Il coordinamento della sicurezza del cantiere di Porta Nuova Garibaldi: l'uso dei casseri rampanti

Il coordinamento della sicurezza per edifici complessi e ad elevato sviluppo verticale.

PARTE 4 

L’articolo tratta del lavoro svolto in Team costituente l’Ufficio di Sicurezza e di Coordinamento, in cui l’ing. Amaro ha rivestito il ruolo di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione e di Esecuzione e della metodologia applicata dallo stesso per lo svolgimento del servizio anche attraverso il coinvolgimento delle imprese quali parti attive dello sviluppo e dell’evoluzione del cantiere di porta Nuova Garibaldi a Milano avviato nel 2008 e concluso nel 2013. L’articolo rappresenta la parte 4 parte del programma di divulgazione del lavoro e delle tematiche trattate e sviluppate nel contesto dell’intervento di cui trattasi.


La metodologia utilizzata nella gestione della sicurezza relativa al processo costruttivo delle strutture in elevazione mediante casseri rampanti 

Una delle fasi in assoluto più interessanti e innovativa affrontate durante la fase esecutiva e sostanziale per il processo costruttivo ed il rispetto del cronoprogramma è indubbiamente la realizzazione delle strutture in elevazione in c.a. e dei solai delle torri A e B del progetto di Porta Nuova Garibaldi oggi occupare da UNICREDIT.

Nello specifico il presente articolo tratterà dell’utilizzo dei casseri rampanti e della metodologia applicata alla gestione finalizzata alla sicurezza ed al processo costruttivo approntata dal C.S.E. e dal suo Team nel cantiere Porta Nuova Garibaldi per la realizzazione dei core delle due torri di cui la più alta ha la quota del tetto a 152 m. arrivando a 222 attraverso lo Spire del cui montaggio di parlare in un apposito e prossimo articolo.

L’approccio sviluppato nasce dalla contezza che le opere provvisionali di servizio, di produzione (per costruire), per la sicurezza e la salute delle persone, che operano nel cantiere, a ripresa autosollevanti con meccanismi e dispositivi idraulici sono soggetti all’applicazione della direttiva macchine 2006/42/CE aggiornata con il decreto di recepimento 17/2010.

L' "inserimento" dei casseri rampanti nel cantiere

A partire da tale assunto si è richiesto all’impresa di elaborare lo studio dell’inserimento dimensionale e la relativa operatività del cassero/sistema rampante previsto contestualizzandolo con il cantiere nella fase in cui lo stesso si sarebbe trovato all’atto del suo impiego definito. Valutando l’accessibilità alle aree operative, la modalità della movimentazione dei manufatti, le aree di stoccaggio, le aree destinate al montaggio, le modalità di gestione dell’emergenza specifica e generale del cantiere.

La contestualizzazione è stata richiesta per tutte le fasi salienti sia esse primarie che secondarie che hanno caratterizzato: l’assemblaggio a terra; il montaggio in quota; la movimentazione (rampaggio dei vari elementi); lo smantellamento finale.

Una delle prime richieste, in relazione sia alla complessità sia alla novità italiana nell’uso di questa tipologia di macchina di cantiere, è stata quella di rendere facilmente leggibili e gestibili gli elaborati grafici, prediligendo un formato A3 dove, in ogni singola tavola, sono stati evidenziati in rosso gli apprestamenti di sicurezza previsti.

Le schede assemblate al termine dell’elaborazione ed approvazione del CSE hanno costituito un vero e proprio manuale contestualizzando quello generale dei singoli elementi previsti dalla casa produttrice e assieme a questi sono state definite le procedure per utilizzare in sicurezza “la macchina” “cassero rampante”.

Nelle procedure elaborate si è richiesto quindi di numerare i macroelementi e di produrre la descrizione del montaggio quale composizione di tutti gli elementi in sequenza ottenendo un PIANO DI MONTAGGIO finale-reale ad uso degli addetti.

Esempio procedura, mutuata dall’esperienza di PNG, analoga ed attuata in altro cantiere – contestualizzazione intervento

Figura 1 – Esempio procedura, mutuata dall’esperienza di PNG, analoga ed attuata in altro cantiere – contestualizzazione intervento

Esempio di stoccaggio-montaggio e movimentazione

Figura 2 – Esempio di stoccaggio-montaggio e movimentazione

Stralcio procedura avvio montaggio elementi del cassero

Figura 3 – Stralcio procedura avvio montaggio elementi del cassero

L’impresa, su richiesta del CSE e del suo Team ha quindi elaborato anche un piano di formazione/assistenza continuative attuando anche una periodica rotazione delle squadre specializzate addette ad operare sui casseri ed al rampaggio degli elementi. Azione questa mirata a diminuire gli errori e quindi i rischi legati alla routine e ripetitività del lavoro nello stesso ambito.

L’attività di rampaggio veniva preceduta da verifiche periodiche e manutentive anche queste pianificate previa approvazione anche da parte del CSE e del suo team di check list di controllo.
Le rappresentazioni grafiche delle varie configurazioni, al variare quindi delle posizioni sono state riferite ad ogni singolo piano di lavoro interessato nonché del 1° sottostante verificando così i percorsi di esodo unitamente agli spazi disponibili.
Tutti gli elaborati riportati nel presente articolo costituiscono stralci rappresentativi e sono gli elaborati di progetto a firma del progettista e costruttore/produttore, gli stessi infatti vengono menzionati sulle procedure correlandoli alle relazioni di calcolo strutturale.
Tutti gli elaborati costituenti la procedura, che diventa una ISTRUZIONE OPERATIVA per gli addetti, sono una rappresentazione della sequenzialità delle diverse fasi operative e rappresentano altresì tutte le opere provvisionali da utilizzare in supporto al cassero oltre che alle protezioni già presenti nello stesso.
Si è poi ancora richiesto di identificare la durabilità del sistema e la periodicità della manutenzione e di verifica di corretto uso con evidenziazione dei segnali/sintomi a cui porre attenzione in quanto espressione di criticità da non sottovalutare ai fini della sicurezza.
Il documento è stato integrato con le attività costruttive necessarie e presenti al contorno a cura del General Contractor. 

Di seguito si riporta schema inerente ai controlli e verifiche effettuate in campo....

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