Ricerca & Sviluppo (seppure siano state ridotte le agevolazioni mediante alcune modifiche alla Legge n. 9/2014) e la Nuova Sabatini (il provvedimento è stato prorogato al 31/12/2019 e rifinanziato con 48 milioni di euro per l’anno 2019, con 96 milioni di euro per ogni anno dal 2020 al 2023 e poi con 48 milioni di euro per il 2024).

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