La chiesa di San Carlo (VI): un eccellente esempio di armonia della forma basata sulla spirale logaritmica

Sicuramente il materiale impiegato in passato è molto differente da quello attuale sia nella formulazione che nelle modalità di messa in opera ma ha dimostrato di essere il mezzo per dare vita a forme e linguaggi rinnovati negli esiti strutturali, formali e superficiali perché, come suggerisce Nervi, "La sua natura malleabile prima e poi monolitica è di difficile controllo ma si offre, a chi la sappia governare, come eccezionale strumento per inventare forme mai viste, nuove immagini e nuovi spazi per l'architettura" (Greco C., 2001, Pier Luigi Nervi - curve, eliche e movimento nella ricerca architettonica degli anni ’30, in “Area” n. 57).

Si tratta proprio dello stesso strumento che ha consentito a Musmeci la realizzazione dello straordinario capolavoro vicentino della Chiesa di Villaggio del Sole.
 



La conferenza del 1 marzo 2013 si è proposta lo studio dal vero della Chiesa di San Carlo di Vicenza, opera “riscoperta” grazie al lavoro di ricerca di giovani studiosi che hanno avuto accesso a preziose riflessioni e straordinari elaborati che portano la firma del geniale ingegnere Sergio Musmeci (1926-1981). L'ing. Luciano Gasparini e l'arch. Thorsten Lang, mossi dalla passione per l'indagine delle opere ideate dal progettista romano, hanno attinto lo spirito ideativo della chiesa vicentina dall'archivio conservato presso il MAXXI di Roma, lo stesso Museo che custodisce i disegni di progettisti che hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio architettonico italiano come Pier Luigi Nervi, Aldo Rossi e Carlo Scarpa, per citarne alcuni.
Organizzato dall'Associazione Villaggio Insieme di Vicenza, presieduta da Roberto Brusutti, l'incontro ha vantato una numerosa partecipazione sia di addetti ai lavori che di appassionati ai temi culturali, riuniti proprio nella chiesa di San Carlo per poterne apprezzare appieno le fattezze. L'evento è stato introdotto e contestualizzato dall'architetto vicentino Umberto Saccardo, cui hanno seguito le relazioni dello studioso modenese Gasparini e dell'olandese Lang. A supporto dell'impiego di un materiale assai versatile quale il calcestruzzo e alla comprensione del pensiero geometrico che ha originato l'opera hanno contribuito le relazioni rispettivamente dei docenti Anna Faresin (Università IUAV di Venezia) e Claudio Fontanari (Università di Trento).

Un ricco dibattito innescato dai temi trattati ha dato conclusione all'evento, che, nelle parole dell'arch. Paolo Musmeci, figlio di Sergio, ha trovato il perfetto epilogo: “Nel mondo dell'Arte non esiste la moda, non esistono gli stili, non esistono le tendenze, non esistono i personali atteggiamenti dei progettisti; l'opera d'arte è il frutto di un pensiero filosofico che non incontra la volubilità della vita materiale. L'uomo è portato, per sua vocazione, verso l'eterno; creare qualcosa che segni e rimanga nella notte dei tempi, questo è qualcosa che vola al di sopra di noi.
La nostra storia è piena di opere d'arte. La Chiesa di Villaggio del Sole, posso dirlo, vola al di sopra di tutti noi ed è un'opera d'arte. La Chiesa è un testimone che sopravvive agli uomini ed è portatrice di un eterno respiro
”.


UN'OPERA D'ARTE NELLA CITTÀ DELL'ARCHITETTURA
Esempio straordinario di architettura in calcestruzzo nella città veneta che conserva in eredità numerose significative opere palladiane, la Chiesa di San Carlo è situata all'interno del Villaggio del Sole, un quartiere di edilizia pubblica INA Casa realizzato nel 1960 e costituito da 13 edifici abitativi a 5, 4 e 3 piani per un totale di 526 alloggi. Al centro del complesso, entro una sorta di ellisse sono ricompresi edifici bassi ad uso collettivo: la chiesa, l'edificio delle opere parrocchiali, il centro sociale e la scuola primaria.
Dotato di ampi spazi aperti, il quartiere si contraddistingue nel vicentino come singolare episodio nella storia urbanistica della città per quel misurato equilibrio nella definizione del disegno planimetrico: edifici curvilinei si affacciano su elementi lineari ritmati a voler idealmente proseguire nell'idea di un edificato dalla forma complessiva ispirata alle antiche mura.
L'originario progetto della Chiesa, firmato da Sergio Musmeci, Sergio Ortolani (capoprogettista dell'intero Villaggio del Sole) e Antonio Cattaneo, è stato lievemente modificato in seguito alla prima bocciatura da parte della Pontificia commissione per l'arte sacra in Italia, in quanto ritenuto troppo avanzato nella configurazione.
L'assetto a pianta centrale trova ispirazione nella collocazione dell'opera, la cui area pertinenziale è perimetrata da una strada ad andamento curvilineo che suggerisce la necessità di realizzare un volume aperto alle visuali circostanti, abolendo l'usuale facciata principale che connota gli edifici sacri.

 

 

 



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