Mario de Miranda: "Ponti e viadotti con più di 50 anni affaticati e deteriorati"

A Milano un convegno su ispezione e manutenzione per la durabilità dei ponti

mario-de-miranda.jpg«A fronte di molte opere costruite negli ultimi anni, il parco delle infrastrutture stradali italiano ne presenta numerosissime realizzate negli anni ‘50 e ‘60 che, in certi casi, si trovano in uno stato «critico», si tratta quindi di opere «affaticate» o deteriorate».

A parlare è l’ingegnere Mario de Miranda dello studio DE MIRANDA Associati, che in oltre 50 anni di attività ha progettato centinaia di ponti e strutture in tutto il mondo.

Oggi più che mai quindi è necessario «portare all’attenzione delle amministrazioni, dei tecnici e anche degli ingegneri, il tema della durabilità, ispezione e manutenzione delle opere come premessa per la durata nel tempo di quelle moderne e passate».

Da qui nasce il convegno del 28 marzo che si rivolge in primo luogo agli Enti proprietari e ai Gestori di infrastrutture che oggi devono fare i conti con le conseguenze legate al normale invecchiamento delle opere in acciaio e calcestruzzo, spesso accelerato da condizioni di servizio più gravose di quelle previste in origine.

Ponti: vita utile e costi

«I ponti moderni sono progettati e costruiti per durare tipicamente cento o 120 anni - spiega de Miranda nell’intervista - oggi esistono i criteri teorici e pratici per calcolarne la vita utile e realizzare opere durature, a differenza di 60 anni fa, quando la vita di ponti e viadotti non era definita».

E a proposito di costi, nel corso dell’intervista l’ingegnere de Miranda ha svelato che il ponte sul fiume Shatt al Arab  a Bassora in Iraq, lungo 1188 metri (di poco più lungo del viadotto del Polcevera) è costato circa 2.500 euro al metro quadro, per un totale di 75 milioni di euro.

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