DDL rigenerazione urbana, parte l'iter: bonus al non residenziale, CILA allargata e aliquota 65% per le periferie

Matteo Peppucci - Collaboratore INGENIO 15/03/2019 2401

Il disegno di legge sulla rigenerazione urbana, che ha iniziato il suo iter in Senato, prevede una ridefinizione del bonus per gli interventi di ristrutturazione, miglioramento antisismico ed efficientamento energetico ampliandone l'ambito di applicazione non soltanto a edifici residenziali, ma anche a quelli adibiti a uso commerciale o produttivo

Edifici in zone degradate: cambia tutto in materia urbanistica e edilizia

E' davvero molto interessante, il contenuto del disegno di legge n.63 "Disposizioni in materia di riqualificazione e rigenerazione urbana, contrasto al degrado e al disagio urbano, ambientale e sociale, per la promozione dell’inclusione e della coesione sociale", che ha 'finalmente' iniziato il suo lungo iter con l'esame in commissione Territorio e Ambiente del Senato. 

L'obiettivo di questo disegno di legge, datato marzo 2018, è ridefinire gli attuali bonus legati alle ristrutturazioni estendendoli agli edifici non residenziali, ad uso commerciale o produttivo, e aumentando l’agevolazione fino al 65% per quelli situati in aree periferiche o degradate.

I nuovi bonus edilizi per le aree degradate: quanti cambiamenti!

  • ridefinizione del bonus per gli interventi di ristrutturazione, miglioramento antisismico ed efficientamento energetico ampliandone l'ambito di applicazione non soltanto a edifici residenziali, ma anche a quelli adibiti a uso commerciale o produttivo;
  • riduzione dell'aliquota base del bonus, ridotta al 35%, inserendo allo stesso tempo un'agevolazione maggiore, pari al 65% e fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro, per gli edifici siti in aree periferiche o degradate;
  • un meccanismo premiale proporzionato al miglioramento della classe energetica;
  • esclusione delle spese di ristrutturazione e riqualificazione di edifici pubblici dal computo ai fini del patto di stabilità interno;
  • per gli interventi di ristrutturazione, miglioramento antisismico ed efficientamento energetico non sono dovuti gli oneri di urbanizzazione e viene dimezzato il canone di occupazione del suolo pubblico;
  • aumento del bonus (fino al 60%) per la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture ricettive e alberghiere site in aree periferiche o degradate.

Urbanistica e autorizzazioni semplificate

Vengono inoltre introdotte semplificazioni riguardo alle procedure di autorizzazione degli interventi agevolabili che vengono assoggettati alla sola comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).
 
L'articolo 4, inoltre, inserisce una nuova procedura: la sostituzione edilizia che semplifica le autorizzazioni per la demolizione e ricostruzione, a pari volumetria, di edifici non in regola con le norme di sicurezza, sostenibilità, efficienza energetica, antisismiche e idrogeologiche, eliminando gli oneri di urbanizzazione. Importante: l'edificio di nuova costruzione dovrà essere classificato in classe energetica A o superiore.

Ulteriori agevolazioni per la rigenerazione urbana

  • i comuni potranno attuare ulteriori agevolazioni fiscali per incentivare le iniziative di rigenerazione urbana, tra cui la riduzione degli oneri concessori del 50 per cento, la sospensione dell'IMU, della TARI e TASI per un periodo massimo di dieci anni, oltre che l'esonero dal versamento dell'imposta di registro.
  • viene rimodulata la procedura di permuta per gli immobili da adibire o da costruire ex novo ad uso governativo o amministrativo situati in zone periferiche e disagiate. L'Agenzia del Demanio in tal senso procederà a un'ulteriore selezione degli immobili da cedere, appartenenti al demanio e al patrimonio dello Stato ma ritenuti inadeguati all'utilizzo, redigendo un apposito elenco di quelli di particolare valore storico-architettonico o presenti in zone di pregio della città, ai fini della loro permuta con edifici nuovi, di volumetria pari o maggiore fino a un massimo del 30 per cento, adeguati alla destinazione d'uso.
  • la permuta avviene all'esito di una procedura di selezione pubblica: i soggetti aggiudicatari potranno beneficiare per i primi cinque anni di un regime fiscale concordato direttamente con l'Agenzia delle Entrate.

IL DDL N.63 E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF