Con la certificazione Envision infrastrutture sostenibili per rilanciare il Sud Italia

28/03/2019 625

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Il Progetto di Potenziamento dell’Itinerario Napoli-Bari ottiene la certificazione Envision per migliorare la viabilità e valorizzare i territori tra Puglia e Campania

Un altro importante passo verso la creazione di una rete infrastrutturale interamente sostenibile è stato compiuto in questi giorni grazie alla certificazione ottenuta da RFI, del primo progetto infrastrutturale italiano realizzato secondo il Protocollo Envision: l’Itinerario ferroviario AV/AC Napoli-Bari. Tratta Frasso Telesino - San Lorenzo Maggiore. 

Oltre che primo in Italia, si tratta anche del primo progetto certificato a livello europeo, con il massimo livello raggiungibile (Platinum).

Envision è il sistema indipendente di rating internazionale che calcola la sostenibilità delle opere basandosi sul loro intero ciclo di vita, attraverso una griglia di analisi basata sulla misurazione oggettiva degli effetti positivi a breve e lungo termine.

L’intero processo di verifica e certificazione è stato effettuato rispettivamente da ICMQ e Stantec, grazie all’accordo in esclusiva con l’Institute for Sustainable Infrastructure (ISI) per la certificazione dei progetti.  

La Certificazione ottenuta da RFI è stata rilasciata dalla stessa ICMQ a seguito di un processo di revisione che ha tenuto conto dei 55 crediti sui 60  previsti dal Protocollo. Si tratta di indicatori già centrali nelle metodologie di progettazione del Gruppo FS Italiane, come le interazioni con la comunità, il miglioramento della qualità della vita, la resilienza rispetto ai rischi che derivano dai cambiamenti climatici e sociali, il coinvolgimento degli stakeholders e l’efficacia delle capacità di gestione del progetto, l’efficienza nell’utilizzo delle risorse quali i materiali di costruzione, l’energia, la salvaguardia delle risorse idriche.

Intinerario ferroviario AV/AC Napoli-Bari, un progetto sostenibile e partecipato

Una particolare enfasi è stata data, fin dalle prime fasi del progetto, al processo di concertazione con il territorio, iniziato nel 2006 con la stipula del Protocollo d’Intesa per la riqualificazione e il potenziamento dell’Itinerario Napoli-Bari tra il Ministero Infrastrutture e Trasporti, le Regioni Campania e Puglia, Ferrovie dello Stato Italiano e RFI. Le Regioni hanno indicato, per ciascuna tratta dell’itinerario, la soluzione ritenuta più vantaggiosa tra le diverse ipotesi di tracciato emerse dagli studi di fattibilità e hanno coordinato dei Tavoli di Concertazione Istituzionali all’interno dei quali sono emerse diverse istanze formulate dal territorio poi recepite all’interno della fase di progettazione.

Envision incoraggia il coinvolgimento della cittadinanza e degli stakeholder alla stesura dei progetti - afferma il direttore generale di ICMQ Lorenzo Orsenigo. La sostenibilità sociale è considerata un fattore cardine della filosofia che è alla base del protocollo. Noi di ICMQ  cerchiamo di incentivare i processi di certificazione e registrazione attraverso Envision perché alimentano dei percorsi virtuosi di rilancio del territorio. In particolare, nel caso della Napoli-Bari ci troviamo di fronte a un’ azione di profonda valorizzazione di alcune zone del Mezzogiorno che, spesso e volentieri, lamentano ritardi infrastrutturali che diventano causa di disagio economico e sociale. Grazie ad Envision spesso si ricostruiscono quei legami tra le istituzioni, le associazioni e i cittadini che negli ultimi anni si erano persi, creando una sorta di “distacco” tra le strutture urbanizzate e le aree rurali.

Il progetto ferroviario è stato concepito in modo da rispondere non solo alle esigenze di mobilità, ma anche alla necessità di connetterlo, in una logica di rete, con le altre modalità di trasporto e di integrarlo con i nodi urbani, portuali, aeroportuali e con i sistemi produttivi e logistici. L’idea è quella di costruire un corridoio multifunzionale con riferimento oltre che all’infrastruttura ferroviaria, anche alle altre infrastrutture (energetiche e telematiche in particolare), con l’obiettivo ultimo di generare valore sui sistemi socio-economici locali attraversati, massimizzando i benefici e la sostenibilità.

 “Uno dei grandi pregi del protocollo Envision” – sottolinea Emanuela Sturniolo, Amministratore Delegato di Stantec – “è la possibilità di favorire un approccio alla progettazione innovativo. Chi progetta secondo i criteri di sostenibilità ambientale del protocollo è spinto anche a cercare delle soluzioni nuove e creative per raggiungere un obiettivo di alta qualità con meno sprechi, più ottimizzazione delle risorse naturali, utilizzo di materiali innovativi, e così via. In questo modo, si crea una vera e propria cultura della progettazione sostenibile capace di creare contaminazioni virtuose su tutto il territorio.

Temi come la salvaguardia delle risorse idriche, il riutilizzo dei materiali di costruzione, la resilienza delle infrastrutture agli effetti del cambiamento climatico, il valore aggiunto alla qualità della vita e agli effetti economici, peraltro già centrali nelle metodologie di progettazione di RFI, sono stati strutturati e valutati con grande accuratezza secondo il Protocollo, ed hanno consentito un consistente miglioramento del livello di sostenibilità dell’opera. 

>>> Per maggiori info: www.envisionitalia.it

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