Agevolazioni carburante per Professionisti e Partite IVA: regole, casi particolari ed esempi pratici

Sgravi fiscali per i professionisti: analizziamo alcuni casi particolari per il pagamento del carburante con le carte da parte delle partite IVA per fruire delle deduzioni e detrazioni fiscali

Carburanti e professionisti: il vademecum

La scheda carburante non esiste più, ma non per questo sono scomparsi gli sgravi fiscali per l'acquisto di carburante da parte di professionisti e aziende. Nello specifico, dal 2019 per ottenere deduzioni dei costi e le detrazioni IVA legati ai rifornimenti di carburanti, le imprese con flotte aziendali e le partite IVA - quindi i professionisti tecnici - devomo obbligatoriamente pagare con strumenti tracciabili elencati nel nuovo comma 1-bis dell'art. 164 TUIR, introdotto dall'art. 1 comma 922.

Ciò significa, per semplificare, che sia per la detraibilità che per la deducibilità, sono valide tutte le forme di pagamento, ad esclusione del contante.

Detrazione carburante 2019 per Partite Iva e imprese: come pagare

 

Per effetto della legge di bilancio 2018, sono state introdotte diverse novità che riguardano le modalità di acquisto di benzina, gasolio, ecc da parte dei titolari di partita Iva, professionisti ed imprese.

 

In particolare tali novità hanno previsto a partire dal 1° luglio 2018, una serie di limiti alla detraibilità IVA carburanti per chi effettua l'acquisto di carburante da autotrazione, gasolio e lubrificanti, per cui sono esclusi dalla nuova normativa: il GPL, carburanti per la nautica, motori fissi, gruppi elettrogeni e apparecchiature varie.

 

Sulla base delle novità introdotte l'Agenzia delle Entrate, ha provveduto a pubblicare un provvedimento ad hoc per chiarire l'applicazione delle nuove regole e i metodi di pagamento accettati dal 1° luglio 2018 al fine di continuare a fruire dei benefici fiscali della detrazione IVA carburante e deducibilità dei costi. Nello specifico il provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, elenca i mezzi di pagamento oltre alla moneta elettronica (credito/debito e le prepagate) che consentono al titolare di partita Iva ed imprese di poter scaricare dalla dichiarazione dei redditi sia i costi di carburante che l'IVA.

Come pagare il carburante per ottenere la detrazione 2019?

Titolari di partita Iva, professionisti ed imprese al fine di continuare a fruire della detrazione IVA sulle spese di acquisto di carburanti e lubrificanti per autotrazione, il pagamento deve avvenire obbligatoriamente attraverso i seguenti metodi:

  • assegni bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali; 
  • bonifico bancario o postale; 
  • addebito diretto in conto corrente;
  • carte di credito; 
  • carte di debito/bancomat;
  • carte prepagate; 
  • altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.

Quindi: gli acquisti di carburante in denaro contante possono essere effettuati ma non danno diritto alla detrazione IVA e alla deducibilità dei costi.

Tutti i titolari di partita IVA devono dotarsi di strumenti di pagamento idonei all'ottenimento della detraibilità Iva carburante e della deducibilità dei costi. Tali strumenti di pagamento, come evidenziato nel precedente paragrafo, devono essere tracciabili.

Contestualmente all'obbligo dei pagamenti tracciabili per il carburante, la scorsa legge di bilancio ha introdotto anche l'obbligo della fattura elettronica carburante per le cessioni nei confronti dei titolari di partita Iva ed imprese, ad esclusione dei consumatori privati e l'abolizione della scheda carburante.

Carta di pagamento: valgono solo quelle intestate a chi esercita l'attività economica

Il mezzo di pagamento (bancomat, carta di credito, ecc.) deve essere intestato al soggetto che esercita l’attività economica, l’arte o la professione e dall’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta devono emergere tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo.

Così facendo, per la partita IVA è possibile sia la deduzione del costo, che la detrazione IVA. Importante: non possono essere utilizzate carte di credito intestate a familiari, ad una società o ad altro soggetto, diversamente da quanto poteva essere fatto con la vecchia scheda carburante.

La carta si può usare per tutto

Ovviamente, non è necessario che la carta utilizzata per pagare il carburante sia dedicata in via esclusiva a questo tipo di acquisti, o che sia riservata alla sola attività d’impresa/lavoro autonomo. Dunque la carta può essere utilizzata anche per effettuare acquisti relativi alla sfera personale/familiare.

Benzina e altri acquisti: transazioni separate

Importante: se vengono effettuati altri acquisti oltre al carburante, come ad esempio catene da neve, tappetini auto, deodoranti e così via, questi devono essere pagati con transazioni separate.

Detrazione Iva di benzina e gasolio da parte dei titolari di partita IVA: quattro esempi illuminanti

  • Esempio 1: il titolare di partita Iva si presenta nell'orario di apertura presso un benzinaio per fare rifornimento di carburante ed ottenere i benefici fiscali in termini di detraibilità dell'Iva e della deduzione del costo. Può presentare la scheda carburante ed effettuare il pagamento con un mezzo tracciabile a suo nome oppure a nome della dell’impresa o del professionista.
  • Esempio 2: il titolare di partita Iva o di impresa fa rifornimento di carburante fuori dall'orario di apertura in modalità self service, per cui può richiedere la fattura differita portando al gestore lo scontrino che rilasciatogli dal self service ma comunque il pagamento, per essere poi detratto e dedotto, deve essere effettuato con un mezzo tracciabile.
  • Esempio 3: se il professionista o l'impresa stipulano un cd. contratto di netting con la compagnia petrolifera ossia un contratto di servizi, a prescindere dal fatto che il distributore sia aperto o chiuso, deve usare la carta che gli è stata rilasciata dalla compagnia. Alla fine del mese poi, riceverà la fattura che poi sarà elettronica con tutti i dati del rifornimento dal fornitore del servizio e pagare l'importo con un mezzo di pagamento tracciabile.
  • Esempio 4: se il dipendente del titolare di partita Iva o dell'impresa effettua il rifornimento durante una trasferta, deve pagare il carburante con un mezzo di pagamento tracciabile e poi ottenere il rimborso da parte del datore di lavoro sempre con metodi tracciabili.

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