Il BIM nel settore pubblico italiano: a che punto siamo

La crescita del BIM nel settore pubblico italiano

A gennaio 2019 grazie alle tempistiche definite nel DM 560/2017, il settore degli Appalti Pubblici ha visto l’introduzione ufficiale del BIM in Italia. Il settore privato ancora non ha vincoli di questo tipo, ma è innegabile che nei prossimi anni ci sarà un’applicazione del BIM più diffusa a tutti i livelli.

Considerando il fatto che il BIM viene già utilizzato e richiesto in lavori all’estero, vediamo come ha reagito il comparto delle costruzioni italiano in questi primi mesi di applicazione del DM 560/2017 e dei riscontri col settore economico di riferimento.

Analizziamo qualche dato sull'applicazione del BIM

Abbiamo analizzato diverse pubblicazioni, report prodotti da Associazioni di settore, così come da Società di analisi del mercato e come vedremo il panorama del settore restituitoci risulta essere abbastanza complesso e “mutevole”.

Cominciamo dai dati del recente “BIM monitoring” divulgati da CNAPPC - CRESME dedicato a “L’innovazione e il mercato in Italia”  che restituiscono un’immagine particolarmente positiva del settore delle costruzioni. Dalla tabella che alleghiamo (Figura 1), estratta dal documento CNAPPC-CRESME, notiamo come il trend tra il 2017 e il 2018 presenti un’evidente crescita.

 BIM monitoring

Figura 1- fonte CNAPPC-CRESME BIM monitoring

Analizzando il biennio dal punto di vista dell’origine geografica (Figura 2), notiamo come siano stati sopratutto il centro / sud  a guidare questo cambiamento. 

tabella-monitoraggio-bim-2.JPG

Figura 2

Il dato tendenziale confrontato tra quanto ottenuto nel 2017 e il corrispondente del 2018 è sicuramente confortante. Gli esperti delle analisi del comparto costruzioni affermano che il cambiamento possa dipendere essenzialmente dall’entrata in vigore del DM 560/2017, così come da un cambiamento culturale in corso nel settore, dove il BIM sembra essere una richiesta sempre più importante.  

tabella-monitoraggio-bim-3.JPG

Figura 3

Mercato delle costruzioni: alcune ombre sul 2019

I dati di questa ricerca sono ovviamente da verificare con la situazione attuale, anno 2019, che pur a distanza di pochi mesi da quanto segnalato dal CRESME, sembrano indicare un cambiamento al negativo.

A parlare di trend negativo troviamo l’“Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni” presentato il 27 febbraio 2019 dall’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE). Si prospetta un futuro non così roseo al punto che il presidente Buia non usa mezzi termini affermando “Dobbiamo avere il coraggio tutti insieme di ammettere che la macchina pubblica non funziona più.”

ISTAT dal canto suo nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana lo conferma:“nonostante alcuni segnali positivi, i dati congiunturali descrivono complessivamente una fase di debolezza dell’economia italiana.”

A ben vedere, non tutto è caratterizzato da un trend negativo: di positivo citiamo la crescita dello 0,3% nel trimestre novembre 2018- gennaio 2019 nel settore costruzioni (anche se nel confronto annuale abbiamo una flessione del 1,0%). Questa crescita permette di affermare che la produzione nelle costruzioni “ha mostrato la terza variazione congiunturale positiva (+0,6%),ritornando ai livelli di settembre 2018”.

OICE conferma nel suo “Rapporto sulle gare BIM 2018”  quanto rilevato da altri analisti. 

Concentrandosi sui bandi BIM evidenzia la spinta di fine 2018 e tenta “una previsione, preconizzando un aumento almeno pari a quello che ha caratterizzato il 2018, almeno in termini di numero di bandi.

Più difficile, invece, dire dove andremo a parare nel medio termine (due-tre anni); ciò perché se vi è un ostacolo nel percorso, questo è dato dalla capacità degli stakeholders di investire nel cambiamento.”

ATRADIUS nel suo “Market monitor Costruzioni 2019” del 21 febbraio 2019 sintetizza le sue analisi con le seguenti infografiche:

Market monitor Costruzioni 2019

A supporto di una maggiore fiducia per l’immediato futuro del settore, risulta importante citare quanto viene detto da ATRADIUS “Nonostante la sua natura ciclica e i problemi “tradizionali”, da un punto di vista globale il settore (edilizio ndr.) ha davanti a sé nuove opportunità e sfide. Gli avanzamenti tecnologici stanno avendo un impatto crescente sull’edilizia e modificheranno profondamente il settore nel prossimo futuro, a partire dalla progettazione fino al completamento del progetto. Stampa 3D, Building Information Modeling (BIM), droni, robot e tracking GPS sono alcuni degli strumenti che l’industria ha già iniziato ad adottare a diversi livelli.

Nelle economie avanzate, l’edilizia modulare prefabbricata è una tendenza crescente poiché assicura più efficienza (risparmio di costi e tempo), maggiore indipendenza dalle condizioni meteo (avverse) e migliore sostenibilità grazie al riciclo e alla prevenzione dell’inquinamento.”

Perchè investire in BIM?

Dopo quanto letto le parole d’ordine per il futuro del comparto non possono essere più chiare: tecnologia, modularità e sostenibilità.

Anche se il momento economico non appare dei migliori, abbiamo visto che vari indicatori suggeriscono che la tendenza sta segnando un cambiamento. 

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