Blocchi in laterizio con isolamento diffuso ad alte prestazioni termo-acustiche

La produzione di laterizi innovativi e, in particolare, quella dei manufatti con isolamento diffuso, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche, è un processo di valore tecnico e ambientale, cosi come l’impiego di tali prodotti 

L'innovazione nel mondo del laterizio 

Il processo di trasformazione della tecnologia costruttiva prende spesso avvio dalle generali necessità di aggiornamento e sviluppo indotte da ragioni sociali, normative ed economiche.

Nel panorama delle ricerche tecnologiche, lo studio del rapporto tra innovazione e tecniche costruttive è di grande interesse. Tale interesse è, ad oggi, suscitato dalla rovinosa evidenza con cui si presenta la condizione operativa nei cantieri e la qualità del costruito; lo scadimento qualitativo delle tecnologie impiegate e la perdita del metodo di costruzione cosiddetto a regola d’arte, fanno sì che il comfort e la qualità vengano garantiti con sempre maggiore difficoltà. In quest’ottica è particolarmente rilevante lo studio di nuove soluzioni tecnologiche, dei materiali che ne costituiscono le caratteristiche più significative nonché del rapporto di questi con il contesto e le sue origini. Campioli scrive che “l’innovazione tecnologica nell’ambito delle costruzioni si propone con un carattere ambiguo che spesso ha reso più facile e immediato cogliere i segni di una continuità con il passato, rispetto a quelli di una rottura e di un nuovo inizio”. Questa affermazione porta all’evidenza come, tra le innovazioni, quelle integrali siano rare mentre molto più frequenti sono quelle marginali, dovute o a incrementi prestazionali di soluzioni che continuano a mantenersi identiche nei loro tratti principali oppure all’impiego di soluzioni trasferite da settori differenti rispetto a quello dell’architettura. Il laterizio è stato parte integrante della nostra cultura architettonica per millenni. Tuttavia continua ad evolvere la sua natura.

In particolare, la recente politica ambientale ha richiesto una drastica riduzione della domanda di energia portando, in pochi decenni, a una metamorfosi che ha trasformato il solido mattone pieno in un prodotto high-tech dal grande formato e dalle elevate prestazioni.

L’evoluzione del laterizio sembra orientarsi non tanto sulle componenti e sulla chimica del materiale argilloso, quanto sul disegno degli elementi finiti (blocchi a incastro, a setti sottili e a setti sfalsati), sulla geometria dei prodotti finiti (rettificato, giunto a incastro) e sull’abbinamento con altri materiali (perlite, lana di roccia).

I blocchi di laterizio a isolamento diffuso racchiudono tutte queste innovazioni e rappresentano uno dei prodotti in laterizio di maggior interesse. Capire i termini di queste innovazioni significa declinare il prodotto nei suoi caratteri materici, nel processo produttivo, e mettere in evidenza gli aspetti e i valori tecnici e ambientali raggiunti, per poi valutarne i possibili impieghi.

blocchi di laterizio a isolamento diffuso

L’impasto dei nuovi laterizi con isolamento diffuso

Le argille hanno composizione mineralogica non univocamente definibile, fortemente variabile in funzione della diversa stratificazione geologica e/o dell’ambiente di provenienza. In sostanza, gli impasti di argille utilizzati sono molto eterogenei e sono predisposti a tollerare la presenza di materiali di tipo diverso. La principale virtù del materiale è quella di essere facilmente plasmabile e modellabile poiché la sua struttura fisica è costituita dai sedimenti a grana più fine presenti sulla superficie terrestre (<2μm). Tale virtù garantisce all’argilla un’ottima plasticità, ovvero la capacità di acquisire, mediante l’aggiunta di acqua, una lavorabilità tale che l’impasto possa assumere la forma, le dimensioni e le caratteristiche prestazionali desiderate in maniera stabile (anche a seguito di contatto con l’acqua): entro determinati limiti si tratta di una proprietà reversibile. L’impiego del laterizio alleggerito in pasta, si è diffuso negli anni Settanta del secolo scorso, come risposta tecnologica alla crisi energetica di quegli anni: l’impasto è ottenuto dall’aggiunta di additivi in grani che permettono di ottenere degli alveoli, fra loro non comunicanti, diffusi uniformemente nella massa di argilla. La dimensione dei grani, che in fase di cottura vengono combusti lasciando vuota la sede occupata, è inferiore a 2,5 mm. Con tale accorgimento il peso specifico del laterizio passa da 1.400-1.800 kg/m3 a 450-800 kg/m3 con evidenti vantaggi per le prestazioni termiche e meccaniche (per la riduzione di peso che grava sulle strutture e sul terreno). Gli additivi maggiormente utilizzati per la creazione di tali pori sono oggi la segatura, la perlite e il polistirolo espanso, mentre i fanghi di cartiera, le fibre di carta e gli scarti di carbone vengono impiegate più di rado.

[...] continua la lettura nel pdf


Si ringrazia l'ANDIL per la gentile collaborazione. Articolo tratto da CIL 175