Sismabonus: detrazioni allargate anche a manutenzioni ordinarie, straordinarie e rifacimenti! I dettagli

Sismabonus: nell'ultima guida dell'Agenzia delle Entrate si sottolinea che sono agevolabili, ai fini antisismici, anche gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria quali ad esempio quelli di tinteggiatura, intonacatura o rifacimento del pavimento qualora si rendano necessari per completare l'intervento antisismico

Sismabonus anche su rifacimenti di pavimenti e manutenzioni

Massima attenzione alle particolarità delle detrazioni per interventi antisismici, soprattutto alla luce dell'ultima e dettagliata guida sul Sismabonus 'all inclusive' dell'Agenzia delle Entrate, che parte dal 'generico' ma poi va nello 'specifico'. All'interno, troviamo pillole davvero importanti per professionisti e beneficiari, sopratutto per quel che riguarda la tipologia dei lavori agevolabili.

Sismabonus allargato: la tipologia di lavori agevolabili

In primis, ricordiamo che con riferimento agli immobili coinvolti, l'agevolazione può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non solo dunque quelli adibiti a prima casa) e su quelli utilizzati per attività produttive.

L'unico limite è nell'ubicazione degli stessi: a seconda del tipo di agevolazione è necessario che gli stessi si trovino nelle zone sismiche 1, 2 e 3 così come previsto dall'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri n. 3274.

Ma ciò che ci interessa di più, oggi, è la puntualizzazione di un aspetto interessante anche rispetto ai lavori: come già precisato dalla risoluzione 14/E del 2017 vale il principio secondo cui l'intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiori ad esso collegati.

Prtanto, sono agevolabili ai fini ai fini antisismici anche gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria quali ad esempio quelli di tinteggiatura, intonacatura o rifacimento del pavimento qualora si rendano necessari per completare l'intervento antisismico.

Il vademecum 2019 delle Entrate sul Sismabonus

Il vademecum 2019 illustra in cosa consiste l’agevolazione, chi sono i soggetti interessati dai benefici, quali sono i vantaggi fiscali e le modalità per accedere alla misura di favore. Trovano spazio nella guida anche la disciplina degli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali e il nuovo incentivo per l’acquisto di case antisismiche.

Ricordiamo che per gli interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici, il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto il cosiddetto “sismabonus”, un’agevolazione che dal 1° gennaio 2017 può essere fruita per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).

Il Sismabonus prevede una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96 mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.